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Antonio Burruni 9 novembre 2007
Il Parco accende il Consiglio
Pepati botta e risposta tra i banchi dell’aula consiliare per la mozione dell’Opposizione sull’organigramma del Parco Naturale Regionale “Porto Conte”
Il Parco accende il Consiglio

ALGHERO – Doveva essere il piatto più piccante del menù del Consiglio Comunale e così è stato. Da quanto la mozione dell’Opposizione sul Parco Naturale Regionale “Porto Conte” è stato inserito nell’Ordine del Giorno, si sapeva che non ci sarebbe stato in aula una visione univoca della situazione. Da una parte, l’Opposizione, con Gianni Cherchi nel ruolo di relatore, che sottolineava come, dopo nove anni, nessuna delle finalità indicate dall’Art.1 comma 2 della Legge Regionale che regolamenta il Parco, che recita: «il Parco assicura la gestione unitaria del complesso di ecosistemi garantendo la conservazione e la valorizzazione delle risorse naturali, ambientali, storiche e culturali, la loro fruizione sociale, la promozione della ricerca scientifica e della didattica ambientale, nonché lo sviluppo delle attività economiche compatibili», sia stata posta in essere e neppure sfiorata dalle precedenti gestioni fallimentari. Si lamentava l’assenza di un sito web «novemila euro spesi per un sito ancora in allestimento – precisa Cherchi», l’esistenza di un logo e poco altro. L’Opposizione chiedeva al Consiglio Comunale, in qualità di organo Assembleare del Parco, di sollecitare l’Amministrazione Comunale ad accelerare le procedure per le elezioni del presidente, del Consiglio Direttivo e degli altri organi dell’Ente, improntando il tutto a logiche di professionalità, conoscenza della materia e voglia di lavorare, senza ricorrere ai dettami del “Manuale Cencelli”. La mozione si chiudeva con l’auspicio da parte della Minoranza, che il Parco smetta di essere un bancomat per prebende politiche. Fermento tra i banchi della Maggioranza e pronta risposta di Antonio Camerada, consigliere comunale e presidente del Parco, che ha parlato di dichiarazioni strumentali, ricordando subito che un sito web esiste e funziona regolarmente. «E’ una mozione anacronistica – dichiara Camerada – ed è una premessa che andava bene cinque anni fa». Il presidente del Parco contesta tutti i punti della mozione dell’Opposizione, prendendo ad esempio, tra le cose fatte, i percorsi naturalistici di Punta Giglio. Ha spiegato la mancanza di un direttore adducendo problemi economici. Poi, la miccia si è accesa su una situazione apparentemente marginale. «Del lavoro che si è fatto al Parco – commenta Camerada – i nuovi consiglieri comunali non possono avere la documentazione, ma il consigliere Cherchi si. Le ho dato un dischetto – prosegue ironico – ed è stato qui il mio errore, perché lei non sa usare il computer. E poi, io sono aperto al dialogo, ma non posso ascoltare le fesserie della pseudo associazione “Areste”. Non è una questione di buon gusto – spiega - abbiamo prescrizioni precise da parte della Regione». Camerada ha poi sottolineato la mancanza di alcuni finanziamenti precedentemente promessi dalla Regione ed ha ricordato come lui stesso si sia decurtato il 50percento dello stipendio, un gesto non seguito da altri organi. Prima risposta dell’Opposizione affidata a Tanchis, che ha ricordato come la mozione non sia anacronistica, ma delinei la nuda e cruda realtà, con il parco in mano a dilettanti. Ha battuto sull’assenza del sito web e sull’assenza di un direttore, figura cardine del Parco indicata dalla Legge Regionale. «La responsabilità è dell’Amministrazione che ozia – ha attaccato Tanchis – che ha un “city manager” da centocinquantamila euro l’anno, ,a poi si lamenta della mancanza di denari per una figura che può creare nuova forza lavoro. Nel Parco quanti posti di lavoro sono stati creati? Non c’è un algherese che ci lavora, se non per cariche politiche. E’ solo una scatola vuota – rincara la dose - da cui vengono estratti soldi immeritati. Sono otto anni di soldi spremuti alla cassa pubblica. E’ un carrozzone politico messo su per spartire cariche». Angelo Piras è invece intervenuto in difesa dell’associazione Areste, ricordandone le accezioni poste nei giorni scorsi. Ha poi delineato due grandi aree di intervento: il Parco dev’essere un luogo dove la natura viene protetta ed un luogo a forte valenza economica, che produca. Matteo Tedde ha parlato di progetti proposti e poco altro. Chiede quindi che vengano resi pubblici i programmi operativi dei candidati alla presidenza e che vengano nominati due tecnici in un Consiglio d’Amministrazione non solo politico. Enrico Daga è invece intervenuto ricordando come sull’argomento si sia spezzato l’Udc. «E’ un momento di scadimento politico. L’Amministrazione Comunale – attacca Daga – deve smettere di finanziare alcune “baracconate d’Agosto” e pensare invece ad un serio cofinanziamento del Parco». Daga ha poi parlato dell’importanza delle associazioni di volontariato nella gestione del territorio e della possibilità di dare la direzione ad un giovane tecnico emergente. «Sfido il sindaco – ha concluso – per un senso di continuità amministrativa, aldilà della spartizione di poltrone, a ridare la presidenza a Camerada». Chiusura della discussione affidata a Cherchi , che replica piccato alle dichiarazioni di Camerada. «Sono dispiaciuto per una seconda offesa da parte sua – ha spiegato il consigliere dell’Italia dei Valori – Io la rispetto come amico e come persona e non ho mai parlato di una sua ignoranza. Ammetto di non essere un genio del computer, ma ricordo al consigliere Camerada che, qualche tempo fa, quando alcune forze politiche lo attaccarono, io intervenni per difendere la sua dignità di persona. Quando parlo del “Manuale Cencelli”, sta nel gioco delle parti, come voi fate quando si parla di Regione o di altre amministrazioni del Centrosinistra. Dov’è l’offesa che ha scatenato tutto questo veleno? – chiede – E’ un veleno che deve uscire da questo Consiglio Comunale. L’Amministrazione deve fare una programmazione che veda il parco tra i suoi obbiettivi primari».

Nella foto: Antonio Camerada



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