|
Cor
24 febbraio 2022
«Cardiologia in forte affanno ad Alghero»
Non bastavano gli accorpamenti di reparti. Pian piano anche gli specialisti dell’ Ospedale Civile diminuiscono, la Asl di Sassari smantella reparti vitali e vanifica l’impegno e la professionalità: la denuncia è dei consiglieri Bruno, Cacciotto, Di Nolfo, Pirisi, Piras, Sartore ed Esposito

ALGHERO - «Non bastavano gli accorpamenti di reparti. Pian piano anche gli specialisti dell’ Ospedale Civile diminuiscono, la Asl di Sassari smantella reparti vitali e vanifica l’impegno e la professionalità. L’azienda sanitaria dovrebbe dotare di nuovi cardiologi l’ospedale algherese in forte affanno ed invece ne invia da domani uno ad Ozieri per tre volte alla settimana. È chiaro il disegno di affossare la nostra sanità con l’abbandono di strutture essenziali per la salute e la vita delle persone. Un invito a rivolgersi al privato perché il servizio pubblico viene smantellato, con noncuranza di chi non ha i soldi per curarsi». La denuncia sullo stato della sanità algherese, l'ennesima, è dei consiglieri Mario Bruno, Raimondo Cacciotto, Valdo Di Nolfo, Mimmo Pirisi, Ornella Piras, Pietro Sartore e Gabriella Esposito.
«La situazione di cardiologia di Alghero è davvero allarmante: cardiologi costretti a fare la guardia di notte sia in medicina generale che in cardiologia, uno di loro già di fatto a disposizione totale del reparto COVID al Marino (che formalmente è in carico all’azienda mista universitaria di Sassari, ma utilizza personale dell’Ospedale Civile, sguarnendo i reparti). Non solo, i cardiologi devono spesso accompagnare i pazienti a Sassari per visite specialistiche afferenti patologie anche non riguardanti il proprio reparto e la propria specialità, lasciando i pazienti cardiopatici senza assistenza anche per interi pomeriggi» precisano i sette consiglieri comunali di Alghero.
«Se a ciò si aggiunge che il responsabile della cardiologia algherese andrà a breve in pensione, è evidente a tutti come non sia più possibile garantire l’attività di prime visite, controllo, consulenze per i reparti di degenza e supporto a migliaia di pazienti. L’unità di cardiologia, già retrocessa da struttura complessa a struttura semplice dipartimentale, non viene messa in condizione di fare un servizio ottimale, come i cardiologi e gli infermieri del reparto, con la loro professionalità e con un lavoro instancabile, hanno sempre fatto. Ma tutto ha un limite. Riteniamo che ora con quest’ultimo atto sia stata superata la soglia, nel disinteresse totale di chi ci rappresenta a Cagliari» concludono Bruno, Cacciotto, Di Nolfo, Pirisi, Piras, Sartore ed Esposito.
|