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Antonio Sini
11 ottobre 2005
Se in A.N è guerra aperta, in casa Udc si riaccenderà il fuoco mai spento
Marco Tedde deve ricomporre il quadro politico, se la querelle contro A.N. si prospetta logorante e non di facile soluzione, l’Udc potrebbe riservare grandi sorprese e dargli una mano

ALGHERO - Siamo solo agli inizi di quello che potremmo definire l’autunno caldo nella casa della libertà e del buon governo di Alghero. Il Sindaco Marco Tedde è stato ingessato mani e piedi da due consiglieri di A.n., che al momento ripudiano apertamente e senza timore delle conseguenze in itinere l’Assessore al bilancio Caria. «Non è nostra espressione», ribadiscono Ballarini e Grossi per conto di A.n, ma in cammino si è messa in moto una macchina del dissenso interna al partito che potrebbe fare il gioco di chi oggi attende ( Marco Tedde), senza farsi prendere la mano da facili isterismi. Tedde incassa male il siluro dei due consiglieri di maggioranza, che in sostanza affibbiano al Sindaco la ri-nomina di Caria. «Le nomine assessoriali dovevano essere concordate», affermano Ballarini e Grossi, invece Tedde ha fatto di testa sua. Ma la guerra contro Caria e Tedde sta provocando un terremoto interno ad A.n. E’ nata infatti la corrente pro Caria, appoggiata dall’Assessore in carica Carboni e dall’ex capo gruppo Pais, un gruppo di iscritti di Alleanza Nazionale. Porta oltre la Provincia le sue lamentele, e investe del “caso Alghero” i dirigenti regionale e nazionali del partito. Insomma la gestione di pochi del partito, viene contestata da iscritti appartenenti al direttivo cittadino, ora azzerato. Grande l’imbarazzo di Grossi e Ballarini che credono che dietro ci possa essere una regia esterna al partito, ma non demordono nella loro iniziativa di dichiarare l’Assessore Caria non gradito. Il Sindaco Tedde è furioso, l’Assessorato al bilancio è fondamentale, non lo si può oggi affidare a una giovane laureata alla Ca Foscari di Venezia che fa la libera professione di commercialista in città. A.n. sino a poco tempo fa sembrava un partito granitico nella maggioranza guidata da Marco Tedde, oggi presenta crepe vistose, lacerazioni interne, uno scontro che, più che gli ideali, investe le persone che lo rappresentano, e quella che sembrava una sortita per rilanciare l’azione amministrativa della città ,è risultata un’uscita perché venga rispettato il manuale Cencelli di vecchia data, ma mai riposto nel cassetto. E se la querelle di A.n. si prospetta logorante e non di facile soluzione, all’orizzonte si vedono segnali di fumo di guerra, che stanno per investire di nuovo l’Udc. La notizia che si fa strada in città, è che i dissidenti, appena verrà proclamato consigliere comunale Mauro Manca, chiederanno l’azzeramento della rappresentanza in seno alla Giunta. Nell’occhio del ciclone e…di Franco Simula, passato dalla parte dei giovani ribelli, pare ci sia proprio Ninni Picinelli. L’uomo che ha disarcionato Simula dall’Assessorato al commercio. L’attuale consigliere della Sogeaal, pare proprio che abbia sposato la tesi del ritiro della delega assessoriale a Picinelli. E secondo i pissi pissi bau bau in “Piazza Rossa”, un giovane rampollo dal nome rumoroso ( Sasso) pare si stia sfregando le mani. Vae victis! Già ma chi sono costoro? Qua si ha l’impressione che da questo situazione abbastanza ingarbugliata esca il coniglio dal cilindro per Marco Tedde, che potrebbe trovare una nuova collocazione per tutti gli spiranti a un posto a sedere comodo. Già, ma e Angelo Caria? Si va nella fanta politica: Caria rimarrebbe al suo posto ( un tecnico nominato dal Sindaco Tedde). A.n. prenderebbe l’ Agenzia delle Entrate che si sta perfezionando nella realizzazione, più un assessorato ritagliato su misura, alleggerendo il carico a Giancarlo Piras. L’Udc potrebbe lasciare l’edilizia privata, verso i servizi sociali, e uno scambio con A.n. non è un’opzione tanto remota ( l’accordo sotto sotto, si era già fatto). I tempi: sono quelli che preoccupano il Sindaco Tedde, che vorrebbe quanto prima chiudere il cerchio. Per adesso tutto rimane com’è, Caria prepara tutti documenti contabili che potrebbero anche andare al vaglio del Consiglio Comunale con una maggioranza di 18 consiglieri ( 6 di F.I., 6 di F.Paris, 3 dell’Udc, 1 Sardistas, 1di A.N e il voto del Sindaco). E dai con un rimpasto indolore. Poi con un colpo di reni via, tutti in amore e in accordo verso le elezioni del prossimo giugno, le politiche, che certamente la casa della Libertà non potrà affrontare in ordine sparso, questo è il collante che rimetterà tutto a posto, costi quel che costi!
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