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Red 24 dicembre 2011
Dislessia, focus ad Alghero
Nei giorni scorsi, presso l’auditorium del Nuovo Liceo Artistico di Alghero, si è svolta una conferenza sul tema della dislessia
Dislessia, focus ad Alghero

ALGHERO - Nei giorni scorsi, presso l’auditorium del Nuovo Liceo Artistico di Alghero, si è svolta una conferenza sul tema della dislessia. Hanno partecipato la presidente dell’Aid provincia di Sassari Dott.ssa Letizia di Nora, il Dirigente Scolastico Prof. Nicola Salvio, insegnanti, allievi e una cospicua rappresentanza di genitori. Un’iniziativa fortemente sentita dal corpo docente finalizzata a informare correttamente del problema, sensibilizzare operatori scolastici e opinione pubblica e garantire in virtù della legge 170/2010 il principio sopra la quale la scuola stessa si fonda: il diritto di apprendere.

Ha aperto i lavori, il dirigente scolastico affermando che ormai, e finalmente, la dislessia deve essere trattata con la serietà che è doveroso riservarle. La presidente dell’Aid dopo la proiezione del video Come macchie di cioccolata e la lettura di alcuni passi tratti da Dislessia dalla A alla Z e Le aquile sono nate per volare di Rossella Grenci ha posto alcune domande a cui rispondere: Come vive la fanciullezza e la preadolescenza un ragazzo con dislessia evolutiva? Perché spesso vengono rifiutati dai dislessici gli strumenti compensativi anche a costo di andare incontro ad insuccessi ripetuti?
Il computer e la calcolatrice sono marcatori sociali della diversità?
Come mai un ragazzo è bollato come fannullone ignorante, piuttosto che dislessico?

Dal dibattito è emerso che i ragazzi dislessici non devono sentire il peso di leggere ad alta voce, infatti, la difficoltà di lettura diventa per essi una tortura e crea disagio in classe. Non devono avere tempi limitati per i compiti, perché altrimenti patiscono una qualche pressione psichica e la loro difficoltà si aggrava. Devono, poi essere aiutati nel tradurre il fonema in grafema, cioè la voce in scrittura.
E soprattutto devono poter disporre di tutti gli strumenti che evitano loro il contatto con il loro disagio. Oltre all'attenzione didattica,alla sensibilità, professionalità dei docenti e alla solidarietà dei compagni, i ragazzi dislessici devono poter disporre di strumenti compensativi e misure dispensative.

In una parola, devono essere posti nelle condizioni di produrre il loro potenziale intellettivo, che non è inferiore a quello di nessun altro. Alla conferenza è intervenuto anche Francesco Madeddu dislessico, che ha portato la propria testimonianza. Questa legge, ha affermato il ragazzo, è un messaggio forte che ricorda alla scuola che esistono persone che potrebbero ottenere grandi risultati, ma che fanno fatica e trovano nella scuola un muro che blocca e demoralizza. Il compito di un insegnante è dunque quello di far emergere le potenzialità del proprio alunno, non stipulare giudizi negativi frettolosi e grazie a questo spirito molti ragazzi potranno raggiungere il traguardo della laurea e dimostrare al mondo quello che valgono davvero.
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