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Antonio Sini 14 gennaio 2006
Monte Doglia, l’altura ferita
Per chiudere la cava senza drammi sul fronte occupazione, si potrebbe affidare alla stessa ditta concessionaria dell’attività estrattiva, la rinascita del monte
Monte Doglia, l’altura ferita

ALGHERO - La ferita che Monte Doglia si porta dentro sanguina ormai da oltre un trentennio. Le tracce lasciate dall’attività estrattiva sull’altura più importante di Alghero, sono visibili dagli ingressi principali alla città, dal porto, da Santa Maria La Palma, da Olmedo. E’ la prima scena che vedono i turisti all’atterraggio in aereo. La cava omonima che si estende su una superficie di circa 20 ettari, ha provocato un “taglio” dalle proporzioni ragguardevoli, e si continua ad operare. Il monte al confine del Parco di Porto Ponte dovrebbe essere risanato, con un ripristino ambientale programmato, per restituirlo alla collettività. Parlare di chiusura della cava, che comunque offre lavoro a maestranze locali, è senza dubbio problematico. Ma sarebbe meno dolorosa l’eventuale chiusura, se fosse la stessa ditta che si occupa dell’estrazione con proprio personale, a provvedere alle opere di risanamento dell’area. Non mancherebbe il lavoro per tanti anni, con la conseguenza che si eviterebbero drammi dovuti alla disoccupazione conseguente allo stop dello sfruttamento minerario. Le associazioni ambientaliste Codacons, Italia Nostra e Wwf, hanno sollecitato Regione e Comune, nonché Agenda 21 ad intervenire per mettere fine ad un’azione deturpante che non vede fine. Lo scorso mese di luglio le richieste degli ambientalisti avevano trovato accoglimento presso l’Ufficio Tutela del Paesaggio di Sassari che aveva invitato la società a predisporre il progetto di ripristino ambientale. L’attività estrattiva usufruisce di una regolare concessione regionale decennale, rinnovata nel 1998 e valida sino 2008, e potrebbe essere forse questa la data che segnerà la fine dell’attività estrattiva a Monte Doglia. Ma fin da ora è il caso di progettare nella sua complessità l’intervento di riqualificazione dell’altura. Magari promuovendo un bando di gara, propositivo di idee e di finanziamenti, per il recupero totale della montagna che sovrasta la Nurra di Alghero.

Nella foto Monte Doglia
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