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C. S. 19 ottobre 2012
Centri commerciali innaturali
Il luogo acquista importanza per i ricordi e le suggestioni che trasmette alle persone che hanno da sempre frequentato quella piazza, quella parte del reale, di quella piccola ma significativa geografia del cuore
Centri commerciali innaturali

ALGHERO - Non di soli decibel è sommerso il centro storico, ma anche di tavolini invasivi di bar e ristoranti che ingurgitano suolo pubblico eliminano la socialità di un quartiere o di una piazza. In altre zone della città, invece, tanti tavolini e sedie eliminano incomprensibilmente - in assenza di piano dei parcheggi e della viabilità - anche gli spazi deputati per lo stazionamento delle auto.

Quest’ultima immagine richiama la famosa reclame di Ernesto Calindri, che sorseggiava un noto liquore in mezzo al traffico automobilistico per combattere il logorio della vita moderna. Tutto è rumore, tutto è suolo da affittare per far cassa da parte del Comune che deve fare i conti con patto di stabilità e spending reviw dimenticando il bene comune dei cittadini residenti e dei villeggianti. Genius Loci e centri commerciali innaturali

Ma se i luoghi di una città, diventano un centro commerciale innaturale senza soluzione di continuità, sono luoghi reali? O è tutta una finzione, come quelle specie di catapulte dislocate sulle mura storiche costate tanto ma altrettanto lontane dalla storia?. Eppure nei luoghi, per essere autentici, dovrebbe albergarvi il Genius Loci, cioè l’identità di un luogo vissuto come spazio emotivo. Il luogo acquista importanza per i ricordi e le suggestioni che trasmette alle persone che hanno da sempre frequentato quella piazza, quella parte del reale, di quella piccola ma significativa geografia del cuore.

E’ l'atmosfera che si respira in un determinato quartiere; i colori delle case; il profumo del sugo con basilico, del pesce o delle melanzane fritti che viene fuori dalle finestre; i suoni e la musicalità dell’algherese urlato da una finestra all’altra; lo sfrecciare e lo stridio dei rondoni, da maggio a settembre; le urla e le pallonate dei pochi bambini che giocavano, ed ora non più, perché lo spazio di piazza Santa Croce è totalmente occupato. Il Genius Loci è insomma lo spirito, il carattere, l'anima di un luogo. Cosi come, l’abile sapienza del saper fare delle mani dell’anziana signora Angela che intrecciano le foglie di palma nana per dar forma a cesti o borse, quasi come i tesori viventi giapponesi.

Si badi bene, non si vuole esaltare, con compassata nostalgia, "il bel tempo passato", al contrario, con "parole corsare" ci si interroga sul fatto che troppo spesso – passivamente – si assiste ad uno sviluppo senza progresso. Queste considerazioni ci sono sembrate opportune per chiosare la lettera, inviata alla redazione del Quotidiano di Alghero, dalla signora Giannella Cossi, che scrive da piazza Santa Croce, il quartiere ebraico della città antica.

Nella foto: Angela Rossi



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