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Mario Bruno 16 gennaio 2020
L'opinione di Mario Bruno
4 Corsie, questa volta nessuno si tiri indietro
<i>4 Corsie, questa volta nessuno si tiri indietro</i>

Sulla quattro corsie serve una nuova mobilitazione popolare e istituzionale. Questa volta, però, unitaria: nessuno si tiri indietro, come in passato. Qui c’è in gioco lo sviluppo del nostro territorio e nessuno può permettersi di non usare il buon senso e di utilizzare invece pretesti come i dati di traffico insufficienti, già smentiti dall’Anas, o il Ppr, entrato in vigore successivamente alla progettazione della Alghero-Sassari, come la stessa Regione e perfino il Ministero delle Infrastrutture e lo stesso Mibact, non più tardi di un anno fa, hanno ribadito.

Quella strozzatura a 3,5chilometri da Alghero è ridicola, è uno scandalo. Se il sindaco di Alghero ha deciso di uscire dal silenzio, alzando la voce per difendere questo territorio, come gli abbiamo chiesto nel Consiglio comunale di Alghero del 17 novembre scorso, noi ci saremo. Come ci siamo stati in passato, fino alle rassicurazioni formali di ministri della Repubblica, in campagna elettorale. Tutti ricordiamo le foto di Salvini con il cartello “la 4 corsie si farà” ed è a tutti noto che il 5 luglio 2019, data del parere Via negativo, Salvini era ancora saldamente in sella, prima del mojito ferragostano. Pertanto, nessuno, tanto meno il sindaco Conoci, alleato della Lega, finora silente, può permettersi di buttarla in politica. Il parere ultimo del Mibact è in linea con quello della Commissione Via esitato il 5 luglio scorso: la strada statale Sassari-Alghero dovrà (secondo loro) proseguire a due corsie. Nessuna novità, purtroppo. E tutti sappiamo che l’Anas, a due corsie, per motivi di sicurezza, non la progetterà mai.

L’unica speranza è Giuseppe Conte: solo il Consiglio dei ministri, avocando a se la decisione, può ribaltare il parere della Commissione Via. Ma non è facile: è stato fatto una volta sola nella storia recente, per la Civitavecchia-Orte. Per questo serve tutta la diplomazia, il fiato sul collo e la pressione politica nei confronti del Governo. E l’unità del territorio, prima di ogni polemica, prima di ogni divisione di schieramento, prima di ciascuno di noi. Una sola raccomandazione: facciamo il ricorso al Tar, ma pronti a ritirarlo se dovessero arrivare atti significativi dal presidente Conte e dal Cipe, altrimenti sarebbe solo un allungare all’infinito tempi già scaduti.

* consigliere comunale X Alghero
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