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Antonio Burruni
8 gennaio 2008
«L’Udc ha bisogno di rinnovare la sua classe dirigente»
Proposte e uomini nuovi per aumentare il consenso, l’idea di Alberto Bamonti, in attesa della convocazione del prossimo congresso cittadino

ALGHERO - «L’Udc, fortemente votata ad Alghero alle ultime elezioni comunali, con risultato elettorale più che soddisfacente, con rapporti di seria collaborazione, ampiamente dimostrata con gli altri partiti al governo della città, (raramente rispettosi della sua forza rappresentativa e del suo insediamento sociale), non può affrontare il congresso cittadino ed il giudizio popolare senza porsi seriamente il problema del giusto ricambio della classe dirigente». Inizia così l’intervento di Alberto Bamonti, candidato con il partito dello Scudo Crociato alle Elezioni Comunali dello scorso anno, in attesa della convocazione del prossimo congresso cittadino dell’Udc. «Troppi segni – sottolinea Bamonti –indicano che le stagioni del rinnovamento sono state puntualmente “saltate”, dall’Udc, in nome di appelli patriottici più spesso mascheranti logiche di conservazione tutt’altro invitanti a decise aperture alla società civile. È tempo dunque che il partito assuma coraggiosamente l’impegno di restituirsi una strategia ed un respiro all’interno dei quali, la questione morale, quella del rinnovamento, trovino primaria collocazione». Secondo l’esponente dell’Udc «non c’è dubbio che solo una fisionomia veramente rinnovata può determinare presso la gente una grande fiducia, tradotta in forte capacità di essere alternativi a noi stessi. Un diverso scenario antitetico a quello accennato ed immaginato in termini di arroccamenti, di difesa e conservazione dell’esistente, non ha senso alcuno. Sia di monito a tutti – conclude Alberto Bamonti - la considerazione del fatto che, ogni volta che sono state rinviate decisioni più che mature, abbiamo assistito alla erosione del nostro patrimonio di voti, impugnando poi alla insufficiente organizzazione o alla campagna elettorale sbagliata o al destino cinico e baro, colpe di realtà ben altrove residenti».
Nella foto Milia e Oppi, esponenti provincili e regionali dell'Udc
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