|
A.B.
23 gennaio 2008
Operazione “Queens Osusu”: Nuovi capi d’imputazione
Nove custodie cautelari notificate nella mattina di ieri

SASSARI – Ieri mattina, gli agenti della Squadra Mobile di Sassari hanno notificato nove ordinanze di custodia cautelare in carcere nei confronti di nove delle ventisei persone coinvolte nell’operazione “The Queens Osusu”. I provvedimenti sono stati emessi dal Gip del Tribunale di Cagliari su richiesta del Pubblico Ministero della Procura Distrettuale Antimafia che ha ravvisato, a carico di tredici nigeriani il reato di riduzione e mantenimento in schiavitù. Si aggrava pertanto la posizione di alcune delle persone coinvolte nell’indagine condotta dalla Seconda Sezione della Squadra Mobile di Sassari che, nel Luglio scorso, aveva portato all’esecuzione di ventisei ordinanze di custodia cautelare in carcere per cittadini nigeriani ed italiani per sfruttamento della prostituzione e favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Da ulteriori fatti emersi nell’istruttoria, il magistrato requirente ha tratto numerosi elementi per ravvisare nei confronti di alcune delle persone coinvolte il più grave reato di riduzione e mantenimento della schiavitù. L’esercizio della prostituzione era fortemente organizzato, con una precisa ripartizione tra i vari sfruttatori delle postazioni (“Joint”) e l’“Osusu”: accordo economico che prevedeva il versamento dei guadagni delle prostitute gestite dalla varie “Madame” in una cassa comune, dalla quale gli sfruttatori potevano poi attingere a turno prelevando forti somme di danaro che servivano ad acquistare nuove ragazze ed incrementare l’attività. Le vittime erano giovani africane, per lo più nigeriane, provenienti da famiglie estremamente povere e presenti illegalmente nel territorio italiano. I lenoni, utilizzavano diversi stratagemmi per evitare il rimpatrio delle povere vittime, che venivano private dei documenti per precludere loro ogni libertà di movimento. Le giovani donne erano tenute in uno stato di soggezione esclusiva ad un altrui potere di disposizione, grazie a pratiche di magia nera e a minacce di vendetta nei confronti dei familiari rimasti nella terra di origine. Sei delle persone a cui è stato notificato il provvedimento sono allo stato attuale detenute nella casa circondariale di Sassari in regime di custodia cautelare, mente tre si trovano agli arresti domiciliari, due in provincia di Sassari ed una a Vercelli, mentre altri quattro sono attualmente latitanti.
|