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Cor 17 aprile 2022
«Ospedali, l´inesorabile declino»
Mario Bruno, Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Valdo Di Nolfo e Mimmo Pirisi sottolineano la grave situazione in cui vernavo le strutture ospedaliere del territorio di Alghero nonostante proclami: «uno scandalo»
«Ospedali, l´inesorabile declino»

ALGHERO - «Alghero ha solo ospedali di base che vanno verso il declino totale, nonostante la professionalità di medici e operatori che ora sempre più vogliono trovare altri lidi per operare in un clima di certezze, di supporto strutturale, di organizzazione del lavoro e con organici adeguati. Bisogna invertire tutti insieme, classe politica e cittadini, forze sociali e sindacali, questa scandalosa gestione della sanità governata con fake news, spot e selfie. Gli ultimi comunicati della Giunta Regionale certificano che Alghero non è DEA di primo livello e non ottiene i finanziamenti sul PNRR che vanno invece a Olbia, Nuoro, Cagliari, San Gavino, Monserrato. Alghero non ottiene però neanche i finanziamenti per il nuovo ospedale, pur previsto dal piano sanitario vigente. Non è neanche tra i destinatari dei fondi per far sorgere i nuovi ospedali di comunità, 13 in tutta la Sardegna». Lo sottolineano con una lunga e articolata nota i consiglieri comunali di Centrosinistra ad Alghero.

«Per la ASL di Sassari sono 4 (due a Sassari, uno a Ploaghe e uno a Ozieri). Alghero fuori, su tutta la linea. Gli rimane la propaganda del consigliere del territorio, Michele Pais che da per nuovi, finanziamenti vecchi. Annuncia la lungodegenza prevista dalla riorganizzazione della rete ospedaliera del 2018 all’Ospedale Marino, ma non ottiene l’ok della AOU che nel frattempo è in possesso dell’ospedale algherese e gestisce 75 posti COVID e poco più, in attesa della mirabolante robotica. Mette in subbuglio la Città di Ittiri che viene spodestata del suo ospedale, ma non riesce neanche a portare la lungodegenza su Alghero, minando convergenze territoriali consolidate. Perfino le sale operatorie del Marino sono considerate non in sicurezza e forti dubbi restano sull’intera struttura. Si chiudono anche quelle. Non meglio il Civile - precisano Bruno e compagni - dove nelle scorse settimane la rottura di un tubo di scarico nel reparto di anestesia ha provocato la chiusura della sala operatoria sottostante fino a quando non ha smesso di gocciolare dal soffitto».

«Ciò ha provocato il trasferimento del reparto nei locali della terapia intensiva. Ma attenzione: in quei locali ci sono ora anche l’endoscopia digestiva e l’oculistica, sfrattata dall’ospedale marino. La chirurgia oculistica per non interrompere l’attività opera in una sala microscopica, ancora non in grado di operare la cataratta, e in condizioni assurde, con forti dubbi sulle giuste distanze anti covid. Vengono segnalate continue perdite dagli scarichi, pavimentazione ancora rabberciata, infiltrazioni nel solaio, infermieri costretti a cambiarsi in un magazzino deposito, chirurghi che devono lavarsi per indossare gli abiti sterili utilizzando un lavandino di un bagno destinato ai disabili. Permangono le criticità dei pazienti del Marino, operati ora al Civile e ricoverati nei vari reparti del nosocomio di via Don Minzoni, sotto la responsabilità dell’anestesia della ASL, pur essendo pagato lautamente un anestesista rianimatore h24 al Marino solo per garantire le urgenze intraospedaliere. Scandaloso che la Regione non abbia voluto finanziare il nuovo ospedale ad Alghero. Serve una reazione forte e unitaria dell’intero territorio» concludono Mario Bruno, Gabriella Esposito, Pietro Sartore, Raimondo Cacciotto, Ornella Piras, Valdo Di Nolfo e Mimmo Pirisi.
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