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Marcello Moccia 19 aprile 2007
Mercede retrocessa: A1, fine dell’avventura
Piange l’Alghero che ama il basket. La commissione giudicante ha accolto il ricorso presentato da Maddaloni
Mercede retrocessa: A1, fine dell’avventura

ALGHERO - Piange l’Alghero che ama il basket. La beffa delle beffe mette la parola fine all’avventura della Mercede Alghero in serie A1. La commissione giudicante ha accolto il ricorso presentato da Maddaloni. Le campane riconquistano così quei 4 punti inizialmente sottratti dopo la sentenza di primo grado. All’origine di tutto, il 3 aprile scorso, l’inibizione del presidente delle casertane Gabriele D'Annunzio responsabile di frode sportiva per aver messo la firma apocrifa dell'atleta Stefania Maimone sul modello federale di trasferimento della stessa giocatrice da Ribera a Maddaloni ed averla, poi, utilizzata in campionato in 24 partite. Adesso, dopo 16 giorni, è stato accolto il ricorso di Maddaloni che si rivede restituire i 4 punti inizialmente sottratti. In virtù di questo le blua-arancio di Sandro Orlando salgono al quartultimo posto con 12 punti e scavalca la Pool Comense che ne ha 10. Piange lacrime di dolore la Mercede Alghero che così si vede retrocessa matematicamente in serie A2 con un turno d’anticipo. La gara con Venezia rappresenterà il commiato dal massimo campionato rosa di basket femminile dopo 98 partite giocate e due salvezze consecutive acciuffate via playout, quel traguardo che le bianco-azzurre cercavano disperatamente di cogliere domenica con le lagunari prima della comunicazione della Fip. E’ una retrocessione amarissima, arrivata dopo una lotta a colpi di ricorsi e carte bollate. La Mercede - assieme a Viterbo, Pool Comense e La Spezia – presentarono ricorso contro Maddaloni, trattato decisamente con i guanti bianchi nonostante un fatto penalmente così grave. Stesse società e altro ricorso presentato anche contro Ribera che vendette Stefania Maimone a Maddaloni non denunciarono i loschi giri che hanno portato alla falsificazione della firma sul contratto. Il capo d’imputazione sulle siciliane è quella di essere informata sui fatti senza denunciarli agli ordini competenti. Il tentativo si è dimostrato più che vano. La delusione della società nelle parole del direttore sportivo Francesco De Rosa, figlio del patron Luigi Enrico. «Fin dal principio non eravamo d’accordo con l’iniziale decisione troppo leggera combinata a Maddaloni nonostante un reato così grave punibile anche con una retrocessione a tavolino. La Mercede, invece, a inizio campionato pagò pesantemente un semplice ritardo nell’invio di un fax perdendo la prima partita a tavolino (vinta sul campo con Ribera) e prendendosi anche due punti di penalità oltre al non possibile utilizzo di Silvia Favento fino alla riapertura del mercato di gennaio. Ora ci vediamo retrocessi mentre loro, di contro, con una colpa molto più grande della nostra riacquistano i 4 punti e si mettono al sicuro. Decisione cervellotica e scellerata che non ci trovano per niente d’accordo. Hanno fatto due pesi due misure. Reati gravissimi nessuna pena, reati decisamente meno gravi e due punti in meno sulle spalle nonhcè la mancata disponibilità di una giocatrice fondamentale nella nostra squadra per ben 15 partite. Non era questo il modo di retrocedere. Un conto è perdere sul campo. Ok, l’avremmo accettato. Così è un vergogna assoluta». E’ l’epilogo negativo di una storia nata male e gestita male dalla Fip e dalla Lega basket femminile. Paga la Mercede, forse anello debole della catena. Innumerevoli gli sforzi economici fatti nell’allestire per tre anni un organico in grado di fare e dare il massimo in base ai suoi mezzi. Paga la Mercede che con la passione familiare, una famiglia che ha portato così in alto questo nome, e di pochi veri sponsor (quelli regionali purtroppo bastano per coprire poche spese) ha per 3 anni portato il nome di Alghero nella ribalta nazionale. Un concetto, forse, che in pochi hanno captato o che forse sarà captato ora che è troppo tardi. La riprova si è vista su molti fronti. L’emigrazione forzata a Olmedo, il disinteresse da parte di alcuni sponsor locali che nonostante l’altisonante palcoscenico non sono stati attratti dalla serie A1. E’ un giorno tristissimo per il basket nostrano che quest’anno, in toto, sta vivendo una stagione molto difficile. Domenica a Olmedo, ore 18.30, cala il sipario sulla serie A1. Aldilà di vittoria o sconfitta con Venezia, il regalo migliore da tributare alla Mercede Alghero sarà un lungo, caloroso, sentito applauso per questi tre anni in serie A1, quella serie A1 quasi scippata in una triste serata di aprile.

Classifica: Faenza 50, Napoli 46, Venezia 44, Priolo e Taranto 42, Parma 38, Schio e La Spezia 34, Montigarda e Ribera 30, Viterbo 22, San Raffaele Roma 16, Maddaloni 12, Pool Comense 10, Mercede Alghero 7, Cavezzo 4

Nella foto Francesco De Rosa
8:23
Carangelo e compagne restano in controllo del match per tutti i 40’, esibendo una difesa impeccabile nei momenti più importanti dell’incontro e una notevole precisione offensiva
7:30
La Dinamo non ha a disposizione Rashawn Thomas, ancora alle prese con i postumi della "scavigliata" di Saragozza



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