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Red 11 agosto 2020
«Italiani in Italia, ma c´è forte incertezza»
La spesa media è di 1.022euro a famiglia, ma ancora il 20percento non prenota per problemi economici e disponibilità di ferie. «A rischio un milione di posti di lavoro» è l´allarme lanciato dal presidente nazionale di Confturismo Confcommercio Luca Patanè


ALGHERO - Una spesa media di 1.022euro a famiglia (circa 680euro a persona) per le vacanze tutte italiane degli italiani, ma ancora il 20percento non prenota per problemi economici e disponibilità di ferie; assenti i turisti stranieri che, tra giugno e settembre, saranno circa 25milioni in meno dell’anno scorso e praticamente solo di origine europea, con una perdita nell’ordine del 75percento dei flussi ed ancora più alta per la spesa, visto che a mancare saranno i “ricchi” turisti intercontinentali americani ed asiatici. Saranno vacanze dedicate al “non fare”, dove al primo posto spiccano il riposo ed il contatto con le persone più care, mentre importanti aspetti più interattivi e che diffondono la spesa dei turisti nei luoghi di destinazione sono relegati agli ultimi posti delle preferenze: è il caso delle visite a musei, monumenti e mostre, che scendono dal 33percento dello scorso anno al 15, dello shopping (dal 21percento al 5) o della pratica del wellness (dal 12 al 9percento).

Sale a quota 65 (3punti in più di giugno) l’indice di fiducia, che misura la propensione degli italiani ad andare in vacanza, ma a smorzare l’entusiasmo per questo piccolo segnale intervengono due fattori. Il confronto con il passato, dove l’indice, nello stesso periodo dello scorso anno, si attestava a quota 72 (quindi 7punti più in alto) ed il numero degli incerti: il 34percento degli intervistati intenzionati a partire entro settembre non aveva ancora prenotato a fine luglio, mentre un ulteriore 8percento addirittura non intende farlo e punta a trovare sistemazioni una volta giunto a destinazione. Un atteggiamento “attendista”, che fa sorgere molti dubbi sul fatto che questa “voglia di vacanze” si concretizzi davvero in una o più partenze.

«In epoca normale - commenta il presidente di Confturismo Confcommercio Luca Patanè - il quadrimestre giugno-settembre valeva il 60percento delle presenze turistiche e della spesa di tutto l’anno in Italia: senza contare l’outgoing, dove gli italiani spendevano, nello stesso periodo, 11,5miliardi. Di tutto questo, l’estate 2020 salverà, forse, il 25percento. Questo, mentre l’andamento degli indici epidemiologici ed i focolai individuati a macchia di leopardo sul territorio nazionale, fanno notizia molto più dell’egregio lavoro che operatori del settore e comunità locali compiono ogni giorno per garantire ai turisti una fruizione serena delle loro vacanze. Basta con questo approccio autolesionistico e al via da subito una serie di misure importanti e con forti stanziamenti dedicati al settore. Si prenda atto, una volta per tutte, che il turismo è già da tempo colonna portante dell’economia italiana, non una vaga chance per il futuro. Sono concretamente a rischio un milione di posti di lavoro».
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