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Stefano Idili
10 aprile 2005
Sassari ha salutato il Papa con il Requiem di Mozart
Il Vocal Soloist Ensemble e l'Orchestra Filarmonica del Conservatorio, dirette da Antonio Puglia, hanno eseguito con grande intensità la più importante opera mozartiana nell'ambito della musica sacra
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SASSARI - Sassari ha reso il suo sentito omaggio a Giovanni Paolo II. L' ultimo abbraccio, che si è svolto ieri presso la Cattedrale di San Nicola alla presenza delle più alte cariche religiose e politiche del territorio, ha coinvolto una folla numerosa e commossa. Il Vocal Soloist Ensemble e l'Orchestra Filarmonica del Conservatorio, dirette da Antonio Puglia, hanno eseguito con grande intensità la più importante opera mozartiana nell'ambito della musica sacra. «Nonostante il poco tempo a disposizione per allestire una produzione così impegnativa, dal punto di vista organizzativo e musicale, il Canepa con il sostegno del vescovo di Sassari e dall'amministrazione comunale è riuscito a realizzare una delle poche iniziative artistiche e musicali organizzate in Sardegna in memoria del Pontefice - ha sottolineato il direttore Mariano Meloni - Questo grazie anche all'impegno dell Vocal Soloist Ensemble e l'Orchestra Filarmonica del Conservatorio, due realtà ormai riconosciute e consolidate in ambito regionale e nazionale, formate in prevalenza da docenti allievi e diplomati del Canepa». Il pubblico formato anche da numerosi giovanissimi, ha seguito il concerto in silenzio. Solo al termine della serata è scrosciato un lungo sentito applauso. La prima esecuzione del "Requiem K 626" di Mozart avvenne a Wiener Neustadt il 14 dicembre 1793. L'opera fu richiesta a Mozart da un committente anonimo con il patto che l'autore non ne rivendicasse mai la paternità. L'incarico fu assegnato nel luglio del 1791, ma Mozart non riuscì a portare a termine il lavoro, dapprima occupato da altre commissioni e poi raggiunto dalla morte. Costanza, la vedova, per riscuotere il compenso pattuito, fece completare l'opera da Franz Xavier Süssmayr un allievo di Mozart, ma ammise questo intervento solo dopo molti anni.
Nella foto: Giovanni Paolo II |
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