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S.A.
9 luglio 2010
Dall´Asinara l´appello della Provincia per il lavoro
Il Consiglio provinciale della nuova giunta sempre presieduta da Alessandra Giudici si è svolto nell´isola dell´Asinara dove da 134 giorni resiste l’occupazione pacifica dei cassintegrati della Vinyls

SASSARI - «Se chiude Porto Torres finisce la chimica in Italia, il governo non rinunci a un settore industriale strategico». L’appello parte dall’isola dell’Asinara in occasione del 134° giorno dall’occupazione pacifica dei cassintegrati della Vinyls. Giorno 8 del mese di luglio dell’anno 2010: per la Provincia di Sassari è anche il primo giorno della seconda amministrazione Giudici. Presidente, assessori e consiglieri sbarcano a Cala Reale e celebrano nella “Casa del Parco” la prima riunione dopo l’insediamento di lunedì scorso in sala Sciuti.
Il tema scelto per il consiglio provinciale aperto è quello del lavoro. Che non c’è, che è precario, che è sempre meno. Espletate le procedure di rito – con la surroga dei consiglieri Roberto Desini e Giommaria Deriu, chiamati da Alessandra Giudici a far parte del suo esecutivo, con i primi dei non eletti rispettivamente di Italia dei valori e Comunisti italiani, Franco Sanna e Angelo Sini – il confronto su quello che sarà il leitmotiv dei prossimi cinque anni per l’amministrazione di piazza d’Italia può avere inizio.
La scelta dell’Asinara, divenuta da qualche mese a questa parte il simbolo della crisi occupazionale di tutto il territorio, è simbolica. La Provincia inizia dall’isola occupata dai cassintegrati per ribadire chiaramente che considera il lavoro «la priorità della missione istituzionale che ci apprestiamo a compiere», come dice la stessa Alessandra Giudici aprendo ufficialmente il dibattito, cui prendono parte, in una sala conferenze gremita, esponenti politici, rappresentanti di partito, sindacalisti e, soprattutto, lavoratori.
Ma l’impegno preso sull’isola riguarda tutti i settori: dall’industria all’agricoltura – altro settore trainante per l’economia locale – dal turismo alla zootecnica, passando per il terziario, il commercio e così via. Ma inevitabilmente l’intervento di Pietro Marongiu, operaio della Vinyls e leader riconosciuto del movimento nato in febbraio, dopo lo sbarco dei cassintegrati a Cala d’Oliva, ogni ragionamento muove i suoi passi a iniziare dal problema dei problemi: il rischio che dopo sessant’anni finisca la stagione della chimica a Porto Torres, con tutte le conseguenze del caso per il sistema economico del Nord Ovest Sardegna, che per oltre mezzo secolo ha avuto come epicentro strategico, produttivo e occupazionale proprio il polo petrolchimico turritano.
«La chimica non deve finire e non ce ne andremo finché il Governo non ci avrà fornito delle risposte soddisfacenti», è l’avvertimento degli operai, visibilmente stanchi ma per niente prossimi alla resa. «La rinuncia alla chimica è il segno di una totale assenza di politica industriale e di consapevolezza del valore strategico che un comparto del genere possiede per un Paese che vuole essere considerato economicamente forte», fanno eco i rappresentanti sindacali di categoria, Giovanni Tavera della Uil e Massimiliano Muretti della Cgil. La Provincia di Sassari mantiene la posizione assunta sin dall’inizio della crisi. «Si riaprano gli stabilimenti, si riprenda la produzione, solo a questa condizione il territorio può mettersi a discutere con chicchessia di prospettive future», è l’appello finale con cui Alessandra Giudici riassume il senso dei lavori protrattisi sull’isola da mattina presto sino alle prime ore del pomeriggio.
Tra un intervento e l’altro del presidente, il dibattito si consuma all’insegna del fair play. Dinanzi all’emergenza occupazione – e alla necessità che «tutti, a iniziare dagli enti locali, dalla regione e da chi a vario titolo rappresenta il territorio, si appelli al Governo affinché eserciti il proprio ruolo per imporre a Eni che gli impianti di Porto Torres non chiudano per sempre», come chiedono i lavoratori – il sostegno è pieno e incondizionato, al di là di qualsiasi appartenenza politica e partitica.
Certamente sono differenti le sfumature degli interventi che si succedono. Da Gian Nicola Cabizza, secondo il quale «è una lotta di principio, che ci deve vedere coesi», ad Alba Canu, per la quale «un territorio si deve sviluppare in maniera compatibile ma composita, senza rinunciare alla propria capacità di produzione industriale»; da Paolo Bussu, che considera la chimica «non solo settore fondamentale del nostro territorio, ma della Sardegna e del Paese», ad Angelo Pirisi, per cui «la lotta dei cassintegrati sta rivendicando il valore del lavoro e dell’uomo»; da Mario Pala, che afferma che quello della Vinyls «è un problema a risoluzione nazionale, ha risvolti che esulano dalle nostre competenze dirette, ma è doveroso condizionare le scelte del governo, a Mariano Mameli, che annuncia l’intenzione della minoranza consiliare di «fare la nostra parte rispetto alla questione Vinyls, ma più in generale ogni volta che si parlerà di prospettive più che di problemi»; da Toni Faedda, che assicura «ci siamo, come ci saremo ogni volta che ci saranno le condizioni di essere tutti uniti per il territorio», a Giommaria Deriu, secondo cui «anzitutto bisogna impostare un’azione politica e per difendere quel che esiste»; da Giuseppe Mellino, che ricorda che «la Vinyls è un problema grosso, ma non è il solo», a Rosario Musmeci, per il quale «il nostro modello di sviluppo prevede anche la presenza di iniziative industriali, perciò la dismissione della chimica e la fermata degli impianti sono ciò cui ci dobbiamo opporre prioritariamente», fino ad arrivare a Enrico Piras. Chiudendo la lunga mattinata di lavoro, il presidente del consiglio ricorda che «questo territorio ha vissuto sull’industria per cinquant’anni, il fulcro della nostra economia è stato ed è ancora questo polo industriale».
Nel pomeriggio Alessandra Giudici, accompagnata dall’assessore del Lavoro Rosario Musmeci e da una rappresentanza del consiglio provinciale, ha raggiunto Cala d’Oliva per ribadire la solidarietà dell’amministrazione provinciale agli occupanti e per confermare che «non molleremo la presa, staremo al vostro fianco». A iniziare dal 23 luglio prossimo, quando a Roma è previsto un nuovo vertice in vista del bando per l’acquisizione della Vinyls da parte di altri gruppi industriali.
Nella foto: I cassintegrati della Vinyls
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