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G.M.Z.
12 ottobre 2013
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Caporetto del Centrosinistra
Dimissioni lontane
Sul Quotidiano di Alghero tutti gli interventi che hanno caratterizzato la seduta del consiglio comunale e la netta spaccatura della Maggioranza con la richiesta di dimissioni inoltrata al sindaco da 13 consiglieri
ALGHERO - Il sindaco Stefano Lubrano non ha più la maggioranza, con 13 consiglieri su 25 che chiedono le sue dimissioni a causa delle «incompiute» che hanno caratterizzato il primo anno di amministrazione [DIRETTA]. Si dissolve il Centrosinistra che solo quindici mesi fa aveva vinto le elezioni amministrative ad Alghero e si spaccano ufficialmente (la rottura in atto era ampiamente annunciata) tre dei quattro partiti a sostegno del sindaco: Gavino Tanchis, Matteo Tedde (il capogruppo), Gavino Scala e Franco Calvia del Partito democratico non partecipano alla discussione (e votazione) della mozione dal loro stesso partito votata in segreteria e direttivo, e dopo aver cercato d'impedire la discussione, abbandonano l'aula dove va in scena un Consiglio di circa 8 ore.
Valdo Di Nolfo certifica l'uscita da AlgueRosa e annuncia l'eventuale costituzione del Gruppo Misto. Maria Graziella Serra e Natacha Lampis, divorziate in casa di C'è un'Alghero Migliore prendono due strade completamente opposte: la prima si conferma fedelissima alla linea-Lubrano, la Lampis ne chiede ufficialmente le dimissioni. In mezzo i tre consiglieri della Lista Lubrano a cui quasi tutti i colleghi - di maggioranza e opposizione - hanno puntato pesantemente il dito «per le gravi affermazioni rivolte all'indirizzo della presidente Esposito». Dimissioni non scontate, tutt'altro. Riascoltando i 22 minuti di discorso del sindaco [GUARDA] non è chiaro cosa succederà a Sant'Anna, e non pare così scontato che Lubrano rassegni le immediate dimissioni con la speranza che i successivi venti giorni che la legge attribuisce al primo cittadino per provare a riformare un governo riportino serenità al centrosinistra, tutt'altro. D'altra parte però non rimangono molti percorsi: senza assessori e il sostegno delle segreterie dei due principali partiti della coalizione, infatti, ci sono poche strade. Anche se è chiaro che i giochi più importanti adesso si aprono proprio all'interno dei partiti (sopratutto tra i Democratici), e all'orizzonte già si parla di elezioni Regionali. Tra gli scenari anche l'eventualità di rassegnare le dimissioni da parte dei 13 consiglieri o la scelta di non approvare il Bilancio. |
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