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Antonio Burruni 6 giugno 2007
Adriano Grossi non si sente "bocciato"
Il consigliere comunale uscente, primo dei non eletti nella lista di Alleanza Nazionale, analizza il voto. Praticamente certo il suo “ripescaggio” in via Columbano
Adriano Grossi non si sente

ALGHERO – 240 voti sono certamente un buon risultato, ma per Adriano Grossi, nato a Latina cinquantacinque anni fa, ma da trentuno anni in città, tanto da considerarsi “algherese d’adozione”, sono valsi soltanto la quinta piazza nella lista di Alleanza Nazionale, risultando il primo dei non eletti. Un risultato che ebbe già al suo esordio nell’elezioni comunali di una decina d’anni fa (con 181 preferenze). Una situazione mitigata, stavolta, dal fatto che, grazie all’assegnazione di due assessorati al partito, Grossi, dal 2002 al 2006 commissario straordinario dell’ente provinciale per il turismo (prima volta per l’An algherese), troverà nuovamente posto in Consiglio Comunale. Un Consiglio che lo ha visto protagonista negli ultimi cinque anni, dopo essere stato eletto con 231. Nove meno di quelli conquistati in questa tornata elettorale. «Il fatto che non sia entrato direttamente in Consiglio Comunale, non la ritengo una bocciatura. Sicuramente, il buon risultato di An, grazie anche all’ingresso di alcuni volti nuovi, ha fatto si che un buon risultato non sia stato sufficiente, ma sono soddisfatto. Il mio impegno ed il buon lavoro svolto in questi cinque anni ha portato ad una buona conferma in termini di voti. E con i due assessorati per Alleanza Nazionale, potrò tornare tra i banchi di via Columbano».

Alleanza nazionale ha avuto un ottimo risultato in queste ultime Comunali.
«Il partito ha dato dimostrazione di partecipare attivamente all’interno dell’Amministrazione. Nonostante piccole incomprensioni che erano dovute alla poca esperienza di “gestione del potere”, superate in poco tempo, ricompattando il partito, siamo cresciuti bene. Abbiamo mostrato serietà, capacità ed attaccamento alle sorti della città, dando un grosso contributo. Per la prima volta, Alleanza Nazionale avrà due assessori e quattro consiglieri comunali, uno in più dello scorso quinquennio. Vuol dire che la gente ci crede. Secondo me è una cosa molto positiva. Vedo tanti che si impegnano ed hanno portato al 40percento di incremento, caso unico per un partito algherese (An è passato dall’8,50percento del 2002 al 12,60percento in queste elezioni)».

Il suo partito si sta evolvendo e sta crescendo. Cosa ne pensa?
«Il partito ha dimostrato rispetto nei valori, nell’onestà, capacità di confrontarsi con la gente. Non ci sono gelosie interne , come sta succedendo nel Centrosinistra. La gente ci vede come riferimento certo. La nuova classe dirigente, dal Msi ad An, ha triplicato i consensi. Questo è il frutto di un buon lavoro e non un caso fortuito. Ci si possono rimproverare tante cose, ma non che non abbiamo lavorato per il partito. A Sassari, per esempio, An è scesa dal 20percento al 7-8percento. La tanto vituperata Alghero, invece, ha dimostrato coi fatti che può essere punto di riferimento per la provincia e per l’intera regione. La crescita vertiginosa è possibile anche grazie all’innesto di nuovi elementi. Il presidente Fini ci dice sempre di «Non chiuderci, ma aprirci verso l’esterno» e noi lo abbiamo recepito. Abbiamo avuto anche momenti difficili, ma li abbiamo superati assieme. Certo, siamo passati dall’essere un partito d’opposizione al diventare partito di governo. E’molto diverso, perché governare è molto più difficile. Quando ci si oppone non si litiga. Ma siamo e restiamo un partito di sani principi, dove tutti quelli che si avvicinano, capiscono subito di che “pasta” è fatta la dirigenza locale. Sono gli altri a doversi adeguare al partito. Sono molto felice che ora, dire di essere di destra, non sia più un fatto per il quale ci si nasconde. Ora si è fieri, non è più una vergogna che ti fa stare nell’angolo. Si professa davanti a tutti in modo sincero, senza “preservativi politici”. Questo ha fatto si che ultimamente, i giovani abbiano capito ed apprezzato. Ci sono tanti nuovi iscritti, con coraggio, che si presentano all’elettorato. Può essere un buon viatico per quando i Grossi ed i Ballarini, tra tanti anni, andranno in pensione, con un forte ricambio che permetta la prosecuzione dell’ascesa del partito».

Cosa pensa delle reazioni al risultato elettorale da parte del Centrosinistra?
«Continuo a leggere di “strapotere mediatico” e “strapotere economico”. La verità è che gli elettori hanno capito la differenza tra la “politica delle parole” e la “politica dei fatti”. Una sconfitta 64-33 fa diventare qualunque commento patetico e puerile. Per la prima volta, un sindaco è stato rieletto con percentuali impensabili, anche se noi, da “dentro”, ne eravamo convinti. E’ la dimostrazione che la politica dei tribunali, del non fare, non paga. Questa vittoria non lascia spazio a commenti che niente hanno a che fare con la politica. Il monarca Soru continua a liquidare assessori, Prodi non sa più a che santo votarsi, se non ai voti di quattro senatori a vita. Entrambi ahnno dato dimostrazione di non riuscire a governare, scontentando tutti. Quando il Centrosinistra si mette al comando, al suo interno, non si trova d’accordo su niente».

Nella foto: Adriano Grossi



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