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S.A.
29 novembre 2010
Architettura in vendita su Ebay
La protesta degli studenti contro la Riforma Gelmini prosegue in tutta Italia. L'ultima provocazione arriva dalla Facoltà di Architettura di Alghero che ha deciso di mettersi in vendita, o meglio di svendersi al miglior offerente su Ebay
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ALGHERO - Atenei, torri, opere d'arte: sono i luoghi della cultura scelti dagli studenti per trasferire le immagini di una protesta che da alcuni giorni sta facendo il giro del mondo. A mettere in agitazione il mondo universitario è la riforma del ministro dell'Istruzione Maria Stella Gelmini, che è in discussione tra Camera e Senato in queste settimane. L'ultima provocazione arriva dalla Facoltà di Architettura di Alghero che, oltre ad aver occupato l'ex Asilo Sella, sede amministrativa dell'ateneo, ha deciso di mettersi in vendita, o meglio di svendersi al miglior offerente su Ebay, il famoso sito di aste online fondato nel 1996 (ma esistente in Italia dal 2001).
Recita l'annuncio: Prima Facoltà di Architettura in Italia (Indagine Censis anni 2009 e 2010), come nuova, luogo ideale per coltivare passioni con sede in Alghero in prestigiosi immobili storici recentemente restaurati, vista mare, inclusi arredi d’autore realizzati su misura da primarie case produttrici italiane, rete telefonica IP e WiFi proprietaria e connessione in banda larga; patrimonio librario, emerotecario e multimediale nazionale e internazionale; laboratori di ricerca, numerosi contratti, opportunità di tirocinio e relazioni internazionali (circa 50 persone incoming e outgoing per semestre, oltre 100 borse Erasmus disponibili) in corso. Compresi nel prezzo: 35 docenti strutturati; 38 tra docenti a contratto, esperti e visiting professors; 36 assistenti alla didattica, 15 dottorandi, 60 cultori della materia, staff 13 persone, 20 collaboratori a vario titolo e, soprattutto, oltre 600 studenti. Garantiti 20.000 ore all’anno fra lezioni e laboratori, 5 eventi mensili, 2-3 Summer School o workshop all’anno, produzione editoriale ad ampia diffusione. Referenze nazionali e internazionali, massima serietà, alto entusiasmo e senso del dovere per un’Università pubblica da rilanciare, non da chiudere. Allora rilanciamo, apriamo l’asta (dal 9 dicembre)! Si prega astenersi perditempo. «Pensavamo di essere una comunità di apprendimento collettivo - scrivono gli studenti - un luogo aperto, non esclusivo, non elitario, dove si impara a conoscere e pensare, dove le persone si confrontano accrescendo il sapere proprio e quello collettivo, da trasmettere a chi domani costituirà la classe dirigente del Paese». «Un’Università - concludono - non dovrebbe mai essere classificata in serie A e serie B o C, ma tutti dovrebbero avere garantito il diritto a compiere degli studi di qualità. Oggi il DdL Gelmini sull’università ci fa scoprire di essere una merce. Se questa è la realtà, se questo vuole davvero l’Italia, se proprio siamo una merce, allora preferiamo venderci da soli prima che qualcun altro ci svenda». |
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