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A.B.
16 gennaio 2011
Sanità: I sindacati dicono basta
Le Segreterie Territoriali della “Fp-Cgil” ed “Uil-Fpl”, hanno presentato un comunicato congiunto contro la gestione rateizzata
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CAGLIARI – C’è grande preoccupazione nei sindacati per l’ennesimo incarico trimestrale dei commissari nelle Aziende Sanitarie della Sardegna ed in modo particolare a Sassari. «Non si può andare avanti con la politica degli annunci e del non fare che sta portando il sistema sanitario sardo alla deriva più totale, non si può assistere passivamente al degrado continuo, frutto della discontinuità gestionale amministrativa e sanitaria». Questa una delle dichiarazioni prsenti nel comunicato congiunto, presentato dalle Segreterie Territoriali della “Fp-Cgil” ed “Uil-Fpl”.
«Sono passati quasi due anni – spiegano i rappresentanti sindacali - dalla sbandierata legge n.3 dell’agosto 2009, legge di riforma che avrebbe dovuto rimettere in sesto bilanci, riorganizzare la rete ospedaliera, migliorare la gestione dei percorsi assistenziali, tenere sotto controllo la spesa farmaceutica, seguendo modelli nazionali riconosciuti e che, invece sino ad oggi non hanno avuto seguito in nessun atto concreto se non quello di cercare di smantellare il precedente Piano Sanitario Regionale, condiviso peraltro recentemente in molti punti,anche dal Ministro alla Salute Ferruccio Fazio». Per i sindacati, a distanza di sedici mesi dalle elezioni, il primo testo prodotto è rimasto chiuso nei cassetti della Commissione Sanità, disconosciuto e ripudiato anche dalle forze della stessa Maggioranza acquisendo, tra l’altro, il parere negativo del Ministero dell'Economia, che ha giudicato folle la costituzione di quattro nuove Aziende Ospedaliere. «Ora – spiegano - si aspetta per l’ennesima volta il nuovo testo che dovrebbe approdare in Consiglio a febbraio. Nel frattempo continua a essere fuori controllo la spesa farmaceutica (solo nel 2009 più di 129milioni di euro!), aumenta la mobilità passiva extra-regione, aumentano vistosamente le liste di attesa, aumentano i ricoveri ospedalieri inappropriati e la medicina del territorio è allo sbando». «Questo quadro desolante – sottolineano - calato nella sanità sassarese ha un effetto devastante: assenza di una programmazione stabile, mancanza di linee di indirizzo che diano sinergia e continuità alle attività di cura e assistenza ospedaliere e territoriali. A Sassari si continua a discutere sulla necessità di costruire un nuovo ospedale, nonostante un progetto approvato e costato migliaia di euro che ha visto nascere la nuova ala, e che serviva per demolire le vecchie e ricostruirle in conformità alle norme vigenti sia dal punto di vista strutturale che nel rispetto della sicurezza. Ormai il degrado delle strutture è tale da sentire il dovere di chiedere urgentemente alla politica quel sussulto di responsabilità nel perseguire la strada tracciata per Sassari, e per gli ospedali del territorio, dentro logiche gestionali e organizzative che diano risposte ai cittadini. La soddisfazione per l’arrivo del dottor Niolu,valido chirurgo che si va ad aggiungere ad altri bravi professionisti, preoccupa, se continuano a mancare risorse umane, materiali, adeguamento tecnologico. Anche le Medicine stanno andando incontro ad un cambiamento importante con l’istituzione recente dello Stroke-unit, della geriatria e della lungodegenza, strutture, dalle quali ci si aspetta una riorganizzazione più mirata dei percorsi assistenziali, ma che rischiano di naufragare, se non dotate da subito del sufficiente personale “dedicato”». «Far chiarezza sul ruolo del Santissima Annunziata ha una valenza strategica per definire anche quello dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria e gli altri ospedali del territorio. L’attivazione dei dipartimenti va portata avanti, perche è un modello organizzativo che favorisce l’introduzione e l’attivazione delle politiche del Governo Clinico, quale approccio moderno e trasparente di gestione di servizi sanitari, approccio che consente, oltre all’integrazione tra professionisti operanti in settori diversi, la condivisione di tecnologie, la razionalizzazione mirata delle risorse, con un miglioramento della qualità della cura e della assistenza. La gestione commissariale sta paralizzando questi processi, non si capisce che autonomia hanno i commissari nel decidere e definire azioni programmatiche, la cui realizzazione assume il valore e la responsabilità politica, di cui si deve presentare il conto ai cittadini e l’utenza tutta; si è arrivati al capolinea e non ci si possono permettere più ulteriori errori e perdite di tempo, pertanto è doveroso da parte del sindacato, rivolgersi a tutte le forze istituzionali, politici, professionisti, affinchè si trovino le soluzioni per risollevare le sorti della sanità nel nostro territorio, smarcandosi da interessi di parte per ragionare in termini responsabili nel garantire la salute dei cittadini». «Un ultimo passaggio riguarda la grave situazione degli organici del personale infermieristico e di supporto in tutte le “Uo” dell’azienda, ridotti ai minimi termini con gravi ripercussioni sull’assistenza. Bisogna assolutamente rivedere le attuali dotazioni organiche legandole non più alle logiche solo dei posti letto, ma sopratutto alla intensità delle cure, agli impegni e alle responsabilità professionali richieste. Questo determinerebbe anche una forte diminuzione del ricorso ad estenuanti e costose vertenze, che incidono notevolmente nel bilancio aziendale, restituendo dignità,motivazioni,riferimenti, ma sopratutto responsabilità a tutti gli operatori. Se lo stato attuale della sanità sassarese appena descritto non dovesse cambiare in tempi brevissimi, cosa che riteniamo difficile visti i disastri fatti da questa Giunta Regionale, l’assessore Liori dovrebbe trarne le conseguenze». |
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