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S.A.
10 marzo 2011
Architettura perde la Facoltà: parla Muroni
L'intervento del presidente del Consiglio comunale e della Società per i Servizi Universitari e la Formazione, Antonello Muroni, che invita le parti politiche a non cercare il polverone mediatico, ma la forza per ottenere le risorse per la sopravvivenza dell'ateneo ad Alghero
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ALGHERO - Sul caso architettura - declassamento o no in dipartimento (questo è il problema!) interviene anche Antonello Muroni, presidente del Consiglio comunale e della Società per i Servizi Universitari e la Formazione, «il cui scopo primario è di promuovere il Polo Universitario di Alghero in toto». Di fronte alle dichiarazioni di pur «autorevoli esponenti del Pd cittadino che hanno urlato alla “vergogna nazionale” nei confronti di tutti («chiaramente tutti i rappresentanti del centro destra»), per fortuna - dice Muroni - esistono persone corrette e qualificate come il Preside della Facoltà, o meglio del Dipartimento di Architettura di Alghero Vanni Maciocco».
Il preside ha rassicurato nei giorni scorsi sui vantaggi che potranno derivare dalla trasformazione post-riforma Gelmini, i cui effetti erano già stati ampiamente previsti dagli stessi docenti. «In pratica già dalla sua nascita - puntualizza il presidente del Consiglio comunale - gli insegnanti della facoltà di Architettura di Alghero facevano contemporaneamente parte del dipartimento. La verità è che una riforma epocale come questa ha bisogno di tempo per essere metabolizzata, e che chi governa deve fare delle scelte alle volte non concordi con la parte avversa». Muroni ritorna alla Giunta Soru per individuare «il vero problema che nasce dalla trasformazione dell’Università diffusa in Sardegna a sede suburbana di Sassari (la legge 3/2008), cancellando i corsi di laurea diffusi nel territorio. Invece, nel 2010 la Giunta Cappellacci ha ripartito il fondo a favore delle sedi universitarie decentrate destinando quasi 6 milioni di euro per la prosecuzione e il completamento dei corsi». Ora il vero vuoto è quello delle risorse: «nel protocollo d'intesa - spiega - tra Regione e Università non compare l'indicazione inequivocabile sulle risorse per la facoltà algherese nemmeno della meritatissima premialità del 10% del fondo unico riservato alle eccellenze promesse dal governo regionale. Quindi per l’Università di Alghero il problema è di recuperare milioni di euro per evitare di finire nel gruppo di atenei non virtuosi, il problema è che c’è il rischio concreto che il dipartimento di Alghero chiuda per mancanza di fondi, infatti da questo mese non siamo più in grado di pagare le utenze e la pulizia delle sedi, mentre Nuoro ed Oristano ridono». La nota positiva è che «l’Università di Alghero, sin dall'inizio ha creato dei rapporti nazionali e internazionali di altissimo livello, questo potrebbe consentirci di sfruttare al massimo i raccordi con altri dipartimenti stranieri e diventare addirittura una Scuola internazionale». Ma un ateneo senza soldi è come una macchina senza benzina, chiaramente. Dunque, l'invito di Muroni è di trovare uniti le forze per reagire per un obiettivo condiviso: «smettiamo di litigare e pensiamo al bene comune della nostra collettività, proviamo a cogliere i valori positivi che emergono dalla società , noi stessi che lavoriamo nelle istituzioni siamo spesso troppo assorbiti dai comportamenti litigiosi, o comunque poco cooperativi, che caratterizzano la nostra società politica». Nella foto: Antonello Muroni |
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