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Red 5 maggio 2011
Seminario sul Trattato di Lisbona
L'incontro, promosso per ricordare la Dichiarazione Schuman avvenuta a Parigi il 9 maggio 1950, è organizzato dal Centro di Documentazione Europea, dalle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche dell'Università degli studi di Sassari e dall'Associazione italiana giuristi europei
Seminario sul Trattato di Lisbona

SASSARI - Venerdì 6 maggio, in occasione delle celebrazioni della Festa dell’Europa, si terrà, a partire dalle 17, nell'aula rossa della facoltà di Scienze politiche dell'Università (viale Mancini 5), un seminario su «Il Trattato di Lisbona e il deficit democratico in Europa». L'incontro, promosso per ricordare la Dichiarazione Schuman avvenuta a Parigi il 9 maggio 1950, è organizzato dal Centro di Documentazione Europea, dalle Facoltà di Giurisprudenza e Scienze politiche dell'Università degli studi di Sassari e dall'Associazione italiana giuristi europei (Aige).

Il Convegno su “Il Trattato di Lisbona e il deficit democratico in Europa” si svolge in un periodo caratterizzato da una netta ripresa dell’euroscetticismo, alimentato soprattutto dalle migrazioni dalla Riva Sud del Mediterraneo e dalla nota controversia fra Italia e Francia al riguardo. «È da molti anni, comunque, - spiegano gli organizzatori del seminario - che l’Unione europea si sforza di colmare per quanto possibile un “deficit democratico” originato da un sistema che, inizialmente, concentrava il potere normativo nelle mani dell’organo rappresentativo dei Governi nazionali, il Consiglio dei ministri, attribuendo ai detestati “eurocrati” il potere di assumere decisioni di particolare importanza senza adeguati controlli da parte dei rappresentanti dei cittadini europei».

A partire dal 1979, con la prima elezione del Parlamento europeo a suffragio universale e diretto, e la conseguente, progressiva attribuzione di maggiori poteri all’ istituzione parlamentare, si è registrata una prima, significativa riduzione del deficit democratico a livello europeo. Una circostanza, questa, significativa, ma non convincente, come è attestato dal fatto che tutte le più recenti revisioni dei Trattati europei (Maastricht nel 1992; Amsterdam nel 1997; Nizza nel 2001; Lisbona nel 2007), si sono prefisse l’obiettivo di costruire un’Europa più vicina ai cittadini europei.

Se l’attuale ripresa dell’euroscetticismo lascia sussistere fondate perplessità sull’effettivo raggiungimento di questo obiettivo, è comunque innegabile che ulteriori, rilevanti passi in avanti siano stati compiuti con il Trattato di Lisbona, che con il “Protocollo sul ruolo dei Parlamenti nazionali nell’Unione europea” (vedi Allegato) coinvolge anche i rappresentanti del potere legislativo a livello dei singoli Stati nell’adozione di decisioni che sempre più profondamente incidono sulla vita dei cittadini europei. Quest’anno, la festa dell’Europa viene celebrata a Sassari con un’iniziativa che l’Università ha voluto organizzare con l’Associazione italiana giuristi europei, che nell’ambito della Fédération internationale du droit européen ha dato un importante contributo alla questione del deficit democratico nel Trattato di Lisbona.

Interverranno Attilio Mastino, rettore dell’Università di Sassari, Virgilio Mura, preside della facoltà di Scienze politiche, Francesco Sini, preside della facoltà di Giurisprudenza, Paolo De Caterini, segretario generale dell’Associazione italiana dei giuristi europei. Il professor Paolo Fois parlerà del Parlamento europeo e dei Parlamenti nazionali nel procedimento di revisione del Trattato di Lisbona, mentre la professoressa Silvia Sanna, responsabile accademico del Centro di documentazione europea dell’Università di Sassari spiegherà le riforme istituzionali nel Trattato di Lisbona.
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