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Adn
31 gennaio 2013
Università: in 10 anni -58mila iscritti
Eliminati 1.195 corsi di laurea. Il Fondo di finanziamento è sceso del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia vicino al 20%
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ALGHERO - In dieci anni è come se fosse scomparso un grande Ateneo come la Statale di Milano. E' l'allarme lanciato dal Cun (Consiglio universitario nazionale) che ha diffuso un documento da cui risulta che in dieci anni gli immatricolati sono scesi da 338.482 (anno accademico 2003/2004) a 280.144 (anno 2011/2012), con un calo di 58mila studenti, pari al 17% in meno. Come se in un decennio fosse scomparso un intero ateneo di grandi dimensioni come la Statale di Milano. Il calo delle immatricolazioni riguarda tutto il territorio nazionale e la gran parte degli atenei.
Ai diciannovenni, il cui numero è rimasto stabile negli ultimi 5 anni, la laurea interessa sempre meno: le iscrizioni sono calate del 4% in tre anni, passando dal 51% nel 2007-2008 al 47% nel 2010-2011. L'Europa si allontana anche nel numero dei laureati, largamente al di sotto della media Ocse: siamo al 34° posto su 36 Paesi (anno 2012). Solo il 19% dei 30-34enni possiede una laurea, contro una media europea del 30% (rilevazione al 2009). Il 33,6 % degli iscritti ai corsi di laurea, infine, è fuori corso mentre il 17,3% non fa esami. Il numero dei laureati nel nostro Paese, lamenta ancora il Cun, e' destinato a calare ancora anche perche', negli ultimi 3 anni, il fondo nazionale per finanziare le borse di studio e' stato ridotto. Nel 2009 i fondi nazionali coprivano l'84% degli studenti aventi diritto, nel 2011 il 75%. Il calo e' anche dovuto alla forte limitazione che la legge ha imposto al numero dei contratti di insegnamento che ciascun ateneo puo' stipulare. Le spese superano i fondi : dal 2001 al 2009 il Fondo di finanziamento ordinario (FFO), calcolato in termini reali aggiustati sull'inflazione, e' rimasto quasi stabile dal 2001 sino al 2009, per poi scendere del 5% ogni anno, con un calo complessivo che per il 2013 si annuncia prossimo al 20%. Su queste basi e in assenza di un qualsiasi piano pluriennale di finanziamento moltissime universita', a rischio di dissesto, non possono programmare la didattica ne' le capacita' di ricerca. |
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