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Piero Chiccoli
22 maggio 2007
L’annata nera del basket algherese

ALGHERO - Tutte retrocesse le formazioni impegnate ai massimi livelli, un’annata davvero storta. Alghero perde contemporaneamente la serie A1 femminile e la partecipazione ad un campionato nazionale maschile. Servirà rimboccarsi le maniche per lavorare con più entusiasmo nei settori giovanili.
Serie A femminile Mercede Basket Alghero - E’ stata la prima ad essere condannata, dopo tre anni di permanenza in serie A1 la formazione algherese non è riuscita a ripetere il miracolo delle stagioni precedenti quando, lottando fino all’ultima gara, riuscì a strappare la permanenza nella massima serie. La Mercede retrocede in A2 con solo 5 vittorie all’attivo, mentre nelle passate stagioni l’impresa si concretizzò prima con 8 vittorie e poi con 6. Scarso, durante l’arco della stagione, è stato il contributo della milizia straniera. Da sempre la A1 femminile è dominata dalle straniere, le uniche capaci di fare la differenza, visto che le poche italiane di livello sono difficili da acquistare. Le varie Dimitrova, Robertson, Austmann, Manakova e Randall non sono riuscite a dare quel plus che sarebbe servito ad ottenere la salvezza. Il loro contributo unito a quello delle italiane, con la sola Favento (quasi 12 ppg) unica nota lieta, ha prodotto un attacco sterile (solo 52.6 punti di media a partita) ed una difesa colabrodo (quasi 70 punti subiti a partita). Tutti questi dati negativi hanno condannato la formazione catalana alla retrocessione. Ora bisognerà riaprire un nuovo ciclo.
Serie C1 Maschile Mercede Basket Alghero - Era la formazione dalla quale ci si attendeva di più, dopo 2 promozioni consecutive e dopo aver sfiorato la terza nella passata stagione, questa doveva essere la stagione della consacrazione. Nonostante il cambio di panchina e la partenza di giocatori importanti (in primis i fratelli Musso) il team del presidente De Rosa aveva le carte in regola per disputare una stagione tranquilla, con la convinzione di poter osare qualcosa nei play off. Ma le cose purtroppo non sono andate così. Il nuovo allenatore coach Grande, l’ennesimo extra moenia, non ha da subito ben impressionato ed il cambio in corsa con Barria, alla prima esperienza dopo anni di basket femminile, non ha prodotto lo scossone desiderato. Ma in campo ci vanno i giocatori e sono stati proprio questi la vera delusione della stagione. I vari Ferrotti, Asnaghi e Petricca (gli acquisti più importanti) non hanno proprio convinto, offrendo uno scarsissimo contributo alla causa algherese, che ha dovuto far leva sull’orgoglio degli indigeni come Pisano, Masu, Benenati, Zoagli e Salvatore. Discorso a parte merita il rientrante Maltinti, sempre decisivo in campo ma chiamato inspiegabilmente in squadra solo nel girone di ritorno. La sua presenza dall’inizio avrebbe sicuramente garantito un piazzamento migliore alla squadra. Il risultato finale è stata una retrocessione maturata nei play out contro Ciampino, dopo il terz’ultimo posto conquistato nel girone regolare. Un vero peccato la retrocessione, a ben vedere anche qui si dovrà riaprire un ciclo, praticamente nessun giocatore dell'attuale rosa fa capo alla società bianco-azzurra, se si escludono De Rosa ed i giovani Carboni e Sanna, ma per la C2 è certamente più semplice "reperire" giocatori.
Serie C2 maschile NPA - Anche la terza formazione Algherese, dopo anni di ottimi risultati e due promozioni sfiorate, ha conosciuto l’onta della retrocessione. Le aspettative non erano sicuramente delle migliori, l’organico a disposizione dell’allenatore Masolo non era di primissimo livello, soprattutto dopo la decisione di privarsi di Stefano Masu, Nicola Benenati e Antonio Zoagli contemporaneamente. Ma non era nemmeno così scarso vista la presenza nel roster di giocatori con una grande esperienza in C2 come Zoagli, Verano, Corbia e Azara (rientrato solo nel girone di ritorno). Al gruppo dei senatori era stata aggiunta una pattuglia di giovani leve, alcune con qualche piccola esperienza altre assolutamente alla prima vera occasione. Il mix non ha dato però i risultati sperati. La NPA ha disputato una stagione veramente negativa, andando a perdere in campi che erano terreno di conquista di quasi tutte le altre formazioni e vincendo in terreni più difficili. Ad una scarsa condizione atletica ha fatto seguito una debole tenuta mentale, che ha portato la formazione catalana a perdere più volte le gare al fotofinish. Il rammarico è che, visto anche il valore delle altre compagini impegnate, sarebbe bastato veramente poco per salvarsi. L’unica certezza è che ora si ripartirà dalla serie D con un gruppo di giovani collaudato e con un anno di esperienza in più, oltre all’auspicato rientro del promettente Alberto Trova, fermo ai box per tutta la stagione e desideroso di dimostrare a tutti il suo valore.
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