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Red 14 novembre 2016
«Il centro storico è un ghetto»
Italia Attiva: progetto per Sassari
Il coordinatore comunale di Italia Attiva Sardegna Paganini denuncia: «Lo stato di degrado e di abbandono è intollerabile». Un progetto per il cuore della città
«Il centro storico è un ghetto». Italia Attiva: progetto per Sassari

SASSARI - «Cittadini e imprenditori che vivono il centro di Sassari si sentono ostaggi. Quello che era il cuore della città oggi è un ghetto poco sicuro e maleodorante». È quanto mette in evidenza in una nota il coordinatore cittatino di Italia Attiva Sardegna Alessio Paganini. «È questa la situazione che purtroppo ci si trova davanti oltrepassando la soglia di quella che è piazza Tola. Dopo le 22 vi è un vero e proprio coprifuoco, una volta abbassate le serrande dei negozi che a fatica e coraggiosamente rimangono nel centro storico, le strade si riempiono di extra comunitari, che protetti dai vicoli poco illuminati, possono fare ciò che vogliono indisturbati», dice Paganini.

«La denuncia ci arriva direttamente da chi vi lavora e abita. Siamo stati accompagnati in questo tour del degrado. Prostituzione e droga sono le principali attività della zona. Chi delinque può agire in assoluta tranquillità, ormai il territorio è in mano all’illegalità». «Quello che per altre città d’Italia è un patrimonio storico da valorizzare, per Sassari è una parte della città da abbandonare. Gli stessi sassaresi sono andati via: l’80 per cento dei residenti ormai è extra comunitario. Passeggiando al centro, pare di vivere un’altra città», riprende il coordinatore cittadino di Italia Attiva Sardegna. Ogni vicolo è impregnato di odori di tutti i generi, i cassonetti non sono svuotati con regolarità.

«I topi ormai grandi come gatti trovano terreno fertile, più volte la derattizzazione - ci raccontano alcuni residenti -, è stata fatta direttamente da loro. Per non parlare degli edifici che rimangono in piedi sfidando la legge di gravità. La piazza del mercato è alla mercé di tutti: a una certa ora della sera si trasforma in un orinatoio a cielo aperto e non solo; le scale che portano ai posteggi sotterranei non sono da meno, una situazione di totale abbandono». Italia Attiva Sardegna, accolta la richiesta di aiuto, ha una sua idea ben chiara di come deve essere il centro storico di Sassari, trasformando quello che ormai è diventato un ghetto, in un’opportunità economica per la città. «Abbiamo individuato quattro punti d’intervento per restituire a Sassari la sua parte storica», continua Paganini. Primo punto: eliminare la delinquenza creando un deterrente, una postazione fissa e una mobile delle forze dell’ordine H24 che vigili e perlustri tutte le zone sensibili. Implementazione di una rete di videosorveglianza che rafforzi la presenza delle forze dell’ordine. E ancora: mettere in sicurezza gli immobili pericolanti, agganciando la nostra proposta all’ordinanza del sindaco Sanna contro il degrado.

Terzo punto, la profonda pulizia delle strade e dei vicoli, passaggio regolare della nettezza urbana per svuotare i cassonetti della raccolta differenziata, oggi una lamentela forte di chi vive e lavora in zona, aiuterebbe così a eliminare gli sgradevoli odori che aleggiano nei vicoli. E infine: restituire ai sassaresi la città vecchia, affinché possano nascere nuove attività: baretti, trattorie tipiche e botteghe artigiane un tempo presenti ma che ormai sono quasi scomparse, incoraggiando la loro nascita eliminando le tasse comunali per chi investe. Per far sì che il progetto funzioni, Sassari deve diventare veramente una città turistica, non solo a parole, non solo per la festa dei Candelieri.
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