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A.B.
9 giugno 2007
Carboni: «Suicidio collettivo»
Questa il commento dell'ex deputato diessino sulle scelte politico-strategiche che hanno portato la Coalizione di Centrosinistra, Sardista e dei Movimenti alla sconfitta

ALGHERO – La riunione della direzione cittadina dei Democratici di Sinistra convocata il 5 Giugno per avviare l’analisi e la riflessione sugli esiti della campagna elettorale e sul risultato delle elezioni amministrative, ha portato alla reazione di alcuni importanti esponenti del partito. Tra questi, il deputato diessino Francesco Carboni, che esterna il suo commento di una riunione «giunta rapidamente alle conclusioni pur in presenza di un esiguo numero dei suoi componenti». Carboni fa partire la sua analisi dalla stringatissima relazione del segretario dei Ds, sull’analisi del dato elettorale e prospettive del Partito Democratico. «Sul primo punto – spiega Carboni - la relazione ha assegnato varie responsabilità per la sconfitta elettorale, ritenendola innanzitutto la conseguenza del diffuso malcontento prodotto in città dalle politiche finanziarie nazionali e da quelle regionali relative ai piani territoriali paesistici; inoltre, è stata annessa forte rilevanza all’offensiva mediatica sviluppata dal sindaco Tedde e dalla Coalizione di Centrodestra; infine, il segretario ha ritenuto di grande valore il risultato conseguito dalla lista dell’Ulivo, soprattutto se riferito al contributo di consenso, che egli ha valutato esiguo, portato dalle liste Verdi-Alghero Viva e Pcdi-Rifondazione». Una serie di tesi che stridono con le convinzioni maturate da Francesco Carboni. «Non condivido le analisi auto assolutorie – dichiara deciso - soprattutto di fronte ad un disastro elettorale di proporzioni così vaste. La sconfitta deve essere ascritta alla responsabilità di coloro – sottolinea - tra i quali non ultimo il segretario dei Ds, hanno costruito una candidatura che ora affermano non essere stata all’altezza della competizione elettorale. Quella candidatura è stata pervicacemente costruita dal segretario dei Ds oltre ogni ragionamento politico pur nell’evidente disparità con le previsioni di consenso assegnate al sindaco uscente. Non si è quindi voluto neppure provare a vincere; le scelte sono state altre, di fazione interna anche a costo del suicidio politico nel quale è stata trascinata tutta la coalizione. Un minimo di ragionamento e di coerenza politica avrebbe dovuto indurre il segretario cittadino dei Democratici di Sinistra a rassegnare immediatamente le proprie dimissioni, anche per evitare altri disastri al partito ed alla coalizione. Trovo, quindi, paradossale che egli possa ora candidarsi, con siffatte credenziali, a svolgere un ruolo positivo per il Partito Democratico». Un nuovo soggetto politico che, come già dichiarato in più occasioni, non trova il parere favorevole dell’onorevole Carboni. «Ho già detto di non essere appassionato al progetto e di sentirmi ancora meno coinvolto, se il gruppo dirigente verrà ancora così rappresentato. Tuttavia sono ancora un iscritto ai Ds, tale resterò finché vivrà il partito e fino ad allora – conclude - richiamerò la responsabilità diretta del segretario per il disastro in cui ha consapevolmente precipitato il partito stesso, l’Ulivo e la Coalizione di Centrosinistra».
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