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A.B. 3 settembre 2016
L´allarme del Consorzio Bonifica Sardegna Centrale
«E’ urgente un incontro con Enas e Adis per garantire l’acqua agli animali e alle attività turistiche», dichiarano i vertici dell´associazione
L´allarme del Consorzio Bonifica Sardegna Centrale

NUORO - «E’ urgentissimo dare il via libera per destinare un milione di metri cubi dell’acqua proveniente dalla diga Maccheronis alle strutture turistiche, agli usi aziendali e per l’abbeveraggio del bestiame». E’ la richiesta del Consorzio di Bonifica della Sardegna centrale che ieri (venerdì) ha accolto formalmente con delibera del proprio Consiglio di Amministrazione la proposta arrivata mercoledì pomeriggio nel corso di un incontro, dai sindaci di Budoni, Posada, Siniscola e Torpè e San Teodoro. A causa della siccità e della chiusura in ritardo della diga (decisa da Enas e Adis) ci si è ritrovati con poco più di 4milioni di metri cubi d’acqua, che sono stati vincolati ad uso civile.

«La richiesta arrivata dai sindaci l’abbiamo fatta nostra – spiega il presidente del Consorzio Ambrogio Guiso – per questo chiederemo un incontro urgentissimo con gli Assessorati Regionali all’Agricoltura e ai Lavori pubblici, ai sindaci di Budoni, Posada, Siniscola e Torpè e San Teodoro e all’Agenzia regionale del distretto idrografico in cui si dia il via libera a questa proposta. In un momento di emergenza come questo, è importante garantire l’acqua oltre che alle case dei Comuni interessati anche alle strutture turistiche e agli animali. Insomma, occorre garantire la sopravvivenza di tutte le attività turistiche e agricole».

L’incontro servirà anche per ribadire alcuni punti, secondo il presidente del Consorzio, strategici per un’adeguata gestione dell’acqua. «Adis ed Enas dovranno anticipare di un mese la chiusura della diga. Non il 31 marzo come hanno stabilito, ma il 28 febbraio assicurandoci un invaso pieno. Inoltre, evidenzierò ancora una volta che 18milioni di metri cubi d’acqua sono insufficienti per l’agricoltura anche perché il 35–40percento li perdiamo a causa delle perdite. Purtroppo abbiamo a che fare con un sistema vecchio più di venti anni che stiamo già programmando di affrontare con il nuovo Psr».
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