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Red
18 maggio 2010
Alghero: false fatture per 8 mln
Nei guai un noto imprenditore algherese al centro di un vortice di fatture per operazioni inesistenti, costruito con la finalità di lucrare sull’imposta sul valore aggiunto. Questa mattina l´arresto

ALGHERO - Imprenditore algherese nei guai per false fatturazioni su operazioni inesistenti, per oltre otto milioni di euro. I Finanzieri della Compagnia di Sassari, hanno dato esecuzione ad ordinanze applicative di misure cautelari, emesse dal Giudice per le Indagini Preliminari di Sassari, nell’ambito del procedimento penale acceso presso la locale Procura della Repubblica e scaturito da complesse indagini di polizia giudiziaria e di polizia tributaria che hanno visto coinvolte, tra le altre, una società di Sassari, e la filiale campana di una società torinese, competente al rilascio delle certificazioni SOA, indispensabili per la partecipazione ad appalti pubblici.
In sintesi, l’imprenditore algherese, al centro di un vortice di fatture per operazioni inesistenti, costruito con la finalità di lucrare sull’imposta sul valore aggiunto, ha utilizzato una società sassarese, da un lato per accedere al settore degli appalti pubblici, conseguendo la certificazione SOA dalla torinese, dall’altro per utilizzare le ingenti somme di denaro scaturenti dai crediti Iva, mediante indebite compensazioni di altre imposte e contributi, comprese richieste di rimborsi.
Per quanto attiene le frodi a danno dell’erario, nel corso delle indagini è stato appurato che lo stesso imprenditore, a mezzo di una serie di società a lui collegate, avrebbe emesso e utilizzato fatture per operazioni inesistenti, riferite a lavori o forniture, mai realizzati, oppure realizzati per importi notevolmente inferiori a quanto documentato, per svariati milioni di euro. Il meccanismo di utilizzo di documentazione fiscale fittizia consentiva alle diverse società facenti capo all’imprenditore di maturare ingenti crediti Iva, che venivano compensati indebitamente.
Analogamente, falsi documenti o certificazioni di esecuzione di lavori, fatture fittizie, verbali di assemblee non veritieri e quant’altro sono stati utilizzati dallo stesso imprenditore con la finalità di ottenere la certificazione SOA. Nel corso delle indagini, infatti, è emerso che i vertici campani della società torinese, erano consapevoli della mancanza di parte della documentazione necessaria al rilascio dell’attestazione, ovvero erano anche consapevoli che parte della documentazione stessa era fittizia. Nonostante ciò, la torinese – SOA di Napoli, “attestava” la sassarese, che così facendo otteneva la certificazione necessaria per la partecipazione ad appalti pubblici, pur non avendone i requisiti di legge.
Per tutti sono scattate le misure cautelari: Arresti domiciliari per il noto imprenditore algherese, indagato per reati fiscali di cui al Decreto Legislativo n. 74/2000; divieto di esercitare la professione attualmente svolta, ai vertici campani della società di attestazione, torinese – SOA, per il soggetto campano, indagato per falsità ideologica commessa da pubblico ufficiale in atti pubblici (art. 479 del codice penale).
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