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Red 14 luglio 2020
Alghero: si alza il sipario sul Nur
Si inizia giovedì sera, al Nuraghe Palmavera, con “Ottavio Bottecchia. Vite in volata” di Abaco Teatro, ispirato alla figura del campione del ciclismo due volte vincitore del Tour de France, scritto ed interpretato da Tiziano Polese in scena con Rosalba Piras (che firma la regia) tra situazioni drammatiche e grottesche sullo sfondo dell´Italia e dell´Europa del primo Novecento


ALGHERO - Il fascino e la potenza evocativa del teatro tra memoria ed identità con Nur, il festival organizzato dal Teatro d'Inverno, in collaborazione con la cooperativa Silt al Nuraghe Palmavera di Alghero, con la direzione artistica di Giuseppe Ligios, ed incastonato nel cartellone di “Alghero, finalmente vacanza” promosso dal Comune di Alghero con la Fondazione Alghero per ridare il via all'intensa estate sulla Riviera del corallo. Nur è la prima azione di ripartenza artistica legata al progetto “TxT, teatro per tutti” promosso dal bando “Culture lab”, Por Fesr 2014-2020 della Regione autonoma della Sardegna. Nur 2020 si inserisce nel progetto Intersezioni/rete di festival senza rete a cura di FedItArt Sardegna, che riunisce sei compagnie isolane (oltre al Teatro d'Inverno di Alghero, Abaco Teatro di Monserrato, Bocheteatro di Nuoro, L'Effimero Meraviglioso di Sinnai, Teatro del Segno di Cagliari) e Teatro Tragodia di Mogoro) ed i rispettivi festivals con spirito di solidarietà sul modello de “s'agiudu torrau”, sotto l'egida della rete nazionale della Federazione italiana artisti.

Intersezioni traccia i suoi itinerari culturali legando in un unico ordito le “trame” originali di “Libertà d'espressione” a Mogoro e “Giardini aperti” tra Sanluri, Donori, Quartucciu, Monserrato e Torre delle Stelle (Maracalagonis), Nur ad Alghero ed “Il colore rosa” a Sinnai, “Palcoscenici d'estate” ad Allai e “Percorsi teatrali” a Santu Lussurgiu e Cagliari, “Note a margine” e “Patapum festival” a Nuoro. Fin dal titolo, in cui risuona l'eco di una lingua dimenticata e di un'antica civiltà fiorita sull'Isola al centro del Mediterraneo, Nur rimanda alle «radici più profonde, fatte di vento di terra e di pietre , dell'arte e della cultura della Sardegna - spiega Ligios - e non a caso sceglie di “abitare” uno dei luoghi più significativi del territorio, preziosa testimonianza del passato: il suggestivo complesso nuragico di Palmavera». La kermesse rappresenta un ideale ponte fra memoria e futuro, fra le architetture dell'età del bronzo ed i moderni linguaggi della scena: «L’incertezza e la precarietà dell’arte incontrano la forza antica delle mura delle torri nuragiche, che diventano simbolo di resistenza alle avversità a fronte della fragilità umana. Riflettori puntati su un baluardo, una fortezza di pietra che dal 16 luglio al 27 agosto diventa scenario per sette storiche compagnie teatrali sarde le cui storie si intersecano in una rete pulsante che attraversa da nord a sud la nostra Isola» prosegue il direttore artistico.

E sottolinea: «Nur non cerca connotazioni di genere, non vuole etichette ma è piuttosto un invito ad esserci, a partecipare, a ritrovarsi nel piacere di condividere un luogo, assaporare la bellezza di un racconto, il profumo di una storia che appartiene a noi tutti». Il festival inizierà giovedì 16 luglio, alle 21, con “Ottavio Bottecchia. Vite in volata” di Abaco Teatro, ispirato alla figura del campione del ciclismo due volte vincitore del Tour de France, scritto e interpretato da Tiziano Polese, in scena con Rosalba Piras (che firma la regia), tra situazioni drammatiche e grottesche sullo sfondo dell'Italia e dell'Europa del primo Novecento.

Nella foto (di Paolo Medas): Tiziano Polese
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