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S.A. 9:12
FI punta il Parco: «alimenta tensioni e allarmismo»
Il Gruppo consiliare di Forza Italia esprime forte preoccupazione per la comunicazione inviata dall’Azienda Speciale Parco di Porto Conte a tutti gli operatori economici dell’Area Marina Protetta in relazione al ricorso pendente davanti al TAR Sardegna
FI punta il Parco: «alimenta tensioni e allarmismo»

ALGHERO - Il Gruppo consiliare di Forza Italia esprime forte preoccupazione per la comunicazione inviata dall’Azienda Speciale Parco di Porto Conte a tutti gli operatori economici dell’Area Marina Protetta in relazione al ricorso pendente davanti al TAR Sardegna: «non mettiamo in discussione il diritto dell’Ente di difendere davanti al giudice amministrativo i propri provvedimenti. È del tutto legittimo. Quello che invece riteniamo profondamente censurabile è il metodo utilizzato. La comunicazione non si limita a informare gli operatori dell’esistenza del ricorso e della loro qualità di controinteressati, ma rappresenta come inevitabili conseguenze che costituiscono invece la tesi difensiva del Parco, prospettando la revoca delle autorizzazioni e la sospensione delle attività economiche in caso di accoglimento della domanda cautelare. Sarà il TAR Sardegna, e non il Parco, a valutare gli effetti giuridici dell’eventuale decisione. È una modalità di comunicazione divisiva che genera allarmismo, alimenta tensioni e crea una contrapposizione artificiosa tra imprese che condividono gli stessi interessi e le stesse difficoltà».

Secondo i consiglieri comunali azzurri vi è un ulteriore aspetto ancora più grave: «L’Azienda Speciale ha scelto di personalizzare una vicenda che avrebbe dovuto rimanere esclusivamente sul piano giuridico e amministrativo, indicando espressamente il Presidente del Consorzio Commerciale del Porto di Alghero quale promotore dell’iniziativa giudiziaria. Una scelta che ha avuto l’effetto di spostare l’attenzione dal merito del ricorso alla persona del suo legale rappresentante. Le prime reazioni registrate tra gli operatori dimostrano che quella comunicazione ha già prodotto un clima di forte e irresponsabile tensione. È un modo di agire che non appartiene al corretto esercizio dell’azione amministrativa. Le istituzioni hanno il dovere di mantenere imparzialità, equilibrio e rispetto verso tutti i soggetti coinvolti, non quello di alimentare divisioni o di creare il presupposto perché un imprenditore venga individuato come il responsabile delle difficoltà del settore solo per avere esercitato un diritto garantito dall’art. 24 della Costituzione: quello di rivolgersi al giudice amministrativo per far valere i propri interessi legittimi».

E concludono con un appello: «Per questo chiediamo al Presidente dell’Azienda Speciale Parco di Porto Conte di chiarire se condivida integralmente il contenuto, il tono e le finalità della comunicazione trasmessa agli operatori e se ritenga coerente con i principi di imparzialità, buon andamento e neutralità dell’azione amministrativa una iniziativa che, anziché favorire la serenità del comparto, rischia di dividerlo e di mettere un imprenditore in una posizione di ingiustificata esposizione nei confronti dei propri colleghi. Le istituzioni devono unire il territorio, non dividerlo. Il confronto sulla legittimità del Disciplinare 2026 si svolgerà davanti al TAR Sardegna, unico soggetto chiamato a pronunciarsi sulla fondatezza delle rispettive tesi. Fuori dalle aule di giustizia, il compito del Parco dovrebbe essere quello di garantire imparzialità, dialogo e coesione tra tutti gli operatori economici che vivono e lavorano nell’Area Marina Protetta».




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