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A.S. 26 maggio 2019
Mamatita con gli studenti all´Asfodelo
Guidati dall’artista Ruben Mureddu, da alcune settimane i giovanissimi studenti progettano la realizzazione di un grande murale lungo le pareti perimetrali e il tetto della scuola. Un modo per completare artisticamente, e col coinvolgimento dei ragazzi, la riqualificazione in corso. Nell’idea dei promotori, l’iniziativa potrebbe replicarsi anche in altre scuole. Il graffito sarà realizzato a inizio settembre e si vedrà dall’alto


ALGHERO - Accoglienza, arte, teatro di strada: la terza edizione del “Mamatita Festival”, kermesse artistica multidisciplinare e performativa con al centro il tema della città che si fa spazio per l’arte e la creatività, è già nel vivo. Nata per idea dell’artista Chiara Murru e realizzata da Spazio T col supporto di Comune di Alghero e Fondazione Alghero, quest’anno la manifestazione è andata a scuola. In attesa a settembre di una nuova invasione di artisti, nel primo circolo didattico di via Asfodelo si lavora a un progetto di rigenerazione urbana attivo e partecipato.

Guidati dall’artista Ruben Mureddu, da alcune settimane i giovanissimi studenti progettano la realizzazione di un grande murale lungo le pareti perimetrali e il tetto della scuola. Un modo per completare artisticamente, e col coinvolgimento dei ragazzi, la riqualificazione in corso. Nell’idea dei promotori, l’iniziativa potrebbe replicarsi anche in altre scuole. Il graffito sarà realizzato a inizio settembre e si vedrà dall’alto. Ma Ruben Mureddu coordinerà i bambini nella realizzazione di un grande muro colorato all’interno del giardino. L’installazione inedita e permanente sarà realizzata dai ragazzi per la città, ma anche per coltivare all’arte le generazioni future, come vuole il Mamatita Festival dalla sua nascita.

Ruben Mureddu vive e lavora ad Alghero. Proviene dall’Accademia di Belle arti di Sassari. Ha viaggiato e studiato, trascorrendo lunghi periodi in India e nel Sudest asiatico per proseguire la sua ricerca tra Parigi, Lione e Strasburgo. Scandagliato a fondo il rapporto tra arte e psiche, ha conseguito all’Università Roma Tre un Master di primo livello sulle arti-terapie, specializzandosi su metodi e tecniche d’intervento.

Dal 2011 al 2017 è stato terapeuta nell’ex ospedale psichiatrico di Rizzeddu, conducendo laboratori di tecniche plastico-figurative, collaborando con psicologi, psichiatri e operatori sociali. Da strumento di terapia i laboratori diventano spazio di scambio coi pazienti e luogo d’indagine e sperimentazione artistica, tra pittura, scultura, installazione, performance, fotografia e video. Alla fine del percorso, che è anche interiore, Mureddu sceglie la pittura figurativa come sua principale forma espressiva.
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«Con la chiusura di tutti gli spazi espositivi, conseguenza del Covid-19, siamo ridotti alla fame. Molti di noi stanno sbarcando il lunario facendo altri lavori», dichiara il pittore Carlo Ibba, che spera «che questa sua mia esternazione arrivi nelle stanze del governo cittadino, al sindaco Conoci»


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