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Cor 23 marzo 2023
«Geominerario, lavoratori a rischio da aprile»
Il 30 aprile scade il ‘Piano per i lavoratori del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna’ deliberato dalla Giunta regionale nel 2016 per garantire i livelli occupazionali
«Geominerario, lavoratori a rischio da aprile»

SASSARI - Il 30 aprile scade il ‘Piano per i lavoratori del Parco Geominerario Storico e Ambientale della Sardegna’ deliberato dalla Giunta regionale nel 2016 per garantire i livelli occupazionali: «Ho presentato un’interrogazione rivolta al presidente Solinas e all’assessore del lavoro per sapere che fine faranno gli oltre 300 lavoratori coinvolti - annuncia Antonio Piu, consigliere regionale di Europa verde e componente della commissione Lavoro - mi auguro che l’assessore abbia già individuato e pianificato degli interventi finalizzati alla salvaguardia dell’occupazione dei lavoratori attualmente coinvolti, in vista della scadenza del contratto di appalto».

C’è preoccupazione tra i dipendenti che non sanno quale sarà il loro futuro da qui a un mese: «il Piano prevedeva politiche attive per il lavoro finalizzate tra l’altro ad aumentare e migliorare le competenze dei lavoratori, alla loro riqualificazione professionale e a favorire la loro collocazione nel mercato del lavoro - ricorda Piu - nell’interrogazione chiedo quali siano stati i risultati in merito da parte della società aggiudicataria dell’appalto. Quanti sono i lavoratori attualmente coinvolti nella realizzazione del Piano - si chiede il consigliere di Europa verde - e quali attività da destinare agli stessi la Regione e l’Aspal hanno già programmato o abbiano intenzione di programmare».

Con la deliberazione del 2016 sono stati stanziati oltre 50 milioni di euro per il Piano che, oltre a prevedere l’esecuzione di servizi ed interventi di tipo materiale finalizzati alla conservazione e valorizzazione dell’imponente patrimonio architettonico, storico, documentale ed ambientale, aveva l’obiettivo, espressamente prescritto dal legislatore regionale, di garantire nel tempo i livelli occupazionali di coloro che erano già impiegati nell’ambito della convenzione Ati Ifras.

«Non possiamo lasciare che più di 300 lavoratori non sappiano se saranno occupati e come da qui a un mese, si tratta di altrettante famiglie che attendono una risposta certa e la Regione ha il dovere di darne conto quanto prima. Un’eventuale proroga dell’attuale contratto di appalto - sottolinea Piu – che riguarderebbe eventuali servizi supplementari, sarebbe di circa tre mesi, un tempo comunque ristretto, per questo chiedo che l’assessore risponda quanto prima all’interrogazione e prenda in considerazione in modo urgente la pianificazione per salvare questi posti di lavoro».
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