Camera di commercio di Sassari e Sistema Turistico Locale lanciano la sfida: utilizzare i fondi della sanzione alle compagnie navali per azioni di promozione turistica
SASSARI - Una proposta nelle ultime ore arriva dalla Camera di commercio di Sassari e Sistema Turistico Locale: utilizzare i fondi della
sanzione alle compagnie navali per azioni di promozione. In parole più chiare: destinare gli oltre otto milioni a carico di Moby, Snav, Gnv e Marinvest - ree secondo l'Unione Europea di aver commesso «un'intesa restrittiva della concorrenza» - alla promozione turistica dei territori. È ormai noto a tutti, affermano i due presidenti Gavino Sini ed Enrico Daga che, l'impatto in termini negativi, su arrivi e presenze è dovuto al fenomeno “caro traghetti”.
Fenomeno che ha inciso in maniera importante sul mercato italiano della vacanza che, afflitto anche dal momento di crisi economica generale, ha fatto registrare un significativo calo delle presenze anche nel mese di agosto, momento clou per tutte le imprese del settore. I danni sono registrati dal crollo dei fatturati delle aziende turistiche e da una perdita di competitività della destinazione Sardegna con le altre mete italiane e internazionali. Daga e Sini sono d'accordo nel dirottare quei fondi ad «un comparto in cui è necessario investire, in termini di risorse, competenze, conoscenze e alleanze. Non c’è più spazio per l’improvvisazione». «Abbiamo il dovere morale e professionale di lavorare uniti - proseguono - e di incidere sulle scelte che ci riguardano da vicino e programmare il nostro futuro».
«In questo senso chiediamo a gran voce che il presidente Ugo Cappellacci, dopo aver portato a casa una prima parte della vittoria, si renda interprete presso il governo per ottenere i fondi derivanti dalla sanzione inferta dall’antitrust alle compagnie di navigazione. Questa giusta, anche se minima, compensazione sia restituita alla Sardegna per essere investita in operazioni di promozione della destinazione sui mercati nazionali e internazionali» spiegano Daga e Sini. «Sarebbe intollerabile - aggiungono - che multe che derivano dal sacrificio e la penalizzazione dei sardi, vengano introitate direttamente nel bilancio dello stato senza un vincolo di destinazione a nostro favore». E concludono: «successivamente è auspicabile un tavolo tecnico con le compagnie di navigazione per affrontare il problema tariffario e concordare azioni di co-marketing e strategie di promo-commercializzazione, oltre a porre delle basi solide per una programmazione dell’intera problematica relativa al raggiungimento via aria e via mare della nostra splendida isola».
Nella foto: Gavino Sini, presidente Camera Commercio, ed Enrico Daga, presidente Stl