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A.B. 12 agosto 2011
Università: Il preside risponde alle critiche
Francesco Sini risponde alle critiche del consigliere comunale nuorese Marcello Seddone, sulla convenzione firmata con il Consorzio Universitario di Nuoro
Università: Il preside risponde alle critiche

NUORO - «Il consigliere Marcello Seddone contesta la presunta “genericità” della convenzione “quante ore di lezione frontale si faranno a Nuoro e quante in videoconferenza?”. Nutre serie perplessità sulla possibilità di costruire sul territorio un “polo di eccellenza” e un “dopo” per i giovani studenti e laureati; reputa eccessivi sia la durata dell’accordo concluso (sedici anni) sia l’entità dell’impegno finanziario assunto dal consorzio universitario. Si tratta di rilievi che meritano risposte immediate e puntuali». Inizia così la risposta di Francesco Sini, preside della Facoltà di Giurispridenza alle critiche del consigliere comunale nuorese.

«Riguardo alla presunta genericità della convenzione –spiega Sini - si tratta di un rilievo del tutto infondato: la convenzione richiama espressamente (cfr. preambolo, nonché l’art.4, comma1), quale sua parte integrante e sostanziale, le clausole pattuite in sede di intesa preliminare. In questa intesa, non considerata affatto dal consigliere, è stabilito espressamente che presso il polo didattico di Nuoro si svolgeranno poco meno della metà delle attività didattiche “in presenza” del Corso di laurea triennale in Diritto delle amministrazioni e delle imprese pubbliche e private. A titolo esemplificativo: su centosessanta crediti formativi universitari complessivi del triennio, si prevede di ripartire tra la sede di Sassari e il polo di Nuoro 93cfu a Sassari e 87cfu a Nuoro. Già a partire dal prossimo anno accademico, pertanto, tre dei sei insegnamenti fondamentali del primo anno di corso saranno tenuti dai professori a Nuoro, e trasmessi in videoconferenza verso Sassari. Gli altri insegnamenti potranno essere seguiti in videoconferenza».

«Si tratta – sottolinea il preside - di un risultato estremamente rilevante: il massimo risultato conseguibile nel rispetto della normativa universitaria vigente. La riforma Gelmini, è bene ricordarlo, vieta infatti, allo stato, la istituzione di nuovi corsi di laurea o di nuove “sedi” didattiche. Il d.m.50/2010 definisce la “sede didattica” del corso di laurea nei seguenti termini: la sede “nella quale viene svolta in prevalenza l’attività didattica”. Dunque il mantenimento della sede a Sassari è imposto dalla legge. La convenzione si limita solo a riportare testualmente (nell’art.3, criticato dal consigliere Seddone) quanto è previsto dalla normativa generale. La convenzione è il risultato di un attento lavoro di studio da un lato dei vincoli posti dalla riforma Gelmini, dall'altro anche delle inedite opportunità che questa offre in risposta alle esigenze del contesto socio-economico e alle istanze di sviluppo espresse dal territorio».

«L’aspetto più importante da sottolineare – chiarisce Sini - è che la convenzione quadro contempla un piano organico di interventi estesi alla ricerca scientifica, alla formazione post lauream, al reclutamento di ricercatori, allo sviluppo dei rapporti dell’università con l’impresa e lo sviluppo locale, attraverso la promozione sul territorio di azioni per il sostegno ed il potenziamento dei servizi e degli interventi a favore degli studenti e i laureati; la garanzia di stabilità delle strutture necessarie per le attività didattiche e di ricerca e di inserimento di queste nel contesto socio economico; l’apertura del territorio e dell’università all’internazionalizzazione; la promozione e il sostegno dei rapporti tra università ed impresa; l’incremento delle risorse disponibili per la ricerca scientifica, attraverso il potenziamento della formazione per la ricerca e in particolare del dottorato di ricerca. La sfida è proprio quella di creare un polo di eccellenza, una crescita contestuale dell’università e del territorio, puntando innanzitutto sul settore prioritario di intervento dello sviluppo economico trainato dalla cultura e dalla conoscenza, in linea con le politiche pubbliche europee e regionali».

«Ciò spiega sia la durata (e serietà) della convenzione (sedici anni), in linea con la legge Gelmini (legge n.240/2010) , sia l’entità dell’impegno economico. La convenzione di collaborazione tra l’Università di Sassari e il consorzio nuorese, pertanto, punta in alto e guarda seriamente al futuro: corso di laurea triennale, allaccio del polo nuorese alle biblioteche giuridiche di ateneo, esami in sede, trentadue dottori di ricerca, sei nuovi ricercatori, un osservatorio sul diritto e l’economia della cultura (incubatore di sviluppo e fattore di internazionalizzazione), sviluppo di sinergie con la Scuola di specializzazione delle professioni legali, corsi di perfezionamento e scuole estive, aperte a docenti e studenti stranieri, nuovi master, da affiancare a quelli interateneo già attivi (master in Diritto ed economia per la cultura e l’arte, “Deca master”, e Sviluppo sostenibile, ambiente, territorio, “Ssa master”). In conclusione – sottolinea il preside - la facoltà di Giurisprudenza di Sassari crede nella Nuoro “futura”».
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