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Cor 14 luglio 2007
Dichiarazioni programmatiche di Marco Tedde
Dichiarazioni programmatiche di Marco Tedde

Signore e Signori Consiglieri,

si avvia oggi il nostro difficile compito di amministrare la città adempiendo al mandato che i cittadini di Alghero ci hanno consegnato.

Alghero e gli Algheresi hanno affidato alla coalizione di centrodestra, sardistas e dei movimenti il secondo mandato popolare ad amministrare la nostra città. Un incarico che costituisce contemporaneamente un onere ed uno straordinario onore che ci impone di continuare a profondere il massimo impegno per un lavoro che dovrà essere di alto profilo politico e istituzionale.

Sappiamo tutti che si tratta di un compito gravoso e non facile. Abbiamo, forse più di ieri, ben chiara la complessità dei temi che andremo insieme ad affrontare, dei bisogni della nostra popolazione, del nostro territorio, delle imprese, dell’articolato quadro economico, delle attese degli ospiti che scelgono la nostra città, delle aspettative riposte nelle istituzioni e, prima fra tutte, in quella comunale.

Abbiamo coscienza che dalle nostre scelte dipenderà non poco del futuro della nostra città e della nostra gente e, in particolare, dei giovani. Abbiamo la chiara percezione della delicatezza dell’ordito del tessuto socio-economico che caratterizza Alghero. E proprio perché ne abbiamo la consapevolezza il nostro mandato ci appare per quello che è: un compito da “far tremare le vene e i polsi”.

Ciò non di meno, questo sarà il nostro compito: un compito che richiederà forte impegno. Forte impegno a far prevalere costantemente le ragioni di tutti sulle ragioni di alcuni, a ricercare percorsi e soluzioni che non privilegino risultati immediati ma vadano ad individuare percorsi condivisi di più ampia e lunga prospettiva, a distogliere lo sguardo dall’interesse di parte per vedere l’interesse dell’insieme.

Insomma, un forte impegno da parte di tutti noi, maggioranza ed opposizione, pur nei diversi ruoli democraticamente assegnatici, nel comune intendimento, però, che i diversi ruoli ed impegni non possono non confluire in un unico obiettivo: quello di lavorare per il conseguimento del bene della città.

Siamo entrati nel terzo millennio, in una nuova era, con tutte le ansie, i timori ma anche le grandi speranze che l’umanità intera e quindi anche la nostra comunità in esso ripone.

Nella nostra città siamo a metà del guado di una stagione politica che per l'ampiezza e la complessità dei temi da affrontare ha rappresentato e dovrà continuare a rappresentare un punto di svolta nell’amministrare il quotidiano, così come nel programmare il futuro nostro e delle generazioni future. Ciò dovrà avvenire in sintonia con le pressanti esigenze della città e del territorio che hanno subito, nel corso degli ultimi trent’anni, profondi mutamenti come forse in nessuna altra parte dell’Isola è avvenuto. Alghero, porto di mare per tradizioni, cultura e identità, ha metabolizzato, nel bene e nel male, i cambiamenti che i tempi hanno dettato e di cui, forse, non sono ancora del tutto definiti i contorni.

Da qualche giorno abbiamo iniziato la seconda tappa di una straordinaria gara che ha preso le mosse dalla vittoria della coalizione di Centrodestra e Sardistas alle elezioni comunali del 2002. Una vittoria che ha consentito per la prima volta a questa coalizione di cimentarsi col governo della nostra Alghero e dimostrare agli algheresi qual’ è per noi il significato di un concetto a volte abusato: “buon governo”.

Dopo esserci candidati a cambiare l’agenda della politica algherese e a guidare la trasformazione di Alghero prendemmo in mano l’amministrazione di una città sfiduciata, a volte sfiancata e ripiegata su se stessa, stremata dalla gestione commissariale ma piena di risorse ed energie. Sognavamo di cambiare volto alla città, di migliorarla e di renderla più attraente. Sognavamo di far crescere le nostre imprese e l’occupazione, di migliorare la qualità della vita dei nostri concittadini e di far crescere l’offerta di servizi in quantità ma, soprattutto, in qualità. Sognavamo di vedere la nostra Alghero proiettata con orgoglio verso i prossimi decenni e di consegnare alle future generazioni una città migliore.

Col grande lavoro svolto nel primo mandato abbiamo iniziato a realizzare questo sogno e abbiamo convinto gli algheresi della serietà e bontà del nostro progetto politico.

Abbiamo lavorato innanzitutto per “rivoluzionare” la politica algherese, trasformandola in una politica fatta di obbiettivi strategici raggiunti nell’interesse di Alghero, di cose fatte e di attenzione verso l’interesse collettivo inteso come un vero e proprio faro che ha sempre guidato il nostro cammino.

La serietà della nostra azione amministrativa è stata prima apprezzata e poi apertamente sostenuta dalla grande area dei moderati algheresi che sono usciti allo scoperto premiandoci sotto il profilo elettorale e fungendo da costante stimolo per la nostra amministrazione.

La nostra coalizione è cresciuta, è maturata, ha metabolizzato positivamente la necessità dello stare insieme valorizzando le cose che uniscono rispetto ai punti di dissenso. ha allargato i suoi confini, ha accolto altre forze moderate che hanno i nostri stessi valori e assieme a noi hanno raccolto la sfida che ci vedrà proiettati verso la seconda parte di una stagione di buon governo.

Stiamo realizzando il sogno di “rigenerare” la città: stiamo lavorando per restituire ad Alghero ed agli algheresi quel ruolo che ci compete nel territorio ed in regione, partendo dalla valorizzazione del ruolo centrale del cittadino e della famiglia che costituiscono il fulcro delle politiche di sviluppo sociale ed economico.

E’ un’impresa ardua ma densa di soddisfazioni. Il sogno sta speditamente prendendo forma: lo stiamo toccando con mano. Le tessere del mosaico costituito dal grande progetto del centrodestra algherese si inseriscono una dietro l’altra. la città ha svoltato ed ha voltato pagina.


OBBIETTIVI GENERALI DI SVILUPPO

La stagione politica che vivono in questo momento il Paese e la nostra Regione, convulsa e intrisa di indeterminatezza, costituisce per i cittadini motivo di preoccupazione e origina un forte senso di disorientamento.

In questo contesto i valori legati alla stabilità e al riformismo, il quale, detto per inciso, è attività che appartiene a chi lo pratica e non attribuibile per definizione ad una parte, esaltano ancor più il percorso politico e quello amministrativo compiuti dalla coalizione che cinque anni or sono vinse le elezioni comunali nella nostra Alghero.

Per la prima volta la città ha avuto un Sindaco rimasto in carica per 5 anni, insieme con una coalizione forte e coesa. In ciò, finalmente, Alghero si è rifatta ad esempi più virtuosi come quelli di alcune grandi città come Milano, Roma e, per restare in Sardegna, Cagliari e Olbia.

Anima discreta, ma determinante, di questo successo sono stati i partiti della coalizione che, ben interpretando l’evoluzione che i tempi suggeriscono, hanno saputo distinguere il momento più squisitamente amministrativo da quello politico, avvicinando l’esperienza vissuta a quella di modelli delle democrazie occidentali più mature.

Abbiamo prima aggredito le ataviche incompiute: l’area ex SAICA, che dopo un’attesa di oltre venti anni in poco tempo abbiamo bonificato dall’amianto, l’abbiamo liberata da imponenti e maleodoranti ruderi pieni di topi e rifiuti e abbiamo realizzato un area di sosta per 600 auto che costituisce una ciambella di salvataggio per il traffico cittadino; l’area per gli insediamenti artigianali di Ungias – Galantè, i cui primi lotti sono stati assegnati ai nostri artigiani che li attendevano da 25 anni; la piscina, che intere generazioni di pallanuotisti e nuotatori ha atteso per decenni e che oggi è una splendida realtà che ha iniziato a funzionare.

Abbiamo messo in campo una strategia articolata e complessa ponendo al centro del nostro modello di sviluppo politiche rivolte alla riqualificazione della qualità urbana. Insomma, abbiamo lavorato tanto, ma tanto rimane da fare. Il sogno pian piano diventa realtà. Lo stiamo condividendo coi cittadini algheresi: si sta delineando una città migliore. Prende forma il sogno di una città moderna, con servizi all’avanguardia, con aree di sosta adeguate, servizi sociali efficienti. Una città in cui vi sia coesione e solidarietà fra cittadini e fra generazioni.

Siamo arrivati ad un buon punto del nostro cammino: abbiamo realizzato buona parte del nostro programma e del nostro grande sogno. Ma non ci vogliamo cullare sugli allori. Non vogliamo limitarci ad una pur produttiva azione di continuità. Nuove sfide ci attendono. Ci attende oggi, quindi, non la semplice e pur dovuta azione di continuità, ma una “stagione nuova”, un’occasione di rinnovato impegno per un lavoro che consenta alla nostra città di compiere la sua “continua evoluzione” di qualità, attraverso processi condivisi, in una visione di lungo periodo.

E’ nostra intenzione affrontare questo impegno con il più ampio spirito costruttivo e con l’unico intento di “servire” la città e favorirne lo sviluppo sociale, culturale ed economico. Dobbiamo completare il lavoro iniziato. Dobbiamo avviare i progetti che abbiamo predisposto: il parcheggio interrato di Pazza della Mercede che verrà realizzato con una procedura di Project financing; la rotatoria posta all’incrocio fra Viale Burruni e la Strada dei Due Mari, già appaltata; il mercato del pesce in area portuale; il grande progetto di riqualificazione del verde cittadino; la riqualificazione del vecchio Quarter, i cui lavori inizieranno a breve con un investimento di circa € 9 milioni; la prosecuzione della Passeggiata Barcellona; da qualche giorno sono iniziati i lavori nel vecchio Ospedale, esempio negativo per decenni ed oggi elemento fortemente simbolico della rinascita della nostra città.

Ma abbiamo anche i progetti per la riqualificazione del Lungomare Dante, della via Sassari e per il definitivo assetto del Piazzale della Pace. Abbiamo idee, vediamo il futuro della città.


RUOLO DELLA CITTA’ NEL TERRITORIO

Il riconoscimento del diritto di Alghero a recitare un significativo ruolo nel contesto provinciale, un po’ da tutti riconosciuto, pare, talvolta, rimanere una buona dichiarazione d’intenzioni piuttosto che una vera e propria pratica.

Da qualche tempo vi sono enti che per motivi di schieramento si atteggiano in maniera che ben poco ha a che fare con la giusta collocazione della nostra città nell’ampio scacchiere decisionale del territorio. Paiono prevalere visioni limitate e limitanti dell’autonomia dell’Ente locale, per il vero applicate anche ad altre località, e la pervicace ed errata determinazione a neanche “sentire” la voce di Alghero. Anche la riduzione della competenza territoriale della provincia di Sassari, ridotta in superficie ed in peso economico con la costituzione della nuova provincia gallurese, avrebbe dovuto indurre questi enti a rivalutare la presenza della città di Alghero. Ciò non è stato, e testimonianza ne sia l’intendimento, parzialmente sventato da Alghero, di utilizzare da parte del Laboratorio Provinciale per i Piani Integrati l’isola dell’Asinara come immagine turistica per l’intera provincia ed il tentativo della Provincia di ottenere lo scioglimento del patto che aveva consentito agli algheresi di fruire dell’ex caserma dei Carabinieri e del retrostante spazio, una volta ricettacolo di ferraglie e amianto racchiuso da un muro ed ora diventato piazza Pino Piras, cioè palcoscenico della nostra canzone popolare.

Ciononostante Alghero, siamo convinti, non può rinunciare al ruolo che le compete e che, di fatto, comunque, continua a svolgere nel territorio. Si dovrà, quindi, svolgere una forte azione politica che dia voce e corpo al peso che la città riveste con le sue strutture aeroportuali, portuali, turistiche, commerciali, imprenditoriali, per non parlare di quelle ambientali che, come a tutti è noto, rappresentano eccellenze di livello internazionale.

L’ottica d’azione non può non riferirsi al contesto territoriale dell’area compresa nel triangolo Alghero – Sassari – Porto Torres ed estesa ai centri limitrofi senza vincoli di confini provinciali nella consapevolezza che i problemi di fondo dello sviluppo e della qualità dei servizi possono essere risolti soltanto in un contesto territoriale più ampio.

La stessa programmazione regionale si muove, pur con tutte le distonie sopra rappresentate, verso l’individuazione di aree territoriali omogenee per interessi, per opportunità, per sistemi relazionali di carattere economico, sociale e di servizio ormai consolidati.

L’area territoriale rappresenta, perciò, l’ambito entro il quale è indispensabile collocare i progetti, le opportunità di sviluppo, gli interventi infrastrutturali, svolgendo un ruolo propositivo che deriva dalla consapevolezza che esistono nel territorio condizioni di fondo tali da costituire un elemento decisivo per favorire nuove e più avanzate forme di armonizzazione e di interrelazione.

Non è, infatti, più possibile pensare ad infrastrutture essenziali quali i porti, l’aeroporto, le ferrovie, la rete viaria, ecc. in termini limitati all’ambito comunale, senza correre il rischio di inutili dispersioni e di dannose concorrenze.

La presenza di insediamenti industriali ed artigianali, di strutture ricettive, di vaste aree irrigue, di servizi qualificati, di numerose attività dei vari settori produttivi, indice di dinamismo imprenditoriale, colloca questa area in una condizione di base favorevole, che deve però essere messa a frutto con decisioni e progetti che superino i confini strettamente municipali.

In tale ottica, la vastità e complessità dei temi relativi allo sviluppo economico e l’individuazione degli interventi necessari anche per contribuire al superamento, già avviato, di una fase recessiva, saranno affrontate con un serio e puntuale confronto per utilizzare al meglio tutte le risorse disponibili e puntare a risultati globali di “bacino”, superando gli ambiti municipali, le cui esigenze saranno, in ogni caso, privilegiate.

Nel riportare, di seguito, alcune indicazioni sintetiche degli obbiettivi prioritari, ribadiamo l’urgenza di stimolare la partecipazione dei cittadini all’attività amministrativa, come condizione fondamentale perché sia colmato il vuoto spesso esistente tra la popolazione e le Istituzioni in senso generale. E’, infatti, nel massimo coinvolgimento non solo delle forze politiche, sociali e delle forme di volontariato, ma dell’intera cittadinanza che si fonda la possibilità di consolidare quanto svolto in questi cinque anni di governo e di avviare una nuova fase per la città proiettata nel terzo millennio.


PIANO STRATEGICO

Dobbiamo approvare il Piano Strategico sul quale tutti gli attori del territorio, istituzionali, economici, sociali, culturali, le associazioni e semplici cittadini hanno lavorato per un anno e mezzo. Il Piano è pronto, attende solo il “placet” del Consiglio Comunale. Contiene le linee di sviluppo che debbono governare la costruzione dell’Alghero dei prossimi decenni. Prevede assi strategici, obbiettivi e progetti per l’Alghero del 2020.


PUC

Assieme al Piano Strategico dobbiamo approvare il PUC, del quale la maggioranza ha approvato le linee guida ed ha elaborato gli obbiettivi per lo sviluppo della città che il tecnico incaricato sta traducendo cartograficamente. La mancata adozione del P.U.C. costituisce senza dubbio un limite all’azione programmatoria dell’Amministrazione. E’ vero, avremmo preferito approvarlo nel corso della scorsa legislatura: ma non era obbiettivamente possibile. Nel 2002, all’atto del nostro insediamento, trovammo una ipotesi di PUC che l’amministrazione Sechi propose nel 1998. Tale proposta di PUC era stata respinta dalla sinistra cittadina con un documento che ne ostacolò l’approvazione in Consiglio Comunale. Quel PUC nel 2002 era vecchio e inadeguato e siamo stati costretti a lavorare per rinnovarlo completamente, innanzittutto risolvendo i problemi legali che pendevano tra progettista e amministrazione.

Solo nel 2003 siamo riusciti a risolvere la vecchia causa civile tra l’amministrazione ed il progettista che da allora ha iniziato ad aggiornare gli studi di riferimento. Abbiamo quindi dato incarico a Sviluppo Italia di disegnare gli scenari di sviluppo turistico e quando lo studio ci è stato consegnato ed avremmo quindi potuto iniziare a predisporre il PUC è arrivato il “decreto Salvacoste” (agosto 2004) che ha paralizzato tutta la pianificazione urbanistica in itinere fino all’approvazione del PPR avvenuta alla fine del 2006. Nel frattempo il Consiglio Comunale ha approvato le linee guida del PUC che contengono le valutazioni e gli indirizzi cui si sta attenendo il progettista, che sta predisponendo la cartografia necessaria.


MOBILITA’

Una mobilità adeguata rende la città più vivibile, con un alta qualità della vita. E’ risaputo che l’accessibilità comunale ed urbana (micro accessibilità), che comprende le relazioni sia tra diversi insediamenti dell’intero territorio comunale (residenziali urbani, rurali turistici, produttivi e di servizio di livello superiore) che quelle all’interno dei contesti edificati più intensivi (Centro Storico-Alghero centro urbano – fascia costiera) presenta, seppur con intensità diversa, molti fattori di criticità sia di rete (inadeguatezza fisica delle infrastrutture viarie) che puntuali (intersezioni), specie nel periodo estivo quando il flusso turistico raggiunge la sua maggiore concentrazione. Il sistema viario, infatti, non è in grado di soddisfare la forte domanda di mobilità specie nei collegamenti longitudinali tra i due versanti costieri a nord e sud di Alghero città.

Analoghi fenomeni di congestione sono presenti nel centro urbano sia per la mancanza di una gerarchizzazione funzionale della rete che regoli i flussi di traffico secondo gli spostamenti origine destinazione prestabiliti che per una insufficiente dotazione odierna di aree per la sosta.

La conformazione dell’assetto infrastrutturale in ambito urbano ed in particolare l’assenza, allo stato attuale, di un asse esterno di collegamento delle diverse zone della città determina, nelle ore di punta e a maggior ragione nel periodo estivo, notevoli fenomeni di congestione del traffico nelle vie principali di attraversamento (vedi via XX Settembre, via Giovanni XXIII, via Sassari, via Garibaldi, Via Vittorio Emanuele, via Don Minzoni). Questi flussi, non potendosi sfogare verso l’esterno, si convogliano necessariamente verso l’interno, stressando oltremodo queste vie e generando nelle loro intersezioni problemi di code ed elevati perdite di tempo.

L’obiettivo principale della razionalizzazione delle rete infrastrutturale è dunque l’alleggerimento del traffico longitudinale nord-sud di attraversamento litoraneo (in una prospettiva di riqualificazione ciclopedonale dell’itinerario), spostando il flusso di attraversamento verso un asse di circonvallazione esterno al margine urbano edificato, ottenendo il duplice risultato di diminuire i tempi per gli spostamenti nord-sud e di diminuire notevolmente il carico veicolare nel centro città.

Abbiamo fatto uno studio sull’impatto dell’asse di circonvallazione sull’intera rete urbana che ha evidenziato un netto miglioramento della viabilità urbana nel suo complesso sia in termini di tempi di percorrenza che di velocità medie nella rete, rafforzando così l’idea di quanto una carenza infrastrutturale di questo tipo incida fortemente nell’intera viabilità urbana.

In assenza di interventi regionali e provinciali questa Amministrazione ha preso l’iniziativa per risolvere queste problematiche, avviando la fase progettuale avvalendosi delle nostre professionalità interne, alla quale dovrà seguire in tempi accettabili una fase esecutiva col supporto finanziario degli enti competenti.

I nostri tecnici stanno progettando un tratto di strada urbana che si configura come l’asse esterno di collegamento tra la parte sud della città, zona urbana ad elevata densità residenziale (ove risiedono circa 20.000 abitanti), con il resto del territorio cittadino, caratterizzato dalla presenza di gran parte dei servizi di interesse generale e delle attrezzature presenti in città (aeroporto, ospedali, spiagge, zona sportiva, ecc.), nonché con le vie di comunicazione verso il resto del territorio.

In particolare tale strada collegherà la SS 292 (strada per Villanova), all’altezza dell’intersezione con Viale della Resistenza (strada per Bosa), e Via Vittorio Emanuele (strada per Sassari), all’altezza dell’intersezione con la Via Simon Mossa (quartiere La Petraia). Detta strada intersecherà nel suo percorso due strade storiche dell’agro algherese, Via Carrabuffas, in località Caragol, e Via Valverde, in prossimità del margine urbano, attraversando la fascia olivetata a ridosso del margine urbano edificato. Nonostante questo ramo di circonvallazione sia previsto dal P.R.G.C. vigente, nel suo percorso si trovano attualmente diversi manufatti, ragione questa che comporta, necessariamente, una rivisitazione del tracciato stradale.

La nuova strada, per il ruolo che svolge nell’assetto viario cittadino, si configurerà come una strada urbana di scorrimento. Conseguentemente le caratteristiche geometriche, previste dal regolamento viario approvato contestualmente al PGTU e conformi alle norme del CNR, saranno le seguenti:

due carreggiate separate da spartitraffico

doppia corsia per carreggiata

marciapiede su ambo i lati

ingombro complessivo 20.50 m (30.50 m in caso di aree di sosta laterale)

La lunghezza complessiva sarà variabile in funzione del tracciato che si intenderà realizzare; comunque, a livello indicativo la strada si estenderà per circa 1.800 – 2.000 metri.

In virtù dell’elevato flusso veicolare che inciderà sul nuovo asse di collegamento, particolare attenzione dovrà essere riservata all’intersezioni con la viabilità esistente e con gli accessi privati. Al fine di assicurare la massima sicurezza e scorrevolezza si presume che dovranno essere realizzate intersezioni a rotatoria con le strade summenzionate.

Il costo di costruzione complessivo, stimato in base ai costi standardizzati pubblicati dall’Autorità per la vigilanza sui lavori pubblici, sarà pari a 3.3/3.5 milioni di euro che dovranno essere reperiti con l’intervento doveroso della Regione e della Provincia.

A questa iniziativa di forte impatto sulla mobilità cittadina è necessario associare la svolta culturale che verrà prodotta da una adeguata rete di piste ciclabili. Il Piano è pronto da diversi mesi e attende il lasciapassare del Consiglio Comunale. Lo strumento punta a migliorare la sicurezza dei pedoni e dei ciclisti, a ridurre il traffico, a incoraggiare i turisti non motorizzati, a dare una risposta al problema dei parcheggi e ad accogliere in modo adeguato i diversamenti abili.

E’ evidente che il tema mobilità non si esaurisce con le due misure ora illustrate, ma esso è ben sviluppato nel PUT che deve essere gradualmente attuato e che prevede sufficienti aree di sosta. In questo contesto è preciso impegno dell’Amministrazione sollecitare gli Uffici, che in queste impegnative azioni sono supportati da professionalità esterne, a portare a termine in tempi brevi la procedura di Project Financing avviata per la realizzazione del parcheggio interrato di P.zza della Mercede e quella relativa all’intervento pubblico di riqualificazione dell’area di via Mazzini-via Cagliari. Analogo impegno verrà profuso per la definitiva sistemazione del Piazzale della Pace che conterrà circa 1000 posti auto interrati.


TURISMO

Per quanto Alghero possa vantare, e non è poca cosa, una sorta di primogenitura nel settore turistico isolano, ciò non basta a garantire alla nostra città un sicuro e tranquillo avvenire. Il turismo, infatti, giustamente definito come l'industria più importante a livello mondiale del futuro prossimo, è un fenomeno in continuo divenire che non consente a nessuno rendite di posizione e che richiede invece sempre nuovi riposizionamenti non solo strutturali ed infrastrutturali ma anche culturali. La situazione di Alghero, in questo senso, è preoccupante in quanto non sembra che le strutture da una parte e le infrastrutture dall'altra siano in grado di tenere il passo con i tempi sia sotto il profilo qualitativo sia sotto quello quantitativo. Pur rifuggendo da logiche monocolturali, il turismo è da ritenere risorsa fondamentale per l'economia della città.

La valenza intersettoriale del turismo deve vedere impegnata l'Amministrazione a ricercare intese fra i soggetti pubblici ed imprenditoriali per la realizzazione di infrastrutture e servizi aggiuntivi capaci di attrarre nuovi flussi turistici e rivalutare 1' immagine complessiva della città.

In tale contesto, il rilancio dell'aeroporto, l'attivazione del Palazzo dei Congressi, la viabilità interna ed esterna, i collegamenti, il decoro e 1'arredo urbano, i servizi in genere, rappresentano finalità prioritarie in grado non solo di rilanciare il turismo, ma di migliorare la qualità della vita per l'intera cittadinanza.

Alghero è una città viva, piena di energie e di idee. Punto di riferimento di tutta la Sardegna per la sua innovazione e vivacità e porta del turismo sardo. E’ evidente la necessità di continuare il lavoro avviato per sviluppare una maggiore vocazione turistica sia a livello infrastrutturale, sia a livello di cultura dell’accoglienza.

Da qui la necessità di interventi mirati, con particolare riferimento all’ incentivazione al potenziamento e alla riqualificazione delle strutture ricettive e pararicettive esistenti e alla creazione di strutture nuove, campi da golf e Centri Benessere, condividendo con la Regione un’interpretazione e un’applicazione della vigente disciplina paesaggistica che vada oltre i vincoli e le limitazioni latenti e manifeste e pur sempre dannose. Peraltro, costituisce per la Regione impegno formale la restituzione dell’azienda di Surigheddu ad un utilizzo agricolo con l’inserimento armonico di strutture ricettive a rotazione d’uso e centri benessere.

Bisogna proseguire nell’attività di promozione del turismo congressuale, iniziata con l’ avvio su nostra iniziativa del Convention Bureau Alghero Città Congressi, un ufficio che si occupa di promuovere la città di Alghero come sede di congressi e che ha ottenuto il riconoscimento ufficiale da parte della Regione Sardegna.

Dobbiamo continuare a promuovere l’offerta di location per la realizzazione di produzioni cinematografiche, televisive, spot pubblicitari o documentari che è stata già avviata su nostra iniziativa con l’istituzione di un apposito sportello Film Commission.

E’ necessario impegnarsi di più sullo sviluppo del turismo sportivo, in particolar modo quello degli sport estremi, quelli nautici, motoristici e dello sport all’area aperta, che pur generando piccoli flussi turistici per lo più destagionalizzati creano un’immagine particolarmente interessante della città.

Dobbiamo lavorare per costruire un progetto pilota per favorire l’emersione del sommerso e la gestione imprenditoriale del mercato delle seconde case.

Dobbiamo incrementare le azioni mirate di marketing.

Nel centro urbano insiste il manufatto del Gran Hotel ESIT, da anni destinato a scuola, che potrebbe essere restituito alla sua funzione originaria attraverso una opportuna riqualificazione. A questa potrebbe seguire il ripascimento della spiaggia antistante la torre Sulis. Alghero avrebbe, così, una spiaggia in P.zza Sulis, in pieno centro !

A breve prenderà vita il STL, che noi abbiamo forgiato e modellato fin dal 2003, strumento per mettere a sistema tutte le iniziative di promozione e sviluppo del nord-ovest della Sardegna. Un’associazione tra soggetti pubblici e privati, espressione di un ambito territoriale omogeneo, capace di definire un’offerta integrata degli attrattori del territorio, come i beni ambientali, i beni culturali e le produzioni locali. Il ruolo del nostro Comune e degli Enti Pubblici all’interno di questo organismo dovrà essere di indirizzo e controllo. Ma è soprattutto l’impresa turistica che dovrà avere nel STL il ruolo di guida attenta e competente e di propulsore gestionale. Non dobbiamo correre il rischio che questa importante realtà assuma i connotati del vano carrozzone politico. Da questo fondamentale ruolo attribuito ai privati deve partire una fase dinamica di intelligenti sinergie tra pubblico e privato che renda più agevole il raggiungimento degli obbiettivi di politica turistica.

Anche l’attuazione graduale del Piano delle Piste Ciclabili, di cui ho fatto menzione nel precedente paragrafo, oltre a contribuire a migliorare l’ambiente e la viabilità cittadina costituirà concreto attrattore di flussi turistici legati all’utilizzo della bicicletta.


ALGHERO PALCOSCENICO INTERNAZIONALE PERENNE

Una delle sfide della prossima amministrazione cittadina sarà quella di trasformare Alghero in un grande palcoscenico internazionale. L’organizzazione di spettacoli tutto l’anno permetterebbe ad Alghero di porsi come ideale vetrina capace di catalizzare la domanda di turismo, anche interno all’isola, e potrebbe rivitalizzare il tessuto urbano anche attraverso la creazione di posti di lavoro e di indotto economico.


DECORO URBANO E SISTEMA DEL VERDE

Decoro e verde sono due aspetti irrinunciabili della dignità della città.

Alghero ha un territorio sconfinato, circa 230 Km.2, che i nostri pochi giardinieri e manutentori non possono seguire al meglio. E’quindi necessario, per quanto possibile, ridurre il campo di intervento di queste limitate, anche se validissime, risorse umane. Un primo modo per raggiungere questo obbiettivo è REALIZZARE gli interventi di riqualificazione straordinaria programmati sul verde cittadino (parchi di M. Pia, Tarragona, Manno, la Pietraia, alberate di via Giovanni XXIII) finanziati con oltre € 6.000.000, che inizieranno entro pochi mesi ad essere attuati. Queste aree verdi conterranno attività e servizi che renderanno appetibile per i privati la loro gestione e manutenzione, cosa che consentirà ai nostri giardinieri di dedicarsi ad altre aree. E analogo impegno crediamo debba essere riposto in alte aree verdi, impiegando sufficienti risorse comprese quelle della L.R. 37 delle prossime annualità.

Altro strumento che vogliamo mettere in campo è la manutenzione delle aree verdi gestita da imprese private e associazioni in cambio dell’apposizione nei siti di pubblicità. Un interessante esperimento è stato avviato all’inizio di questa legislatura con gli scout cittadini in relazione al Parco Baden Powell.


CULTURA

L’identità di Alghero è strettamente legata all’immagine di una realtà dinamica e produttiva. L’attività culturale deve continuare ad essere un aspetto strategico fondamentale per rilanciare l’animazione cittadina, offrire opportunità lavorative e creare indotto.

Per realizzare questi obiettivi sono necessarie alcune tipologie di interventi:

sviluppare in modo sistemico sotto l’ombrello giuridico di un apposito organismo l’offerta dei monumenti fruibili e della realtà museale algherese integrandola con l’apertura del Museo della città e del museo del Corallo ;

promuovere premi e borse di studio internazionali per ricerche e studi mirati alla divulgazione e alla valorizzazione del patrimonio culturale algherese;

sostenere eventi di respiro internazionale in un’ottica attenta alla qualità e alla diversificazione dell’offerta;

offrire condizioni ambientali e incentivi economici ad artisti e studiosi che intendano utilizzare Alghero come ideale palcoscenico e base operativa di riferimento per iniziative culturali di particolare rilievo capaci di rilanciare l’immagine cittadina a livello internazionale;

sostenere lo studio del patrimonio culturale di Alghero nelle scuole;

ottenere il trasferimento da parte della Regione dell’”ex Cotonificio” per utilizzarlo come “fucina culturale”.


LA SPECIFICITÀ LINGUISTICA DI ALGHERO

Il problema delle lingue minoritarie ha, evidentemente, diffusione mondiale e riguarda innumerevoli e diverse situazioni che pur nella loro eterogeneità e complessità presentano talvolta notevoli affinità.

Lo studio e l’esame di alcune di queste diverse situazioni, nel loro evolversi, hanno fatto emergere delle “sequenze” che hanno permesso l’individuazione di momenti, tratti e meccanismi che, in un qualche modo, si ripetono e, nel loro ripetersi, mostrano forti somiglianze.

Ciò ha consentito, nonostante i diversi contesti storici e culturali anche legati ad aree geograficamente molto distanti, che a situazioni sociolinguistiche molto diverse si potessero dare letture con alcune costanti da cui originare medesimi campi d’intervento.

Uno dei passaggi comuni che caratterizzano il prevalere di una lingua su di un’altra è quello per cui la lingua posseduta da chi detiene il potere economico e politico tende, in un periodo più o meno lungo, a rendere marginale qualsiasi altra lingua parlata in quel territorio ed , infine, a sostituirla definitivamente relegandola ad una marginalità priva di prestigio.

Il fenomeno, per altro, non risulta spesso contrastato da chi detiene la lingua minoritaria. Anzi, spesso, si è assistito ad una corsa all’abbandono della vecchia lingua in favore della nuova dominante, quasi a non essere coinvolti, anche i parlanti, nella sconfitta storica della lingua emarginata. Sconfitta che viene percepita spesso anche in termini di prestigio sociale.

Oggi, quasi col senno del poi, possiamo definire questo comportamento, in particolare il sentimento di vergogna per la lingua dominata, come frutto di pregiudizio, però possiamo constatare come ancora in alcune fasce sociali tale pregiudizio persista con quelle conseguenze che sono sotto gli occhi di tutti: genitori che non trasmettono il proprio patrimonio linguistico ai figli; insegnanti che penalizzano chi si esprime in dialetto.

Dunque, uno dei problemi principali per una lingua minoritaria è di vincere il pregiudizio che il suo uso comporti la squalificazione culturale e sociale del parlante.

Tra gli strumenti più adeguati per risolverlo vi è certo quello di far acquisire all'utente della lingua, cioè al comune cittadino, la consapevolezza del valore della lingua minoritaria, di far comprendere che quest'ultima non è inferiore a quella ufficiale, semmai che, rispetto ad essa, è solo storicamente meno fortunata.

Indispensabile, pertanto, appare l'azione di rieducazione in tal senso che può essere offerta dalla scuola.

Ma, a parte questa fondamentale azione, crediamo non si possa più guardare al fenomeno in questione con occhi timorosi, e con spirito di rimpianto. Dobbiamo renderci conto che qualsiasi azione si possa immaginare deve essere calata nella realtà che, bella o brutta, condivisibile o meno, anima comunque il terzo millennio. Ma che, quasi paradossalmente, proprio la globalizzazione a cui tutti guardano, a volte con esagerato ottimismo, altre con esasperata avversione, tende a rivalutare e a far ritrovare il senso di quei fermenti culturali, e quindi anche linguistici, che hanno sofferto di emarginazione. Tendono cioè a individuare in essi momenti di particolare arricchimento, non per quel preciso popolo e luogo, ma veramente per l’umanità intera.

Questa circostanza deve costituire, a nostro avviso, il vero e proprio motore per una nuova visione delle lingue minoritarie, per la loro collocazione, per la loro salvaguardia e la loro promozione.

Insomma, per venire alle questioni di casa nostra, il catalano di Alghero deve essere una lingua proposta con convinzione verso tutti coloro che intendono avvicinarsi alla nostra cultura, al nostro ambiente naturale, alla nostra città, alla nostra gente.

In questa direzione devono andare i nostri sforzi di amministratori della città, e in questa direzione io chiedo a tutti voi suggerimenti e consigli.

Siamo comunque persuasi che il Catalano di Alghero, che rappresenta parte preponderante del nostro corredo cromosomico identitario, debba essere tutelato con grande convinzione aderendo con attenzione ed equilibrio alla vigente legislazione ed integrando in quest’ottica la normativa d’autonomia dell’ente locale. Sarà anche opportuno istituire una responsabilità assessoriale che possa pianificare le iniziative istituzionali destinate a promuovere l’uso della lingua avvalendosi del contributo di competenza e professionalità delle Associazioni che si occupano della sua promozione.


VALORIZZAZIONE DELL’AMBIENTE

I valori paesaggistici del territorio algherese, insieme alle peculiarità ambientali ed alle secolari tradizioni culturali costituiscono un’importante risorsa la cui tutela e valorizzazione deve essere posta al centro delle azioni di gestione del territorio stesso da parte dell’Amministrazione. Le aree protette costituiscono uno straordinario attrattore turistico.

Vi è stato nel corso dell’ultimo decennio l’affermarsi del convincimento che l’ambiente e la sua tutela dovessero cercare e trovare giustificazioni economico-contabili, ad esempio nel perseguire lo sviluppo o la crescita economica del territorio che ospita l’ambiente meritevole di tutela.

Nel perseguire questo nobile intento, che non conterrebbe in sé e per sé niente di male, si è giunti poi, in altri territori, a dover giustificare qualsiasi intervento sull’ambiente solo se ed in quanto foriero di crescita economica. Ciò impone, a mio avviso, la necessità di riposizionare il timone per la giusta rotta: la tutela dell’ambiente è un valore in sé. Può e deve trovare anche occasione per la crescita economica e lo sviluppo, ma non necessariamente questi obbiettivi devono essere fondanti per giustificare un intervento a difesa dell’ambiente. Insomma, per la questione ambientale l’approccio non può essere solo ragionieristico e misurabile con i concetti che governano il PIL. Il miglioramento dell’ambiente non deve avvenire solo se incrementa i dati del prodotto interno lordo del territorio interessato all’azione di tutela. Mi viene da dire di più: è lo stesso concetto di crescita che deve essere rivisto ancorandolo in modo più deciso al concetto di “qualità della vita” e disancorandolo dai soli parametri economico-contabili nei confronti dei quali deve essere mantenuto un alto livello di attenzione ma che non possono essere considerati l’unico “movente”.

La vera scommessa oggi è, invece, quella di conseguire una miglior qualità di vita che s’accompagni alla crescita economica.

La nostra città ha seguito, almeno in parte, questi principi quando ancora la questione ambientale non era in agenda, ed ha preservato il suo territorio sostanzialmente integro, rinunciando, in alcuni casi, ad abbaglianti proposte di crescita e di (falso) sviluppo.

Alghero, infatti, sposò sin dal nascere l’idea dell’istituzione delle aree protette seguendo quella coscienza, o forse istinto, che oggi chiamiamo ambientalista, e che già era presente e radicato nell’animo della sua popolazione senza necessità di Piani regionali urbanistici paludati da forme e riti di strumenti di tutela paesaggistica .

La città, prima in Sardegna ad aprirsi al fenomeno turistico (sono degli anni 50’ le prime correnti turistiche straniere stabili, ad esempio quella degli inglesi ), evitò che questo fenomeno del “falso sviluppo” la travolgesse e, soprattutto, travolgesse le sue coste originando situazioni di compromissione irrimediabili, sia sotto il profilo paesaggistico sia sotto quello storico e culturale come avvenuto in altre parti d’Italia e della nostra stessa Sardegna.

Così, ancora oggi, e forse più di ieri, la città può vantare con orgoglio la sua specificità linguistica, la sua storia, la sua cultura insieme alla bellezza sostanzialmente intonsa delle sue coste.

Se quindi la forte attenzione mostrata dalla città alle emergenti problematiche ambientali ha trovato naturale sbocco nell’accettazione dell’istituzione di aree protette, è da dire che le aspettative relative alla loro istituzione sono sì certamente quelle legate alla difesa dei luoghi, ma anche quelle di un contributo atto ad originare opportunità di sviluppo sostenibile.

In quest’ottica, l’Amministrazione di Alghero persegue con tenacia una crescita ordinata e rispettosa, cercando di migliorare giorno per giorno la qualità dei suoi spazi urbani, ma anche attraverso la cura e la valorizzazione della sua fascia costiera ed in particolare delle sue spiagge.

Alle occasioni di sviluppo e crescita si legano, ovviamente, nuove opportunità di lavoro per i nostri giovani che non si debbono esaurire nel comparto, sia pur importante, dell’industria alberghiera, ma proprio sottolineando il valore aggiunto della crescita culturale dei nostri ragazzi cerchi di trovare ed aprire spazi che vadano a cogliere questa crescita.

In questo contesto dobbiamo avviare il processo di aggregazione tra l’industria turistica, il parco e l’area marina. Il territorio Algherese, tra i più salvaguardati dell’isola, non deve rimanere una potenziale risorsa ma deve diventare una risorsa utilizzabile: la tutela ambientale non un freno per lo sviluppo turistico ma un suo punto di forza; l’ambiente un tessuto sul quale costruire lo sviluppo e l’occupazione.

Credo sia arrivata anche l’ora di realizzare un marchio dei prodotti locali ed in particolare un marchio dei prodotti Parco – Area Marina volti anche a creare un legame con il turista.


IL SISTEMA PORTO

Il porto di Alghero va considerato come vetrina della città e, proprio per questo, ha necessità di un’attenzione del tutto particolare. Ha enormi potenzialità fino ad oggi inespresse a causa di una gestione regionale improntata all’improvvisazione ed oggi parzialmente frustrate da incomprensibili balzelli che deprimono il diportismo.

Esso costituisce una delle più vivaci realtà di ricettività turistica portuale della Sardegna. In questa visione Alghero non potrà non recitare un ruolo di primo piano. Alghero, insieme a poche altre città sarde, per quanto riguarda la nautica gode di una situazione di privilegio possedendo il porto “in casa” e quindi può offrire al turismo del settore le migliori condizioni.

Ma questo potrà accadere solo con l’approvazione da parte della Regione del Piano Regolatore del Porto che noi stiamo predisponendo, e con la nascita di una società mista che possa svolgere il ruolo di cabina di regia nella gestione del porto. Tutto ciò col coinvolgimento degli operatori che sino ad oggi hanno assicurato la funzionalità della struttura e il cui ruolo sarebbe ingeneroso disconoscere.

Bisognerà comunque pensare ad un’entità che sia in grado di progettare il futuro del porto di Alghero fuori dagli schemi di interessi particolari , per garantire e coniugare la qualità della proposta con la creazione di nuove opportunità di lavoro.

E comunque sempre col coinvolgimento dei diportisti e dei pescatori locali, che, si deve ricordare, hanno costituito sino ad oggi la molla per la crescita del porto.


INDUSTRIA

Particolare attenzione deve essere riservata alla sistemazione dell’area industriale di S. Marco, collaborando con l’ASI per risolverne le carenze strutturali e creando le premesse per una ripresa di attività produttive compatibili con le risorse del territorio.

Non può essere dimenticata in questa fase la particolare valenza turistica della città che impone anche per gli insediamenti a carattere industriale problemi di compatibilità e di impatto ambientale.


ARTIGIANATO

La mancata realizzazione delle aree per gli insediamenti produttivi a carattere artigianale ha costituito per tanti anni un vero e proprio laccio al collo delle imprese cittadine che non hanno potuto realizzare quei programmi di sviluppo e di innovazione anche tecnologica che i tempi richiedevano.

Ciò ha comportato la perdita di occasioni forse irripetibili per la nostra città per la crescita dell'occupazione e per l'acquisizione di una necessaria mentalità imprenditoriale. Tutto questo avveniva nel mentre che altri comuni, anche vicini, operavano in questa direzione creando di fatto un “gap tecnologico” a sfavore del comparto produttivo algherese difficilmente colmabile.

Dopo attese andate puntualmente deluse per circa 20 anni, questa Amministrazione è riuscita a dare concrete risposte alle esigenze di insediamento per le attività produttive degli artigiani.

Nella zona di Ungias-Galantè, infatti, sono state ultimate le opere per la realizzazione delle infrastrutture a supporto dell’area artigianale e si stanno completando le procedure per l’assegnazione dei lotti.

L’approntamento dell’ area PIP, pur rappresentando uno dei fondamenti dello sviluppo del comparto artigianale, non esaurisce le azioni che l’Amministrazione dovrà attuare. Fin da ora dobbiamo pensare al suo ampliamento e al miglioramento della sua accessibilità che ci vengono richieste dai nostri artigiani che costituiscono fonte di ricchezza ed occupazione per il territorio.


COMMERCIO

Una delle prime decisioni in materia del nuovo Consiglio Comunale riguarderà il Piano del Commercio, definito da oltre tre mesi.

La sistemazione e le migliorie apportate nel centro storico e con il piazzale della Pace, così come le azioni di animazione, hanno contribuito non poco al decollo di nuove attività che hanno saputo assicurare certamente una migliore somministrazione di servizi. Ma ciò non è sufficiente: affrontare una nuova politica di incentivazione del turismo significa anche promuovere la rinascita del tessuto commerciale e produttivo cittadino, tradizionalmente legato alle attività dei piccoli esercizi commerciali e all’artigianato artistico. Da qui l’esigenza di concentrare l’azione politica su alcuni punti imprescindibili:

incentivare la politica consortile fra negozianti mediante appositi e mirati sostegni promozionali e di marketing, con particolare riferimento alle aperture notturne e festive e all’organizzazione di eventi speciali;

creazione dei centri commerciali naturali e in questo senso una particolare attenzione andrà data al nostro centro storico;

incoraggiare lo sviluppo di negozi specializzati nella produzione e nella vendita di prodotti tipici, artigianali e di pregio organizzazione premi e riconoscimenti, collegati a grandi manifestazioni ad hoc, per promuovere il nesso identità artistica/sviluppo;

promuovere l’immagine di Alghero trasformandola in grande vetrina di tutti in prodotti sardi e dei paesi mediterranei ai quali è così offerto un importantissimo sbocco commerciale.


AGRICOLTURA

Vale la pena di sottolineare come al comparto dell'agricoltura si debba ricondurre la presenza della più antica azienda presente nel territorio. Lo sviluppo del comparto agricolo non potrà prescindere dalla naturale vocazione del nostro territorio, che ha da sempre esaltato la coltura dell'ulivo e della vite. Sarà necessario che la Regione restituisca l’azienda di Surigheddu ad un utilizzo agricolo con l’inserimento armonico di strutture ricettive a rotazione d’uso e centri benessere.

Non è da trascurare la possibilità di coniugare tali iniziative alla zootecnia, la quale, peraltro, ha rappresentato in un passato non troppo lontano una risorsa occupazionale per il nostro territorio.


PESCA

In questi ultimi anni si è affacciato in città l’allevamento offshore di specie ittiche pregiate. Questa nuova tecnologia, che consiste sostanzialmente in impianti in mare aperto, rappresenta un episodio di capacità imprenditoriale giovanile di tutto rispetto, capace di produrre effetti positivi non solo in termini occupazionali ma anche di crescita di una nuova cultura del prelievo in mare che non attinge più sugli stoks esistenti.

A parte questo episodio, è da dire che la pesca nella nostra città è quasi esclusivamente pesca di piccolo cabotaggio, anche se, nel corso dell'ultimo decennio, si è assistito a parziali innovazioni. Il depauperamento ittico, comunque determinatosi, ha progressivamente eroso i margini di profitto e di redditività dell'intrapresa pesca.

Ciò ha comportato un concreto, evidente e palpabile malessere nell'intero settore, appena attenuato da provvedimenti di carattere legislativo (fermo biologico) che di certo non possono rappresentare la soluzione per le problematiche che attengono alla pesca.

Si dovrà indagare, in stretto collegamento con l'Università, con ricercatori e biologi marini, la possibilità di sfruttamento di batimetrie sino ad oggi poco o per niente sfruttate adeguando a questa soluzione flotta e metodologia di pesca, nonché preparando a questo scopo i nostri pescatori.

Anche la realizzazione del Mercato del Pesce in area portuale, la cui progettazione è in una fase avanzata, dovrà contribuire a rivitalizzare il comparto ed a creare un indubbio attrattore turistico in una parte pregiata della città.

E’ poi necessario intervenire con forza nei confronti della Regione perché venga rimosso l’ingiustificato, perché disancorato da dati scientifici, divieto della pesca del corallo, attività che oltre a costituire l’unica fonte di reddito di decine di famiglie è elemento costitutivo della nostra cultura e della nostra identità e significativo attrattore turistico.


SERVIZI SOCIALI, FAMIGLIA E ANZIANI

Negli ultimi 4 anni per i servizi sociali ed il C.C.R.A. abbiamo fatto corposi investimenti. Il nostro Centro Residenziale è diventato un gioiellino. Stiamo facendo ulteriori sforzi, e altri ancora ne faremo, per intervenire in questo settore con più decisione. E dobbiamo anche operare per favorire la crescita della famiglia, con grande attenzione verso le famiglie numerose e in difficoltà. è necessario continuare a perseguire l’obbiettivo di migliorare la qualità e la quantità dei servizi resi agli anziani, ai bambini, ai disabili, agli alcolisti, ai tossicodipendenti, agli ammalati cronici; in una parola alle fasce più deboli e sfortunate della nostra comunità.

In particolare, per quanto riguarda gli anziani è utile modificare il rapporto con l’anziano che, pur estromesso dal mondo del lavoro, conserva intatte le sue capacità. Si tratta cioè di considerare questi anziani ancora parte pulsante della società, all’interno della quale si possono ritagliare spazi a loro particolarmente congeniali.


QUESTIONE SANITA’

Dovrà essere aperta una vertenza nei confronti della Regione per ottenere con urgenza la riqualificazione ed il potenziamento dei nostri nosocomi al fine di far loro produrre e prestare servizi in linea con le esigenze dell’utenza. Solo in parallelo, e in un clima scevro da influssi elettorali, si potrà pensare a nuove strutture la cui realizzazione, comunque, comporterà tempi lunghi non compatibili con lo stato di precarietà in cui oggi versano i nostri ospedali.


VOLONTARIATO E SPORT

La nostra città possiede un patrimonio umano fortemente impegnato nel volontariato, nell’associazionismo e nello sport. Esso costituisce una vera e propria risorsa a cui affidare compiti e ruoli di integrazione dell’azione di solidarietà, di socializzazione e di crescita della nostra comunità. Oggi sempre più persone, non solo giovani, si affacciano alla pratica sportiva o meglio alle attività motorie. Lo sport, infatti, si afferma sempre più come patrimonio ludico sociale, ma anche culturale in cui allo sviluppo del settore agonistico si accompagna quello della partecipazione e dell’uso del tempo libero. E’ da dire inoltre che il campo d’interesse delle attività motorie non si deve limitare ai giovani e agli adulti, ma anche ai bambini in età prescolare.

Gli impianti costituiscono una sorta di collo di bottiglia per il reale svolgimento delle attività sportive; infatti, quelli a disposizione della comunità algherese sono ormai insufficienti a soddisfare una domanda che diviene ogni giorno più pressante.

Citiamo alcuni dati a livello nazionale che ci possono servire per inquadrare la situazione cittadina per quanto attiene alla disponibilità di strutture sportive. Al Nord del Paese la superficie di strutture sportive destinate al cittadino è di circa 2,25 mq. pro capite, al Centro è di circa 1,73 mq., al Sud e nelle Isole è di 0,56 mq. Per quanto riguarda Alghero i dati sono sostanzialmente sovrapponibili a quelli appena più sopra indicati per le Isole.

Da ciò discende la necessità di proseguire negli interventi che l'Amministrazione comunale ha messo in campo affinché vengano colmate le più gravi lacune strutturali stabilendo le necessarie priorità.


ALGHERO CITTA’ UNIVERSITARIA

Grazie alla ormai consolidata presenza di due realtà importanti quali la Facoltà di Architettura del Mediterraneo ed il Corso di Laurea in Scienze dell’Ambiente e della Produzioni Marine Alghero è diventata città universitaria.

Nel giugno del 2002, appena insediati, ci siamo impegnati per far si che Alghero diventasse città universitaria in linea con gli indirizzi dell’amministrazione Baldino. Ma il nostro impegno va funzionalmente implementato con l’effettivo avvio del consorzio a gestione congiunta Comune – Università, al fine di garantire gli attesi livelli di eccellenza e di partecipazione, e affinchè nel breve termine vengano poste dalla Regione le condizioni per la realizzazione della casa dello studente.


PERSONALE

La problematica relativa alla carenza di personale costituisce un freno alla realizzazione di questi ambiziosi progetti.

E’ quindi necessario portare a termine il procedimento, avviato sulla base della recente normativa, per stabilizzare il personale a tempo determinato, dando comunque priorità in sede di programmazione mediante concorso, mobilità o stabilizzazione alla Polizia Municipale. Ma la programmazione dei fabbisogni del personale dovrà anche individuare i posti da ricoprire tramite progressioni verticali.

All’annosa carenza di vigili urbani è stato posto parziale rimedio con l’immissione, mediante pubblica selezione, di un congruo numero di giovani. La situazione, però, non può ancora definirsi soddisfacente. Va tenuto conto, infatti, che le esigenze di Alghero, anche a questo riguardo, devono essere parametrate non ad una cittadina di 40.000 abitanti, ma, in virtù dell’essere una città turistica, a presenze che spesso raddoppiano.

Si è tentato, comunque, di assicurare interventi costanti sul territorio nel convincimento che alla azione repressiva si debba anteporre quella preventiva.

Stiamo sperimentando con significativi risultati il “Vigile di quartiere” in alcuni periodi dell’anno ed in limitate zone della città. ( Petraia – S. Agostino – Centro Storico ZTL). Infatti, la presenza durante la giornata di un vigile che controlli solo una specifica e limitata zona della città è uno di quei rimedi che in molti centri ha dimostrato di portare frutti. La sola presenza serve spesso a dissuadere i malintenzionati, ma non è da trascurare il rapporto di fiducia che si istaura tra vigile e cittadini, i quali finiscono spesso per collaborare con segnalazioni, ottenendo così risultati ancora più importanti. Questa positiva esperienza deve essere ampliata e consolidata allorché verranno fatte le stabilizzazioni dei vigili a tempo determinato.


ATTUAZIONE INTESA ISTITUZIONALE CON LA REGIONE

Il 19 aprile 2007 il Comune di Alghero ha stipulato con la Regione Sardegna, la provincia di Sassari ed i comuni di Sassari e Porto Torres un’intesa istituzionale con l’obiettivo di creare sviluppo nel territorio del nord-ovest dell’isola. Questa amministrazione ha ottenuto l’inserimento in questa intesa dei seguenti impegni strategici per la crescita della nostra economia, compresa l’economia della conoscenza, per uno sviluppo delle attività produttive con integrazione di quelle turistiche con attività agroalimentari, per un rilancio sociale ed economico del Borgo di Fertilia e per intervenire per ridurre la tensione abitativa:

Utilizzo dell’area di Surigheddu a fini agricoli e contestuale inserimento di strutture ricettive a rotazione d’uso e centro benessere;

Trasferimento a favore del Comune di Alghero dell’ex cotonificio al fine di utilizzarlo per scopi culturali e sociali;

Acquisizione al patrimonio del Comune di Alghero dei beni demaniali di Fertilia;

Impegno a ridurre l’emergenza abitativa in tema di edilizia residenziale e popolare e di edilizia agevolata sul territorio di Alghero;

Previsione per Alghero della Casa dello Studente a supporto delle facoltà universitarie cittadine.

E’ pertanto necessario che l’Amministrazione solleciti la Presidenza della Regione affinchè con urgenza vengano avviate le procedure per definire i progetti relativi agli indicati settori di intervento, e per ottenere garanzie e certezze circa i tempi e le risorse necessarie alla loro realizzazione. L’attuazione degli impegni assunti dalla Regione costituirà volano e propulsore di crescita economica, sociale e culturale e di incremento dell’occupazione per tutto il territorio.


CONCLUSIONI

La realizzazione, fosse anche parziale, di quanto ho illustrato è compito da far tremare le vene e i polsi, ma è il compito che gli algheresi ci hanno affidato e che non possiamo, non dobbiamo disattendere.

E se da una parte siamo consapevoli del peso e delle responsabilità insite nel compito assunto, dall’altra siamo perfettamente consci dei limiti delle nostre singole persone. Cercheremo condivisione e concertazione, ma se non le trovassimo daremo comunque attuazione al nostro mandato: decidere a favore della crescita sociale ed economica della nostra comunità. Praticare la democrazia significa ascoltare, dialogare ma anche decidere e fare. E noi vogliamo praticare quelle regole democratiche che insegnano che: la maggioranza dei cittadini elegge il Sindaco e la coalizione di governo; la coalizione si confronta al suo interno e, ove occorra anche a maggioranza, esprime indirizzi che confronta con le tesi dell’opposizione che deve fare proposte; il Consiglio Comunale decide. Non è invece democratico ammettere il diritto di veto di minoranze di qualsiasi origine e specie che per il proprio tornaconto non coerente col mandato elettorale cercano di frenare l’azione amministrativa dell’ente locale.

Siamo convinti che la politica deve fungere da strumento di regolazione, deve lavorare per impedire che la società smarrisca il senso di sé e scada in particolarismi. Ma per raggiungere questi scopi la politica deve sapere mostrare il suo volto migliore.

E’ necessario che le leadership politiche, di opposizione ma anche di maggioranza, e l’amministrazione nel suo complesso si misurino con la vita reale dei cittadini e con la concretezza del governo della città e abbandonino i sofismi strumentali solo ad acquisire favorevoli postazioni o rendite di posizione. Non sono questi i motivi e gli scopi per cui ci siamo sottoposti al vaglio elettorale.

La politica è, e deve essere, contrapposizione aperta, netta e trasparente tra programmi e soluzioni diverse. ma non un coacervo di scontri brutali e stupidi veleni, non reiterati insulti. E’ evidente che Alghero ha detto basta ad una politica intrisa di invidia e odio, dove i contendenti sono nemici, dove i problemi reali vengono accantonati per privilegiare lo “scontro politico”. E ha sanzionato pesantemente gli interpreti di questo dannoso metodo, calandoli fragorosamente nell’ “oblio politico”. Credo sia giunto il momento di voltare pagina e di metterci alle spalle un modo di interpretare e mettere in pratica i rapporti tra maggioranza e opposizione sciocco e vano. Non serve a nulla, se non a far male alla nostra città ed ai nostri concittadini. Cambiamo metodo: la politica è ben altra cosa.

Solo una forte comunità di intenti e di azione tra tutti, uomini di governo e uomini d’opposizione, potrà garantire il risultato che i nostri cittadini attendono e che Alghero merita. Questa comunità di intenti e di azione deve andare di pari passo con una “nuova fase politica” algherese che deve trovare supporto e linfa in una “casa politica” dei moderati algheresi. Un soggetto che riunisca sotto lo stesso tetto partiti e movimenti che pur partendo da tradizioni politiche diverse hanno una comune visione della società e condividono i medesimi grandi valori e le specificità della nostra società locale.

Abbiamo avviato il percorso verso la “casa politica” dei moderati algheresi nel 2002, con le forze autonomiste del Partito del Popolo Sardo e dei Sardistas. Lo abbiamo proseguito nel 2006 col Muc e nel 2007 coll’Udeur, con il movimento dei Giovani Uniti e col partito dei Pensionati. Vogliamo continuare su questa strada: vogliamo rappresentare le istanze di tutti i moderati algheresi, anche di quelli che si rifanno a tradizioni repubblicane, liberali, autonomiste e identitarie.

E credo che in chiave prospettica le stesse riflessioni possano essere fatte con quelle forze moderate che, pur sedendo incidentalmente nell’assise cittadina su banchi diversi dai nostri, hanno una visione positiva e di ampio respiro della evoluzione della politica, non solo locale, e intendono contribuire da protagonisti, in maniera fattiva e reale a fare il bene della città e ad accrescere il benessere dei nostri cittadini.

Grazie e buon lavoro a tutti noi



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