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S.A.
14 giugno 2010
«Morti bianche, Regione ferma»
L´accusa proviene da Luciano Uras, capogruppo dei Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori in Consiglio Regionale, all´indomani della morte sul lavoro per l´agricoltore di Osilo

CAGLIARI - «Ancora una volta ci troviamo di fronte al tragico decesso di un lavoratore. Giuseppe Solinas, 54 anni, è morto dilaniato dall'imballatrice con cui stava terminando la pulizia di un terreno in una azienda agricola alla periferia di Osilo: è la terza vittima del lavoro in Sardegna nel giro di una settimana».
Così Luciano Uras, capogruppo dei Comunisti-Sinistra Sarda-Rossomori in Consiglio Regionale, commenta la notizia della morte avvenuta nella serata di domenica di un agricoltore. «Riteniamo opportuno ricordare dice - per l'ennesima volta, che tutto questo avviene a due anni dall’approvazione della legge per la sicurezza rimasta tristemente inattuata per inefficienza e scarsa sensibilità dell’insieme dell’apparato amministrativo della Regione».
«Inoltre - aggiunge Uras - è fermo il tavolo di coordinamento delle autorità pubbliche in materia di sicurezza e resta da predisporre il piano di formazione sulla sicurezza destinato a lavoratori e datori di lavoro con le assunzioni bloccate dei tecnici sulla sicurezza destinati ai competenti servizi ispettivi incardinati nel sistema sanitario regionale, titolare per legge degli interventi di controllo e prevenzione».
«Ribadiamo che la garanzia della salute e della vita dei lavoratori deve essere un impegno comune - conclude il capogruppo -. Ci auguriamo, quindi, ancora una volta, che la Commissione di inchiesta istituita dal Consiglio regionale riferisca al più presto all'aula anche solo sull'esito delle prime attività d'inchiesta già svolte».
Nella foto: Luciano Uras
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