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Red 13 dicembre 2010
Appello Università Sassari a senatori sardi
Il documento è condiviso dal rettore e dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo. Di seguito il testo integrale
Appello Università Sassari a senatori sardi

SASSARI - Appello dell’Università di Sassari inviato ai senatori eletti in Sardegna per invitarli a votare contro l’approvazione del disegno di legge Gelmini. Il documento è condiviso dal rettore e dal Consiglio di amministrazione dell’Ateneo. Di seguito il testo integrale.

A partire dal 14 dicembre sarete chiamati a votare la proposta di legge di riforma dell’Università. Sappiate che gli studenti, il personale tecnico amministrativo e i docenti degli atenei della Sardegna sono contrari a questa riforma e Vi chiedono di votare contro.
Votare contro perché sia preservato il patrimonio pubblico plurisecolare rappresentato delle nostre due Università; perché non si riducano ulteriormente i finanziamenti destinati allo studio e alla ricerca che vedono la nostra Isola fanalino di coda in tutta Europa; perché i giovani non siano ulteriormente costretti ad emigrare anche per studiare; perché non sia favorita la “perdita” di centinaia di persone qualificate che lavorano come precari nelle Università sarde; perché sia garantito il valore d’indipendenza nella ricerca e nell’insegnamento.
La scelta di votare a favore di questa legge produrrà ricadute negative per la comunità dei Sardi di cui dovrete assumervi la responsabilità. Infatti sarà leso il diritto allo studio. L’effetto combinato dei tagli della finanziaria con il DDL Gelmini costringerà gli Atenei ad aumentare le tasse universitarie e a ridurre il numero di studenti che riceveranno borse di studio. Inoltre la contrazione dell'offerta formativa costringerà molti giovani a lasciare la Sardegna per seguire la propria vocazione. Chi non potrà permetterselo andrà ad ingrossare le fila dei disoccupati in una Regione dove la disoccupazione giovanile arriva già a cifre da capogiro (44%); sarà favorita l’ulteriore fuga di cervelli dall’Isola. Chi ha a cuore il destino dell’Università e che in questi giorni sale sui tetti a Cagliari, Sassari e nelle altre sedi universitarie e protesta sono soprattutto i giovani ricercatori, i precari e gli studenti. Molte di queste figure professionali lavorano con spirito di abnegazione e sacrificio e con retribuzioni che rasentano il ridicolo. Senza il contributo dei precari e dei ricercatori l’Università non potrà garantire l’alto livello di ricerca e di formazione che il mercato oggi richiede; sarà sprecata l’occasione per una riforma condivisa che l’Università attende da anni. Una riforma che punisca i privilegi, gli sprechi e incentivi una didattica e una ricerca di qualità richiesta a gran voce dalla stragrande maggioranza di chi studia e opera all’interno dell’Università senza alcun interesse personale o familistico. Il DDL voluto dal ministro Gelmini punirà invece soprattutto i più deboli, quelli che non sono tutelati, facendo pagare il conto solo alle nuove generazioni, cioè agli studenti e ai “giovani” ricercatori, precari e non. I ricercatori che oggi lavorano presso gli Atenei della Sardegna sono oltre 750 e, se sarà approvata questa legge, saranno “rottamati”. Di fatto viene istituzionalizzato il precariato e gettate nell’incertezza del futuro le nuove leve di ricercatori. Onorevoli Senatori sappiate che la conseguenza dell’approvazione di questa legge sarà una Sardegna socialmente, culturalmente ed economicamente più povera. Al fine di salvaguardare la funzione strategica dell’Università in Sardegna per assicurare davvero infrastrutture, diritto allo studio, dotazione di ricerca che garantiscano un’alta formazione pubblica di livello europeo, è necessario che forte e chiara si levi contraria la Vostra voce.
Vogliamo una Università che aiuti la Sardegna a crescere, una Università che dia un futuro ai giovani e alla nostra società. Perché l’Università è il cervello di una comunità moderna e coesa; l’Università e la Scuola rappresentano i principali strumenti per rispondere alle sfide sociali, culturali ed economiche del futuro.


Nella foto: il Rettore dell'Università degli Studi di Sassari, Attilio Mastino
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