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Sergio Ortu
26 novembre 2006
In duemila salutano il nuovo vescovo di Alghero e Bosa
L’accoglienza della città con tutte le autorità civili e militari è avvenuta in piazza civica dove a fare gli onori di casa c’era il sindaco Marco Tedde che brevemente ha voluto delineare le peculiarità culturali e sociali della città
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ALGHERO - Una folla stimabile in circa duemila persone ha preso parte alla cerimonia d’insediamento del nuovo vescovo della Diocesi di Alghero-Bosa mons. Giacomo Lanzetti. Un evento in pompa magna che è difficile ricordare in occasione di altri insediamenti di vescovi. A partire dalla nutrita rappresentanza di clero porporato. Erano presenti diversi vescovi della Sardegna dall’arcivescovo metropolita di Sassari Paolo Atzei, al reggente della Diocesi di Tempio-Ampurias Sebastiano Sanguinetti per finire al arcivescovo emerito di Oristano Pierluigi Tiddia. E poi i vertici dell’arcidiocesi di Torino in prima fila il cardinale Severino Poletto e il vescovo ausiliare Guido Fiandino per finire al vero regista della nomina di mons Lanzetti il nunzio apostolico mons. Paolo Romeo. L’accoglienza della città con tutte le autorità civili e militari è avvenuta in piazza civica dove a fare gli onori di casa c’era il sindaco Marco Tedde che brevemente ha voluto delineare le peculiarità culturali e sociali della città, ma anche ricordare e sancire ancora una volta il proficuo dialogo e collaborazione che esiste da sempre tra amministrazione e Diocesi. Parole di ringraziamento sono state rivolte inoltre al vescovo dimissionario mons. Antonio Vacca per l’ottimo e proficuo impegno pastorale ad Alghero durato tredici anni. Subito dopo il corteo aperto dagli oltre sessanta sacerdoti della diocesi insieme a quelli giunti da Torino ha raggiunto la cattedrale dove è iniziata la solenne liturgia d’insediamento. Tante le persone che non sono riuscite ad entrare in chiesa e che hanno sostato nella piazzetta antistante il Duomo, dove per l’occasione è stato allestito un maxischermo che però ha iniziato a proiettare le immagini della cerimonia solo verso il tramonto...La liturgia è iniziata con la presentazione alla comunità di mons. Giacomo Lanzetti da parte del Cardinale Poletto. L’arcivescovo ha tessuto le lodi del suo valente collaboratore definendolo un esperto di pastorale “un grande organizzatore e un generoso amico” una figura di prete con tutte le carte in regole per apportare rinnovamento e grandi capacità per poter amministrare nel miglior modo possibile la Diocesi. Dopo è stata la volta del presidente del capitolo della cattedrale cittadina mons. Piero Giglio che ha proferito parole di sincero ringraziamento per il lavoro svolto al vescovo dimissionario Antonio Vacca e cordiale e reverente benvenuto al nuovo pastore. Subito dopo l’attuale vescovo ora emerito della Diocesi mons. Vacca dopo la lettura della bolla papale di nomina a cura del cancelliere e canonico della cattedrale mons. Angelo Cocco, ha ringraziato il Santo Padre per averlo sollevato dal gravoso incarico diocesano ma soprattutto per aver donato il nuovo vescovo alla “sua diocesi”. Il mio non è un addio-ha confermato mons. Vacca-Alghero-Bosa continuerà a rimanere la mia comunità e intendo una volta ristabilito collaborare con mons. Lanzetti fornendo la mia disponibilità fin quando potrò. Vi affido a una persona buona, a un valente pastore e vescovo. A questo punto con le parole di rito il nunzio apostolico mons. Paolo Romeo ha annunciato l’ufficiale insediamento del nuovo vescovo che dopo aver ricevuto il pastorale da mons. Vacca si è andato a sedere sul tronetto vescovile. Terminato il cerimoniale è iniziata la solenne liturgia eucaristica. E poi l’omelia del nuovo pastore della Diocesi. Mons. Lanzetti è apparso subito persona schietta, decisa e già consapevole del proprio piano pastorale e degli obiettivi della sua nuova missione. Nel suo discorso ha dimostrato da subito grandi abilità oratorie e ricchezza di contenuti segno del propedeutico e proficuo “apprendistato” praticato a Torino. Prete ad ogni modo, modesto e voglioso di instaurare con la sua nuova comunità un rapporto tutt’altro che formale ma anzi ricco di rapporti umani per un cammino di reciproco scambio culturale ed evangelico. “Prima di essere vescovo e quindi di predicare, santificare e guidare la diocesi voglio essere pastore, guida per i miei fedeli ma soprattutto desidero stare tra loro come sincero amico.” Un curriculum di successo quello di mons. Lanzetti fatto di tappe importanti e di altrettanti traguardi. Fondatore di una nuova comunità parrocchiale nel torinese dove ha retto la nuova chiesa di San Benedetto per 27 anni è stato poi chiamato al ministero episcopale dove ha curato la pastorale della famiglia e portato avanti importanti incarichi affidatigli da cardinal Poletto. La cerimonia si conclusa intorno alle 19. E dopo gli ultimi saluti ai suoi compaesani e amici di Torino che l’hanno voluto accompagnare in terra di sardegna, il vescovo si è congedato. Domani pomeriggio(domenica) si recherà a Bosa dove celebrerà una nuova liturgia dove si presenterà alla comunità del Temo.
nella foto mons. Lanzetti |
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