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Sara Alivesi
28 marzo 2011
Architettura: collasso vicino
«Mancano i fondi dal 2008»
Conferenza stampa del preside della Facoltà di Architettura Giovanni Maciocco, per la grave situazione economica in cui versa la sede algherese. Mancano i contributi regionali dal 2008
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ALGHERO - «Riaccendiamo le luci sulla facoltà di Architettura di Alghero». Le parole del preside Giovanni Maciocco nella conferenza stampa all'ex Asilo Sella sono un appello all'unità, all'impegno, all'attenzione delle istituzioni, dei media e soprattutto della Regione Sardegna. Vicino a lui il ricercatore Ivan Blecic (e componente della Commissione Statutaria dell'Università di Sassari ndr), Paola Idini, laurenda in Architettura, e Giuliana Frau, dottoranda della Scuola di Dottorato in Architettura e Pianificazione, oltre ad una folla di studenti e professori.
Mancano i finanziamenti dell'anno in corso, ci sono pregressi per un milione di euro del 2009/10. E senza i soldi, valgono poco le idee, la volontà, e persino il primo posto per due anni consecutivi nella classifica nazionale di Censis Repubblica delle facoltà scientifiche. Dal 2008 ad Architettura non vengono versati i contributi da Cagliari, da quando una legge regionale, la n.3 del 2008, ha modificato la configurazione geografica degli atenei, facendo diventare Alghero da sede distaccata a suburbana. Nel primo caso usufruirebbe (e lo faceva sino a 3 anni fa') del Fondo per l'Università diffusa; nel secondo, percepisce solo il Fondo Unico (250mila euro quest'anno ndr) sempre più esiguo per i tagli dettati dettati dal Ministero. Inutile dire che il discorso sul decentramento diventa positivo e negativo a seconda che funzioni o meno, e nella situazione in questione sarebbero i risultati a fornire le risposte. Una facoltà che è diventata in 10 anni «un centro di aggregazione della cultura, dell'educazione e dell'integrazione di un territorio»; che a breve si trasferirà in un complesso storico prestigioso messo a disposizione dal Comune, ristrutturato e reso funzionale; e che risulta essere la sola e la prima tra le prime tre classificate del Censis a rappresentare il Mezzogiorno d'Italia, sulla base dei parametri dell'internazionalizzazione, la produttività, la didattica e la ricerca. Se non fossero convincenti le tesi appena esposte, sarebbe sufficiente testare quotidianamente i mezzi di trasporto tra Alghero e Sassari e il resto della Sardegna, per non avere dubbi a considerare la città catalana della Sardegna una "suburbana" del capoluogo turritano. La richiesta del preside è di tornare, dunque, al decentramento con gli 800mila euro annui a regime. Non parrebbe una richiesta così esosa considerato che la facoltà ha 5 corsi di studio, 5 sedi, e le spese che ne conseguono tra la gestione didattica, le spese amministrative (solo 2 persone di ruolo), e la manutenzione degli stabili. Sebbene non si vogliono fare i confronti - ma talvoltà è necessario - nel 2010 Nuoro, con un corso triennale e un corso speciale ha incassato 3 milioni di euro, e Oristano 2 milioni. A questo si aggiunga che alla facoltà cittadina non è stato versato nemmeno il fondo premialità (inserito nel Fondo Unico) nella misura del 10% per le eccellenze, come previsto dal Protocollo d'Intesa 2010/11/12 che non è stato applicato, in quanto si è deciso di prorogare quello del 2009. «Come pensare al futuro se non c'è certezza?» si chiede il preside dando la voce ai professori e gli studenti che vivono quotidianamente questa «drammatica situazione». La sede algherese, in linea con la Riforma Gelmini potrebbe federarsi e diventare una Scuola internazionale e seguire il percorso che aveva già iniziato nel conglobare facoltà e dipartimento (con evidenti risparmi) e negli scambi internazionali («innumerevoli quelli istituzionali già in corso» assicura Maciocco) e le relazioni con i partners di altri paesi (oggi Lisbona, Montpellier, Girona e Barcellona). Ma in pericolo prima del domani è l'oggi. Il presidente della Regione, Ugo Cappellacci, alcuni giorni fa' in visita ad Alghero (per il progetto della circonvallazione ndr), aveva con rammarico ammesso - in un'intervista al Quotidiano di Alghero - che la questione della facoltà è «una spina sul fianco», ribadendo l'impegno personale e dell'esecutivo a voler cambiare le cose. Ricordandogli che sarebbe, semmai un fiore all'occhiello, è necessario farlo con la massima urgenza. Nella foto: (da sinistra) Ivan Blecic, Giuliana Frau, Giovanni Maciocco e Paola Idini |
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