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3 giugno 2007
Debacle elettorale, Asuni: Nuova dirigenza dalla base
Il segretario cittadino DS interviene dopo la sconfitta elettorale del 27 e 28 maggio

ALGHERO - Un rapporto troppo sfilacciato e saltuario con i ceti produttivi della città, ma anche con quelle aree di disagio sociale e giovanile che la sinistra non riesce più ad intercettare. Le ricadute non positive a livello locale, di una finanziaria impopolare ma necessaria, come quella del governo nazionale, e di alcune decisioni della giunta regionale che sono sembrate troppo restrittive ai ceti cittadini più dinamici. E poi una campagna elettorale turbata da un incontro ambiguo tra politica e affari sfociato in una poderosa offensiva mediatica, alla quale il centrosinistra non ha saputo dare delle risposte all’altezza della situazione. Inoltre il consenso sempre più estorto attraverso contatti individualistici estemporanei, spesso caratterizzati da una preoccupante deriva qualunquistica e clientelare. Sono queste le principali cause della pesante sconfitta elettorale per il segretario dei DS, Ennio Asuni. Un risultato negativo, dal quale, comunque secondo Asuni, si deve ripartire, dopo averlo analizzato e metabolizzato con spirito costruttivo. «Abbiamo dato vita ad uno schieramento che raccoglieva tutte le risorse del centrosinistra algherese, partiti e movimenti. Dove è stato possibile costruire liste unitarie lo abbiamo fatto con l’Ulivo e la Sinistra Unita. Con le Primarie abbiamo scelto il candidato a Sindaco nella forma trasparente di una consultazione di simpatizzanti e militanti –ricorda il segretario DS- Passi in avanti che qualcuno oggi sembra disconoscere o ridimensionare, che sono costati tempo ed energia. Ma sono convinto che da questi passi si deve partire per costruire un percorso politico unitario nel Centrosinistra». Secondo Asuni manca ancora molto per il rilancio del progetto, «la fase che ritengo decisiva è quella dell’apertura al popolo del centrosinistra algherese che dobbiamo avere il coraggio di richiamare in causa non nella sola veste di elettore ma di protagonista attivo delle decisioni». Il segretario rimarca i 500 voti in più, rispetto alle preferenze espresse, raccolti dalla lista dell’Ulivo. «Un segno di apprezzamento per il futuro Partito Democratico che affiderà al principio semplice e doveroso di una testa un voto la formazione del suo gruppo dirigente. Si deve andare verso formazioni popolari, nella loro composizione: gli strumenti per farlo esistono già, alla base tocca servirsene».
Nella foto Ennio Asuni
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