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Red 7 dicembre 2010
Sassari-Olbia, convenzione Anas
Ugo Cappellacci: «Impegno fondamentale per la Regione». Mario Bruno: «lo Stato porta via i soldi della Sardegna e noi sardi, con i nostri figli e nipoti»
Sassari-Olbia, convenzione Anas

SASSARI - Firmata questa mattina (martedì) a Cagliari la convenzione, tra il Commissario delegato Cappellacci e il soggetto attuatore Anas, nella persona del presidente Pietro Ciucci, che disciplina la realizzazione della nuova strada Sassari-Olbia. Il testo assicura subito misure straordinarie per la sicurezza e una struttura operativa dedicata in Sardegna. Il presidente Cappellacci conferma che la prima pubblicazione dei bandi avverrà nel primo trimestre 2011 e riguardo alle risorse ribadisce: «Ci sarà una destinazione diretta di fondi e, attraverso la rimodulazione del Piano per il Sud appena varato dal Consiglio dei ministri, contiamo di coprire le risorse mancanti. Come è noto - continua Cappellacci - la Sassari Olbia è al primo posto nell’elenco del Piano del Governo».

La convenzione di 9 pagine e altrettanti articoli è frutto di un attento confronto tra la Regione Sardegna e l’Anas, soggetto attuatore della nuova statale Sassari-Olbia. Si giunge alla firma a seguito dei tavoli tecnici costituiti tra la presidenza della Regione, l’assessorato dei Lavori Pubblici e i vertici della società Strade. Il testo della stipula regolamenta i rapporti tra il Commissario governativo delegato Cappellacci e Anas. Uno degli aspetti più rilevanti del testo riguarda la costituzione di una struttura operativa dedicata con sede in Sardegna.

Al fine di garantire la massima efficienza del soggetto attuatore nonché il necessario raccordo informativo e istruttorio con l’autorità commissariale, l’Anas provvede all’organizzazione di una propria struttura con la nomina di un dirigente referente. Altro passaggio importante della convenzione è riferito agli immediati interventi di miglioramento dell’attuale percorribilità. Il Commissario e l’Anas si impegnano da subito ad adottare accorgimenti per la prevenzione degli incidenti attraverso forme di comunicazione, l’inserimento lungo il tracciato di segnalatori e rilevatori di velocità, attraverso il coinvolgimento delle forze dell’ordine.

Durissimo il commento del Pd. «Sulla Sassari - Olbia la giunta Cappellacci deve ottenere dallo Stato quanto dovuto per la realizzazione della strada senza chiedere ulteriori sacrifici ai sardi. L’esecutivo regionale pur di non scomodare il governo Berlusconi, e richiamarlo con tutte le forze al rispetto degli impegni e delle promesse, aggrava la situazione debitoria della nostra isola per completare una strada che deve essere pagata dallo Stato». E’ severo il giudizio del capogruppo del Partito democratico Mario Bruno e del consigliere del Pd Pierluigi Caria che stigmatizzano la strategia del presidente della Regione e della giunta.

«Mentre Berlusconi e Tremonti - scrivono in una nota - tagliano i fondi alle Regioni, ed in particolare alla nostra Isola, mentre viene perpetuato lo scippo del finanziamento Fas già accordato dal Cipe per la Sassari - Olbia, la Giunta Regionale pensa sia giusto mettere debiti e far pagare gli interessi ai sardi». «E’ questo quello che si nasconde dietro l’emendamento alla finanziaria dell’assessore La Spisa, presentato venerdì nella forma di una generica autorizzazione alla spesa, ma utile solo per poter procedere con il finanziamento Bei». «Insomma - attaccano i due consiglieri del pd - lo Stato porta via i soldi della Sardegna e noi sardi, con i nostri figli e nipoti, paghiamo gli interessi».

«Noi vogliamo certamente che l’opera venga realizzata al più presto – sottolineano Bruno e Caria - ma è doveroso ricordare che la Giunta Soru non si accollò alcun debito, ma sollecitò la struttura di missione ad approvare i progetti degli allora otto lotti della Sassari - Olbia e a bandire le gare entro l'autunno del 2008. Come di fatto avvenne. Peccato che, nello stesso ottobre di quell’anno, Berlusconi cancellò il finanziamento dell'opera». «Da questo dato, senza perdere ulteriore tempo, si deve ripartire e ottenere dallo Stato - proseguono Bruno e Caria - quanto spetta alla Sardegna, senza ulteriori acrobazie e giochi di prestigio. Alla Presidente del Consiglio regionale Lombardo chiediamo che, in concomitanza con la prossima riunione del Cipe, sia informalmente convocato a Roma il Consiglio Regionale per ribadire con forza le ragioni dei sardi».

Foto d'archivio
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