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Red 6 ottobre 2017
Lutti o tumori, l'Aou insegna a comunicare
In programma nell´Aou di Sassari due corsi di formazione per consentire agli operatori l´acquisizione di competenze ed il miglioramento delle capacità relazionali
Lutti o tumori, l'<i>Aou</i> insegna a comunicare

SASSARI - Comunicare un decesso o una malattia grave è un momento estremamente delicato. Da una parte, può mutare drammaticamente la vita dei parenti del paziente deceduto; dall'altra, può comportare importanti risvolti, soprattutto psicologici, sulla persona e sui familiari che ricevono una notizia della malattia. In entrambi i casi, si tratta di una comunicazione che sarà ricordata per anni o anche per tutta la vita. Ecco allora, la necessità di acquisire competenze, strategie e protocolli utili a comunicare bene questo tipo di notizie. I due corsi in programma nell'Aou di Sassari hanno proprio questo obiettivo: migliorare le capacità relazionali e comunicative, così da far acquisire ai partecipanti maggiori competenze di analisi e risoluzione dei problemi che si possono presentare nei diversi contesti sanitari. Il primo, “La gestione emotiva e psicologica nella comunicazione di morte e dell'evento avverso”, è aperto ad operatori interni ed esterni all'Aou e prevede ancora due edizioni, martedì 7 novembre e martedì 12 dicembre. Il secondo corso, “Le parole che non dimentico: comunicare la malattia grave”, anch'esso aperto alla partecipazione di operatori esterni all'Aou di Sassari, vede in calendario le ultime due edizioni lunedì 6 novembre e lunedì 11 dicembre.

Numerosi i professionisti che in questi mesi hanno partecipato alle edizioni dei due cicli di formazione: in particolare, si tratta di medici di reparti che trattano le criticità ospedaliere legate all'emergenza-urgenza, ai quali si aggiungono gli infermieri dei vari reparti dell'Azienda ospedaliero universitaria. Durante i corsi, vengono affrontati i temi relativi alla gestione psicologica ed emotiva nella comunicazione di morte, il ruolo dell'operatore e la comunicazione ai familiari nel contesto clinico ospedaliero. Inoltre, si affronta la problematica connessa alla comunicazione di morte o di grave evento avverso sentinella. Si indicano le principali azioni per la comunicazione di un evento avverso, tramite un approccio aperto, onesto e trasparente con i pazienti e con i familiari, con i cittadini ed i mass media, come, ad esempio, potrebbe accadere dopo un intervento chirurgico che ha portato ad un esito infausto. E se da una parte si analizza il punto di vista dei parenti del paziente, dall'altro si tiene conto dello stesso operatore che, coinvolto nell'evento avverso, viene considerato spesso come una seconda vittima, colpita dalla sfiducia, dai timori delle ripercussioni, dalle paure di essere giudicati o di commettere nuovi errori.

Nei corsi non manca la discussione sulla dimensione etica della comunicazione, per capire quando si può parlare di buona comunicazione. Attraverso l'analisi delle considerazioni di pensatori come Epicuro, Tolstoj, Jonas, Dilthy, Gadamer, Guardini, Rahner, Arendt, Kass e Ricoeur, si offrono ai partecipanti spunti per una riflessione, anche interiore. Proprio perché i due tipi di comunicazione rimangono indelebili nell'esperienza emotiva di familiari e pazienti, esse richiedono non soltanto tatto, ma anche una formazione specifica, che consenta una comunicazione non improvvisata. È necessaria una preparazione adeguata che favorisce un atteggiamento umile e rispettoso dinanzi alla sofferenza percepita dalle persone coinvolte. I docenti dei corsi sono Fabrizio Demaria, Roberto Foddanu, Mario Oppes ed Antonella Virdis per “La gestione emotiva e psicologica nella comunicazione di morte e dell'evento avverso”, quindi Fabrizio Demaria per “Le parole che non dimentico: comunicare la malattia grave”. Informazioni e modalità di iscrizione sul sito internet dell'Aou di Sassari, sezione Formazione, Eventi in corso.
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