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Red 1 febbraio 2018
Nuovi indirizzi per la Rete oncologica sarda
All’illustrazione di ieri mattina, con l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru, erano presenti anche gli oncologi Daniele Farci e Mario Scartozzi, componenti del Coordinamento della Rete oncologica, istituito con decreto alla fine dello scorso anno
Nuovi indirizzi per la Rete oncologica sarda

CAGLIARI - In Sardegna sono 70mila le persone con una diagnosi di tumore seguite dalle Oncologie, 9mila i nuovi casi registrati nel corso del 2017. Secondo i dati Istat 2014, ci sono 4847 decessi per tumore. Sono alcuni dati forniti ieri (mercoledì), nel corso della presentazione della delibera, approvata martedì dalla Giunta regionale, che getta le basi per la riorganizzazione della rete oncologica regionale. All’illustrazione di ieri mattina, con l’assessore regionale della Sanità Luigi Arru, erano presenti anche gli oncologi Daniele Farci e Mario Scartozzi, componenti del Coordinamento della Rete oncologica, istituito con decreto alla fine dello scorso anno.

Entrambi hanno sottolineato come le reti, in altre realtà nazionali, abbiano favorito la gestione del paziente oncologico e il raggiungimento di risultati positivi sul fronte della prevenzione e della cura dei tumori. Al Coordinamento è affidato il compito di individuare percorsi che favoriscano la collaborazione e la sinergia tra i professionisti, la diffusione di conoscenze e la condivisione collegiale di protocolli di cura. I professionisti che fanno parte del Coordinamento dovranno indentificare i centri di riferimento per le principali patologie oncologiche, sulla base dei volumi minimi di attività; definire i percorsi di cura multidisciplinare e multi-professionale nell’ambito della continuità di cura tra ospedale e territorio; sviluppare sistemi di verifica per il monitoraggio dell'appropriatezza dei percorsi di cura e del trattamento oncologico.

«La riforma ospedaliera approvata a ottobre – ha ricordato Arru – definisce di interesse strategico la rete dell’oncologia, che si configura come una disciplina che abbraccia sia le aree territoriali, sia quelle specialistiche ospedaliere che di ricerca. Come certificato anche dall’ultimo Programma nazionale esiti, c’è troppa frammentazione nella risposta al paziente oncologico e una distribuzione dei servizi non omogenea. Non c’è stato finora il coraggio di fare atti di programmazione che favoriscano il lavoro in rete degli operatori, che consentano il confronto e lo scambio delle migliori prassi e anche, laddove necessario, la condivisione di equipe multidisciplinari circolanti. L’obiettivo è assicurare al paziente una presa in carico totale e sul territorio: secondo la complessità del caso e il tipo di tumore, verrà indirizzato ad uno dei centri di riferimento regionale, i trattamenti successivi dovranno essere seguiti a livello territoriale e, laddove possibile, secondo il principio della prossimità».

Nella foto: un momento dell'incontro
11:29
Dalle ore 8 alle ore 12, nei marciapiedi dei giardini Pubblici Manno, sarà presente l’Autoemoteca con l’equipe medica dell’AVIS Provinciale a disposizione di tutti coloro che vorranno donare il sangue



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