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Mariangela Pala 21 febbraio 2017
Class action contro Abbanoa
«Si è resa giustizia agli utenti»
«Oggi siamo in grado di sconfessare le malelingue e le bugie del management di Abbanoa». Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna in occasione dell’incontro organizzato presso la Casa delle Associazioni non nasconde la sua soddisfazione in merito all’ordinanza “storica” del Tribunale di Cagliari che ha dichiarato l’ammissibilità della class action contro Abbanoa
Class action contro Abbanoa. «Si è resa giustizia agli utenti»

PORTO TORRES - «Oggi siamo in grado di sconfessare le malelingue e le bugie del management di Abbanoa». Giorgio Vargiu, presidente di Adiconsum Sardegna in occasione dell’incontro organizzato presso la Casa delle Associazioni non nasconde la sua soddisfazione in merito all’ordinanza “storica” del Tribunale di Cagliari che ha dichiarato l’ammissibilità della class action contro Abbanoa per l’acqua non potabile. Un’azione promossa dalle due associazioni Civiltà è Progresso e Adiconsum e che porta la firma dei rispettivi presidenti Alba Rosa Galleri e Giorgio Vargiu. «Questo provvedimento apre le porte agli altri comuni dove gli utenti hanno subito gravi disservizi - spiega Vargiu – ma la novità è che Abbanoa dovrà risarcire tutti gli utenti, titolari di utenze e non, sia per l’acqua non potabile sia per altri disservizi (mancata depurazione o pressione)».

Dopo questo primo passo, ora si apre la seconda fase, che consiste nella pubblicità, da effettuare entro il 15 maggio 2017 in modo da dare la possibilità agli utenti potenzialmente interessati ad aderire alla class action. Dal momento della pubblicazione dell’atto, infatti, potranno aderire tutti i titolari di utenze idriche Abbanoa nel territorio di Porto Torres che nel periodo dal 27 novembre 2009 al 21 ottobre 2015 hanno subito l’inadeguatezza del servizio idrico, non conforme ai parametri indicati dalle disposizioni di legge a tutelare la salute pubblica. E che in considerazione di tali inadempienze intendano richiedere il risarcimento del danno subito.

«Questa ordinanza va salutata con soddisfazione non tanto nella prospettiva di ottenere un risarcimento del danno - sottolinea l’avvocato Franco Dore – ma anche perché si restituisce giustizia ai cittadini lesi da una serie di disservizi posti in essere da una società che opera in regime di monopolio erogando un servizio pubblico essenziale». L’ordinanza non ha solo una valenza giuridica «ma va letta come restituzione di una dignità ai cittadini di fronte ad una pubblica amministrazione che è latitante e - aggiunge - che non si fa carico di intervenire laddove si rende necessario». L’ordinanza è la prima tappa di un percorso giudiziario che riconosce la fondatezza della azione di classe.

La seconda fase è finalizzata a provare il danno e quindi ad ottenere la sua quantificazione e misura. «In questo momento entra in gioco il bacino completo di tutti gli utenti titolari di un contratto di utenza e - conclude Dore - che hanno vissuto questo disservizio». Una tappa intermedia in cui i proponenti Civiltà è Progresso e Adiconsum sono tenuti a fare una serie di atti procedurali sensibilizzando coloro che vorranno partecipare all’azione attraverso alcuni adempimenti che saranno illustrati in occasione dell’assemblea pubblica che si terrà giovedì 2 marzo alle 17. «Questa nuova fase di adesione massiccia ci deve vedere impegnati tutti - dichiara Alba Rosa Galleri - perché la maggior parte dei cittadini aderisca a questa iniziativa. Questa è una partita importante che sarà punto di riferimento per tutta la Sardegna. Chiederò che altri volontari si affianchino alla nostra associazione nella ricerca di altri utenti che aderiscano alla class action». La prossima udienza è prevista per il 16 novembre, un appuntamento che gli utenti attendono con impazienza.
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