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Red 13 gennaio 2005
La questione “super stipendi” approda in Regione, iniziano le polemiche
In merito all’iniziativa del comitato algherese è intervenuto Luciano Uras, consigliere di Rifondazione Comunista, che ha dichiarato «deve essere chiara la finalità di questa riduzione di spesa. Ho molti dubbi su quelle iniziative che nascono come attacco agli organi elettivi, ovvero alla democrazia. Mi spiego, perché non si parla mai dell´indennità degli uomini di governo?»
La questione “super stipendi” approda in Regione, iniziano le polemiche

ALGHERO - Si infiammano le polemiche sulla questione “super stipendi” per i consiglieri regionali. Dopo la conferenza stampa di presentazione della proposta di legge del comitato “Lu Puntulgiu” – Il Grifone di Alghero, avvenuta il 12 gennaio a Cagliari, i politici impegnati in Regione hanno immediatamente esplicitato le proprie posizione sull’argomento. In merito all’iniziativa del comitato algherese, infatti, è subito intervenuto Luciano Uras, consigliere questore di Rifondazione Comunista, che al giornale regionale L’Unione Sarda ha dichiarato «deve essere ben chiara la finalità di questa riduzione di spesa. Per quanto mi riguarda sono favorevole alla diminuzione, ho invece molti dubbi su quelle iniziative che nascono come attacco agli organi elettivi, ovvero alla democrazia. Mi spiego, perché non si parla mai dell´indennità degli uomini di governo?». Alle parole del consigliere di maggioranza risponde Francesco Masu, portavoce del comitato algherese: «ma perché i consiglieri regionali non sono anch’essi uomini di governo? O meglio, non usufruiscono anch’essi di benefici altrettanto importanti? Non vi è da parte di questo comitato – rassicura Masu - alcuna volontà di sovvertire l’ordine democratico delle istituzioni, ma più semplicemente affermare un diritto costituzionalmente garantito ai cittadini e per la prima volta esercitato in Sardegna e da noi utilizzato quale strumento di democrazia diretta tendente a supplire a una carenza di iniziativa.
La nostra proposta di riduzione del 50 per cento delle attuali indennità – continua Francesco Masu - permette sicuramente di fare politica anche a chi non è “benestante”. Si tratta sempre di percepire per l’Onorevole in carica 20 milioni di vecchie lire al mese e per 15 mesi.
Concordiamo per altro – conclude il portavoce del comitato Lu Puntulgiu - con il Segretario Generale della CGIL Giampaolo Diana e della CISL Mario Medde che l’iniziativa di riduzione debba partire dal consiglio regionale, la nostra proposta ha proprio questo scopo sollecitare i consiglieri regionali affinché assumano le più idonee iniziative per raggiungere l’obbiettivo di riduzione delle indennità. Da parte nostra assicuriamo che fino a quando non vedremo attuata un’iniziativa legislativa che risponda alle esigenze da noi rappresentate raccogliendo le firme porteremo avanti un legittimo diritto di sovranità popolare».
Inoltre Masu fa sapere che la data di inizio della raccolta firme, in tutti i comuni della Sardegna, è stata fissata per il 1° febbraio e si concluderà il 30 giugno. Le firme necessarie, perché dall’iniziativa popolare si arrivi ad una proposta legislativa, sono 10000.

Nella foto: il palazzo della Regione
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