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Monica Caggiari
31 ottobre 2005
Una città a buchi, votata a diventare capoluogo della "Groviera del Corallo"
Battute e alimenti a parte, appare evidente una sorta di rassegnazione della gente, da un lato conscia di dover accettare buche e falle, fango e polvere per l'atteso rifacimento delle reti idriche e fognarie, d'altro canto davvero esasperata da cantieri stradali e vie transennate, che appaiono e scompaiono improvvisamente e con una frequenza e facilità disarmanti
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ALGHERO - Alghero appare più che mai martoriata dai lavori in corso. Una città dalla vivibilità ridotta, tra lavori di rifacimento alla rete idrica e fognaria e cantieri pubblici e privati, sparsi un po' ovunque, che minano l'equilibrio comportamentale di numerosi cittadini. All'ormai nota situazione di Via Cagliari, che da anni assilla cittadini, commercianti e amministrazione comunale, si aggiungono limitazioni alla viabilità e visibilità stradale e fastidiosi sbudellamenti ad incroci e vie, che in alcuni casi raccolgono notevoli flussi automobilistici. Da Via Don Minzoni, a Via Giovanni XXIII, passando per Via Mazzini, Via Diez, Via Kennedy e Via Vittorio Emanuele la vita di automobilisti e pedoni è costellata da manovre rocambolesche, scandite talvolta da scenografiche esternazioni al volante e fragorosi concerti a suon di clacson. Il problema principale è legato alla durata degli interventi e al fatto che spesso i lavori vengano portati avanti in maniera frazionata e discontinua. Accade così sempre più spesso che le sospensioni vengano celate con coperture altrettanto fastidiose. E il disagio rimane, rivelandosi tanto radicato nella quotidianità degli algheresi da aver ispirato una nota pizzeria locale a "battezzare" una pizza a base di groviera col pittoresco appellativo "Strade di Alghero".
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