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S.A. 17 gennaio 2013
Sciopero storico: niente parti il 12 febbraio
E'il primo sciopero per ginecologi e ostetriche, sul piede di guerra contro i tagli. Circa 600 i tagli cesarei rinviati
Sciopero storico: niente parti il 12 febbraio

ALGHERO - Niente parti programmati, esami e visite per le future mamme il 12 febbraio. Scatta il primo sciopero di ginecologi e ostetrici, che esprimeranno così il grave disagio degli operatori per i tagli che «hanno messo in ginocchio l'assistenza e il contenzioso medico-legale è ormai a livelli insostenibili». La "scelta estrema" dei circa 15mila operatori che lavorano nei reparti e nei servizi di ginecologia, è già stata comunicata al comitato di garanzia per gli scioperi nel settore pubblico. Il primo sciopero nazionale "delle nascite" - spiegano gli operatori di diverse associazioni di ginecologi e ostetrici - bloccherà l'attività di tutti i punti nascita italiani.

Quindi, niente cesarei programmati e niente induzione di parti programmati, per un totale di circa 1.100 interventi stimati che dovranno essere rinviati o anticipati, di cui poco meno di 600 sono cesarei. Non solo. Fatte salve le urgenze indifferibili, che saranno comunque garantite, il black out riguarderà anche l'attività dei consultori familiari e di tutti gli ambulatori ostetrici del territorio, dove non verranno effettuati esami clinici, visite specialistiche ed ecografie.

Le stesse categorie sarebbero pronte anche allo "sciopero del voto" se le forze politiche resteranno sorde alle loro richieste. Si tratterebbe di 15mila voti in meno: tanti sono, infatti, gli operatori del settore. I medici e le ostetriche sono decisi, se non ci saranno segnali, a riconsegnare ai Comuni i certificati elettorali. Sono tre le richieste prioritarie a tutti i partiti impegnati nella prossima competizione elettorale di febbraio: la certezza del finanziamento per la sanità; l'impegno ad applicare immediatamente la riforma dei punti nascita, approvata ormai due anni fa e la garanzia di misure incisive sulla responsabilità professionale in sanità.
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