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Antonio Budruni, Insieme per Alghero 4 agosto 2006
Parchi naturali: boom di presenze
Porto Conte? Non pervenuto
La nostra città, in molte delle sue componenti politiche, ma anche economiche e sociali, non riesce a concepire alcuna altra ipotesi di sviluppo e di investimento al di fuori del mattone
Parchi naturali: boom di presenze. Porto Conte? Non pervenuto

ALGHERO - Buone notizie per il turismo nazionale. Secondo i dati forniti da Federalberghieri, associazione aderente a Confocommercio, nei primi 6 mesi del 2006 la bilancia valutaria turistica è cresciuta del 25%; i pernottamenti sono aumentati del 2%, con un notevole incremento del turismo nazionale (+ 2,5%) rispetto a quello estero (solo + 1% in più).

Il dato più significativo messo in luce dal rapporto Cheekturismo 2006, riguarda, però, l´incremento di presenze registratosi negli ultimi 7 anni nei parchi naturali italiani. A fronte di un incremento del movimento turistico nazionale del 19%, quello nei parchi e nelle aree protette ha registrato un autentico boom, con un + 34%, negli ultimi 7 anni.

Non tutti parchi italiani vantano, però, questo impetuoso incremento di presenze. Solo quelli costieri, sottolinea il rapporto di Federalberghi, ottengono risultati così eclatanti, poiché abbinano insieme l´aspetto naturalistico e quello balneare. I parchi presi d´assalto sono stati, nell´ordine: il Cilento, il Gargano e l´arcipelago toscano. Seguiti dal Circeo e dalla Cinque terre.

Fin qui, i dati del rapporto Federalberghi. E il Parco di Porto Conte? Non pervenuto, per usare una terminologia presa in prestito dalla meteorologia.

La questione è doppiamente grave e preoccupante se si pensa alle opportunità perse fino ad oggi dalla città e dal territorio per la totale inattività del parco di Porto Conte. Il Parco, infatti, insieme all´area marina protetta di Capocaccia-Isola piana, risponde esattamente alle specificità che hanno consentito ad alcune delle aree verdi italiane di ottenere i risultati più su riportati: area di tutela ambientale in contesto costiero.

Purtroppo, il Parco di Porto Conte esiste solo nella legge regionale istitutiva, ma non è mai diventato un parco naturale. Non esiste neppure nella cartellonistica stradale, nessuno sa esattamente dove sia, quali siano i suoi confini, quali le attrattive naturalistiche, quali le possibilità di fruizione. Nessun servizio specifico per il turista. Niente di niente. Non solo, ma da quando il Parco è stato istituito, sembra venuta meno persino la normale attenzione che al territorio dedicavano alcune istituzioni pubbliche, quali il corpo delle guardie forestali o la stessa amministrazione civica. Un esempio per tutti: la splendida area pinetata di Punta Giglio, quella che gli algheresi conoscono come "abramassa" , è penosamente deturpata da rifiuti di ogni genere, il manto boschivo è assolutamete abbandonato a se stesso, senza alcuna manutenzione od intervento di sorta.

Sarebbe troppo facile, forse, prendersela con gli organi di gestione del Parco, peraltro finora del tutto inconcludenti e, apparentemente, totalmente inerti. La questione è certamente più spinosa e per certi versi più preoccupante. Il concetto di sviluppo turistico, da queste parti, sembra concepibile solo se coniugato a quello dello sviluppo edilizio. Parafrasando una nota pubblicità televisiva, si potrebbe dire, in riferimento ad Alghero: "no cemento, no turismo". La contrapposizione sguaiata al Piano Paesaggistico Regionale, ha significato esattamente questo. La nostra città, in molte delle sue componenti politiche, ma anche economiche e sociali, non riesce a concepire alcuna altra ipotesi di sviluppo e di investimento al di fuori del mattone.

In altri contesti nazionali, invece, facendo funzionare i parchi e le aree protette, si riesce ad attrarre milioni di turisti e visitatori.

I dati forniti dal rapporto di Federalberghi tracciano il profilo del turista medio amante delle aree verdi. Si tratta di persone con un´età compresa tra i 35 ed i 45 anni, con un titolo di studio elevato, svolgono una professione qualificata, provengono prevalentemente dal nord Italia, si spostano con la loro auto e spendono in media 50 euro al giorno. La loro vacanza ha, mediamente, la durata di una settimana. C´è qualcuno, al governo della città, a cui questo target interessa?
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