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Cor 4 marzo 2020
Decreto salva-turismo in Gazzetta ufficiale
Si tratta di un primo pacchetto di misure destinate a sostenere le perdite a cui vanno incontro le aziende dei servizi turistici. Confermata la sospensione dei contributi fino al 31 maggio su tutto il territorio nazionale


ROMA - Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il cosiddetto decreto salva-turismo, legato all’emergenza coronavirus nel Paese. Si tratta di un primo pacchetto di misure destinate a sostenere le perdite a cui vanno incontro le aziende dei servizi turistici. Confermata la sospensione dei contributi: per le imprese turistico-ricettive, le agenzie di viaggi e i tour operator, che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o quella operativa nel territorio dello Stato, sono sospesi, dalla data di entrata in vigore del presente decreto e fino al 30 aprile, i termini relativi agli adempimenti e ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria. I versamenti dovranno essere effettuati, senza applicazione di sanzioni e interessi, in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020.

C'è poi la cassa integrazione in deroga per Lombardia, Veneto ed Emilia-Romagna “per la durata della sospensione del rapporto di lavoro e comunque per un periodo massimo di un mese e fino a un importo massimo, per l’anno 2020, pari a 135 milioni di euro per la regione Lombardia, 40 milioni di euro per la regione Veneto e a 25 milioni di euro per la regione Emilia-Romagna”. Previsto anche il Fondo di garanzia Pmi per un periodo di dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto, in favore delle piccole e medie imprese, con sede o unità locali ubicate nei territori dei comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vo’.

Confermate anche le disposizioni relative ai rimborsi dei titoli di viaggio e dei pacchetti turistici anche con l’emissione di voucher: la normativa vuole assicurare “il ristoro degli esborsi economici per quanto riguarda soggetti che, in ragione degli eventi emergenziali, versano nell’impossibilità di usufruire delle prestazioni. In coerenza con il prevalente orientamento giurisprudenziale di legittimità, la proposta emendativa prevede la possibilità di invocare, ai sensi dell’art. 1463 c.c., la risoluzione contrattuale e attivare i conseguenti rimedi restitutori”. In caso di pacchetto turistico, si può esercitare il diritto di recesso dai contratti “nei periodi di ricovero, di quarantena con sorveglianza attiva, di permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero di durata dell’emergenza epidemiologica da Covid-19 nelle aree interessate dal contagio come individuate dai decreti adottati dal presidente del Consiglio dei ministri”.
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