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Red 12 giugno 2010
Cisl: urgente un Piano di sviluppo
Il confronto tra Stato e Regione su questo tema così decisivo per l’occupazione e lo sviluppo dell’isola deve essere avviato nelle prossime settimane
Cisl: urgente un Piano di sviluppo

SASSARI - La Cisl sarda ribadisce l’urgenza di un Piano di sviluppo dei settori produttivi per governare non solo i punti di crisi e le emergenze industriali, ma soprattutto per rilanciare la crescita economica, in primo luogo attraverso il manufatturiero. Il confronto tra Stato e Regione su questo tema così decisivo per l’occupazione e lo sviluppo dell’isola deve essere avviato nelle prossime settimane, comunque entro il mese di giugno, per proiettare poi queste scelte negli atti più importanti della programmazione regionale dello sviluppo.

La crisi dell’industria è, infatti, drammatica e documentata non solo dalle emergenze dei siti in crisi, ma soprattutto dai seguenti dati: su 128.000 occupati nel settore industriale solo 66.000 appartengono all’industria in senso stretto, cioè della trasformazione; mentre il 48% riguarda il settore delle costruzioni, contro la media nazionale del 28%. Il crollo degli occupati nel comparto industriale è costante. Nel 2008, rispetto al 2004, si è verificato un crollo del 12,2%, dato rimasto inalterato anche nel 2009. Lo stesso settore delle costruzioni registra dal 2004 al 2009 un crollo di 9.000 occupati.

Ma le difficoltà del settore industriale non derivano esclusivamente dalla crisi economica e finanziaria internazionale e dalle storiche e croniche diseconomie dell’isola, ma anche dalle caratteristiche dell’offerta del lavoro nel settore, caratterizzata da bassissimi livelli di istruzione: il 3,1% degli addetti possiede una laurea; il 31,1 un diploma, il 51,6 la licenza media, 14,2 la licenza elementare (Rapporto 2009 sul mercato del Lavoro in Sardegna, a cura del Centro Studi Relazioni Industriali).

Da questi dati si desume l’urgenza di un programma d’intervento e sostegno al settore produttivo e industriale che definisca e attui un nuovo modello di sviluppo. Stato e Regione Sardegna debbono cooperare per promuovere tutte quelle iniziative utili a rilanciare un comparto strategico per la Sardegna. La crisi sta producendo, infatti, un processo di desertificazione produttiva che abbassa ulteriormente la densità industriale della regione non solo rispetto al Nord ma anche rispetto alle altre regioni del Sud.

«Per questi motivi - precisa la Cisl sarda - non è più rinviabile un impegno da anni promesso e ancora non concretizzato dallo Stato, cioè dare vita a un Accordo di programma Quadro per rilanciare lo sviluppo produttivo in Sardegna, considerato anche che le difficoltà economiche del Paese e le caratteristiche della spesa pubblica potrebbero costituire un altro alibi per non varare un pur indispensabile e nuovo Piano di Rinascita della Sardegna». Nell’accordo firmato tra Giunta e Sindacati il 4 giugno 2010, l’impegno della Giunta Regionale prevede tra gli altri l’attivazione, entro il mese di luglio, di un confronto Stato-Regione possibilmente in Sardegna e l’approvazione di un Piano di sviluppo industriale entro il mese di settembre 2010.



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