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Antonio Burruni
8 giugno 2007
Andrea Paulesu: «Sono a "disposizione" del partito»
Il consigliere comunale uscente, primo dei non eletti dell’Udc, attende la formazione della Giunta per conoscere il suo futuro politico

ALGHERO – Andrea Paulesu, consigliere comunale uscente, è in stand-by. La posizione di primo dei non eletti nell’Udc, è il frutto dei calcoli che, per una manciata di voti, hanno consentito all’Udeur di avere un rappresentante in via Columbano, a discapito del quinto uomo Udc. Il trentaquattrenne Paulesu, “figlio d’arte” in politica, è alla seconda corsa verso il Consiglio La prima, nel 2002, nelle fila del Partito Polare Sardo, sembrò concludersi con le 134 preferenze raccolte, ma poi, la nomina di Giancarlo Spirito ad assessore nel 2005, gli schiuse le porte dell’aula consiliare.
Quando un consigliere uscente non viene rieletto, c’è sempre qualcosa che non ha funzionato. Nel tuo caso?
«Assolutamente niente. Anzi, sono felice del risultato ottenuto. Ho più che raddoppiato i voti (da 134 a 296, ndr). Sono convinto di tutto ciò che ho fatto e lo rifarei. Sono molto soddisfatto per me, ma soprattutto per il partito, che ha raddoppiato i consensi della scorsa tornata elettorale, grazie anche ai nuovi ingressi. Non abbiamo chiuso le porte a nessuno. Il risultato è il frutto della sana concorrenza interna, che ci ha fatto raggiungere un risultato storico. Siamo certamente il partito col maggior cambio generazionale».
296 voti sono un ottimo risultato, ma qual è il tuo elettorato?
«E sicuramente molto vario. In maggior parte è composto da miei coetanei, ma non va dimenticato il mio rapporto con persone di fasce d’età superiori. Sono diverse le esigenze da soddisfare. I giovani hanno la preoccupazione della prima casa. Il Puc sarà il primo punto da risolvere, perché permetterà di pianificare l’espansione della città. Così si farà un punto chiaro anche sul turismo. Alghero deve capire che tipo di turista vuole. Bisogna saper scegliere tra quantità e qualità. Ma va anche ricordato che una buona fetta degli algheresi è composta da persone anziane. Hanno bisogno di essere ascoltati. Bisogna mettergli a disposizione le strutture più idonee. Vogliono essere invogliati, cercati, essere ascoltati. Servono centri di aggregazione, feste manifestazioni. E, soprattutto, bisogna andare incontro alle classi disagiate presenti in città. L’importante è saper ascoltare le esigenze di tutti. Mi è capitato spesso in questo periodo ed ho sempre preferito avere un rapporto diretto con tutti».
Allo stato attuale delle cose, qual è il futuro politico di Andrea Paulesu?
«Siamo un partito strutturato. Tutte le decisioni politiche verranno discusse all’interno del partito. Ho messo volentieri la mia disponibilità a ricoprire qualunque incarico. Vedremo cosa succederà. I quattro consiglieri sono il frutto del lavoro di tutti i candidati dell’Udc. Il partito prenderà la sua decisione, credo, entro la prossima settimana. Ho avuto un “pour parler” con i vertici del partito e stiamo vagliando le proposte. Certo, sarebbe già un traguardo tornare in Consiglio Comunale. Ripeto, sono a disposizione del partito e quindi del indaco, che avrà comunque l’ultima parola. E’ vero che in Giunta vuole dei tecnici, ma guardando comunque verso un cambio generazionale».
In chiusura, Paulesu concede l’onore delle armi ad un avversario politico bocciato dal voto degli algheresi.
«Mi spiace molto che non sia stato rieletto Pino Tilloca. Da lui, nei miei due anni di Consiglio, ho imparato molto dal suo modo di fare politica. E’ un uomo che fa politica con la P maiuscola. Sintetico e concreto, si fa capire dalla gente ed è questo che la gente vuole».
Nella foto: Andrea Paulesu
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