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Red 22 aprile 2020
Anche Alghero protesta: «Risorgiamo Italia»
Martedì 28 aprile, alle 21, gli imprenditori del settore ristorazione ed ospitalità andranno «ad accendere le insegne e le luci dei loro locali per l'ultima volta». Il Comitato Horeca è promotore del tavolo nazionale
Anche Alghero protesta: «Risorgiamo Italia»

ALGHERO - “Risorgiamo Italia” è il grido d'aiuto che si alza dal settore ristorazione ed ospitalità in un momento nero per l'economia. Un grido «sempre più forte e tuttavia inascoltato dal Governo centrale». Per questo, martedì 28 aprile, alle 21, Risorgiamo Italia sarà il nome della protesta organizzata dai movimenti di imprenditori del mondo Horeca e dei locali di pubblico spettacolo, uniti per la prima volta nella storia del settore. La mattina, dopo aver acceso per la ultima volta le luci, gli imprenditori andranno davanti ai loro Comuni a consegnare le chiavi dei propri locali, perchè «Non ci sono i presupposti economici per poter riaprire»-

«In sintesi – affermano gli organizzatori - ci stanno chiedendo di aprire con gli stessi costi, se non più di prima della emergenza epidemiologica, con una previsione di incassi nella migliore delle ipotesi pari al 30percento sull’anno precedente». Le associazioni ed i gruppi spontanei nati sui social, confluite nella federazione nazionale di imprenditori della ristorazione sono Mio-Movimento imprese ospitalità, Treviso imprese unite, Comitato Horeca Milano, Rinascita pubblici esercizi Rimini, Ristoratori Emilia Romagna, Allarme Italia Liguria, Ristoratori Toscana, Horeca Umbria uniti, Consorzio Foligno InCentro, RistorItalia Marche, Bpu-Brand partenopi uniti con IoNonApro, Associazione commercianti Salerno, Movimento impresa Puglia, Associazione operatori turistici Porto Cesareo, Art-Associazione ristoratori trapanesi, Carboni attivi Sicilia, Comitato Horeca nord Sardegna- Alghero ed il gruppo nazionale di Horeca unita e l’associazione Gppn, che aderiscono alla manifestazione, per un numero stimato di circa 70mila imprese.

I portavoce della federazione nazionale dichiarano «Al ristorante, in un locale notturno, al bar si va sicuramente per mangiare o per bere qualcosa di buono ma, soprattutto, per vivere un’esperienza di socialità, di convivialità che con le misure previste dal Governo andranno perse del tutto. Siamo piccoli imprenditori e le nostre attività, spesso familiari, sono state tramandate di generazione in generazione con enormi sacrifici. Lavoriamo sette giorni su sette insieme ai nostri dipendenti, con i quali abbiamo un rapporto che va oltre il professionale. Sia chiaro che non cerchiamo assistenzialismo: le misure previste per l’eventuale riapertura di maggio, se non collegate a tutele economiche, quali cassa integrazione fino a dicembre 2020 e moratoria sugli affitti e sulle utenze, ci costringeranno a licenziare, se non a chiudere del tutto, le nostre attività. Come possiamo mantenere gli stessi costi di una situazione di normalità sapendo che i nostri locali saranno a produttivi al massimo al 30percento?». In Italia, il fatturato prodotto dal mondo Horeca è di 87miliardi di euro, con circa 500mila attività commerciali che impiegano circa 1,5milioni di dipendenti, incluso l’indotto di forniture e servizi.

Il Mio sta studiando un protocollo Hccp da proporre al premier Conte e chiede che nella task force dell’emergenza governativa ci sia una delegazione del Movimento per «illustrare le reali necessità ed incongruenze che ci sono nei decreti attuali. Chi meglio di chi fa questo lavoro può rappresentare istanze e necessità di un settore?». Concludono i portavoce: «Ristoranti, bar, pizzerie, locali da ballo ed il settore del turismo sono le attività che mandano avanti il nostro Paese e in questo momento, ahimè, le più penalizzate. Se lo Stato non interviene immediatamente, con gli adeguati strumenti rischiamo di perdere il patrimonio economico più importante del nostro Paese. Per questo, con la manifestazione del 28 aprile, oltre ad un segno di protesta, il Movimento imprese ospitalità indice la giornata nazionale dell’universo Horeca con la speranza, che il prossimo anno, in questa data, potremmo tutti scendere in piazza per celebrare la rinascita, il risorgere di una categoria che rischia con il suo indotto di scomparire ma che grazie alla sua coesione, forza e unione ha resistito e potrà celebrare questa vittoria».

Nella foto: un momento di una videoriunione Horeca Alghero
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